Scritto da Stefano Giraldi |    Aprile 2006    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

I cavalieri del Tau 1
Sul lungo cammino che portava i fedeli
del Medioevo verso i fari della cristianità - Roma, Gerusalemme e Santiago di Compostela - venne fondato ad Altopascio dall'Ordine dei Cavalieri del Tau un ospedale, per dare conforto ai pellegrini in transito lungo la via Francigena. In questo ospedale-convento una minestra era sempre pronta (del pentolone parla anche Boccaccio) e una campana, "La smarrita", suonava ogni sera per un'ora dopo il tramonto per indicare la strada a chi l'avesse perduta nelle paludi di Bientina. I monaci di Altopascio, per difendere se stessi e i pellegrini dai briganti, usavano cingersi sempre di una spada.

L'attività di questo Ordine si protrasse fino a quasi tutto il Settecento, ma sulle sue origini aleggia ancora un alone di mistero.
Sembra che la nascita sia avvenuta in Francia, nella diocesi di Vienne, in un posto chiamato La Motte aux Bois dove, in una chiesetta, furono trasportate le reliquie di Sant'Antonio Abate.
Fu così che verso la fine dell'anno Mille la chiesetta divenne luogo di imponenti pellegrinaggi e per gestire questo imponente flusso di persone venne creato l'ordine ospitaliero di Sant'Antonio, che sulla veste portava cucito il simbolo del Tau.

Sia i miti monaci antoniani che i monaci guerrieri di Altopascio ebbero quindi in comune la croce a forma di T, ovvero l'immagine del pastorale, il bastone che simboleggia l'autorità del capo di un'abbazia, simbolo che ha sempre contraddistinto gli uomini del passato dediti ad attività benefiche.