Mostra dell'altra Europa, quella germanica che sostituì la greco-romana

Scritto da Claudio Nobbio |    Marzo 2008    |    Pag.

Giornalista Nato in Francia, vissuto a Sanremo, lavora a Venezia, abita a Firenze, gira l'Europa. Direttore d'albergo da sempre, è laureato in Scienze politiche. Ha trascorso all'estero lunghi periodi della sua vita: in Germania dove ha frequentato l'Università di Muenster Westfalia, in Svezia dove collabora con Fritidsresor, e in Francia, sviluppando un'ottima conoscenza delle lingue di questi Paesi. E' direttore della rivista "Hotel managers. Business and leisure", organo ufficiale dell'Associazione Direttori d'Albergo. Ha curato l'edizione italiana di "Lezioni dal Titanic", un volume di Henry Lang che trae spunto dagli errori commessi durante il viaggio inaugurale del famoso transatlantico. Il volume "Appunti di Hotellerie", edito da Next Italia, di cui è autore, è una guida pratica per chi è interessato al mestiere di albergatore. Ha partecipato per alcuni anni con Federico Fazzuoli alla trasmissione Linea verde, della Rai. In collaborazione con Davide Riondino ha scritto la storia "Il trombettiere di Custer", opera teatrale, che racconta dell'unico sopravvissuto alla battaglia di Little Big Horn. Autore del libro di poesie "La battaglia delle lucertole" (in inglese) illustrato da Karel Appel ed edito da Laurence Ferlinghetti in San Francisco. E' del 2004 l'esordio come romanziere in "Bucare la luna", edito da Polistampa.

i barbari a venezia
Palazzo Grassi, sul Canal Grande,
ospita una grande mostra dedicata ai barbari. Oltre 1700 oggetti, tra reperti, dipinti e documenti che raccontano l'incontro-scontro delle popolazioni dell'Europa centrale con i Romani.
La mostra rievoca la lunga storia decisiva per l'identità del continente europeo, che troppo spesso celebra radici greche, romane ed ebraico-cristiane, dimenticando le proprie origini barbare, peraltro così potenti e determinanti.
Il periodo preso in esame va dal 58/51 a.C., con la sottomissione della Gallia da parte di Cesare, al 962, anno di nascita del Sacro Impero romano germanico.

Tra gli oggetti più importanti in mostra, molti dei quali esposti per la prima volta, il cofanetto di Teodorico, in prestito dall'Abbazia svizzera di Saint Maurice, dalla quale non era mai stato spostato da 1400 anni; manoscritti rarissimi come il Book of Mulling, gli Evangeliari di Saint Vaast e di Marmoutier o il manoscritto del Vangelo secondo Matteo copiato in Italia attorno al V secolo; la tunica della regina Batilde; la croce votiva visigota del VII secolo d.C; il cammeo del trionfo di Licinio, del IV secolo d.C.; il busto in oro di Marco Aurelio, del 180 d.C. con un elmo romano in argento dorato del 320 d.C. Insomma, una buona occasione per approfondire un periodo non troppo conosciuto dell'antica storia della penisola.
Per uno spuntino a mezzogiorno ci si può fermare alla stessa Caffetteria del Palazzo, gestita da Irina che è anche titolare del "Vecio fritolin", zona Rialto, dove, oltre alle specialità veneziane, si possono anche asportare cartocci di pesce. Nella Caffetteria si servono bevande, panini e piatti particolarmente golosi che variano secondo i giorni della settimana. A 100 metri da Palazzo Grassi c'è "Il Bacareto", ristorante tipico veneziano; in Calle delle Botteghe la cicchetteria "Da Fiore" offre i suoi famosi cicchetti di baccalà mantecato, frittura, frittini e ampia selezione di vini.

Per chi decidesse di fermarsi a dormire, un albergo economico nel vicino Campo Manin è l'Hotel Centauro, e-mail centauro@hotelcentauro.com, dove Riccardo Tomasutti sarà lieto di accogliervi. In alternativa ci sono l'hotel Ala, tre stelle, e il Best Western, centralissimo in Campo Santa Maria del Giglio.
I Barbari, la nascita di un nuovo mondo, fino al 20 luglio, aperta tutti i giorni dalle 9 alle 19. Ingresso 10 euro (ridotto 6, gruppi 8 euro). Info: tel. 0415231680, www.palazzograssi.it. Prenotazioni: tel. 899666805, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20.

Palazzo Grassi dista 20 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria di Santa Lucia. Vi si ferma il vaporetto n. 2, San Samuele