Come combattere l'inquinamento acustico

Scritto da Letizia Coppetti |    Settembre 1999    |    Pag.

Giornalista Fiorentina, laureata in lingue e letterature straniere, ha lavorato per tredici anni alla redazione di Firenze dell'Agenzia Ansa, occupandosi sia di cronaca nera che di bianca. Collabora dal 1990 con l'Informatore e dal giugno 2001 a dicembre 2002 si è occupata dei contenuti del sito di Unicoop Firenze. E' stata anche direttore del periodico Celiachia Notizie, house organ dell'Associazione Italiana Celiachia. E' stata coordinatore redazionale dell'Informatore fino al giugno 2006, la rivista dedicata ai soci.

Guerra al rumore
Il rumore fa vivere male. Persino i feti dimostrano la loro insofferenza verso livelli acustici troppo alti: alla nascita, i bambini di madri esposte durante la gravidanza a rumori ambientali intensi, come aeroporti o strade rumorose, hanno un peso inferiore agli altri. Questo fenomeno, insieme al maggior numero di prematuri nelle zone rumorose, è legato ad un'alterazione nella madre delle concentrazioni di ormone lattogeno placentare, molto simile all'ormone della crescita.
Il dato viene citato in uno studio sul rumore a Firenze condotto dai fisici dell'Arpat Cesare Fagotti e Andrea Poggi. Ma gli effetti del rumore sui bambini non si fermano qui. Nel capitolo dedicato agli effetti del rumore sulla salute, scritto dal dottor Gaetano Marchese della Asl fiorentina, si cita uno studio condotto in diversi paesi di tutto il mondo sugli effetti del rumore sull'apprendimento e sullo sviluppo intellettuale dei bambini. I dati sono sconfortanti: con un livello sonoro di 60 dB o più (equivalente al rumore del traffico esterno che penetra attraverso finestre aperte) i tassi di errori di comprensione fra gli studenti, durante alcuni test, sono risultati del 15 per cento. Il rumore eccessivo determina effetti negativi sullo sviluppo del linguaggio e l'acquisizione della lettura. Altri effetti segnalati sono aggressività, irritabilità, fatica e agitazione.
Non c'è quindi da stupirsi se gli esperti consigliano di vivere in ambienti interni in cui i livelli di rumore non superino i 45 dB durante il giorno e i 35 durante la notte. "Al di sopra dei 35 dB - afferma il Rapporto sullo stato dell'ambiente in Toscana relativo al '98 - si possono avere importanti disturbi del sonno, con ricadute significative sulla salute della persona. A partire, invece, dai 55 dB il rumore interferisce negativamente, anche nel periodo diurno, con lo svolgimento di molte attività umane, diventando una causa di stress aggiuntiva". Ma, esaminando i dati del rumore da traffico veicolare delle grandi città, ci si accorge che questi limiti sono ampiamente superati. Le misurazioni dell'Arpat, condotte nei capoluoghi e nei comuni delle varie province toscane, evidenziano che facilmente si trovano situazioni in cui i livelli sonori superano i limiti più alti previsti dalla normativa.
Soprattutto nel periodo notturno, continua il Rapporto regionale, è difficile trovare livelli sufficientemente contenuti da garantire una buona qualità dell'ambiente. Particolari problemi sono inoltre stati riscontrati lungo le grandi infrastrutture viarie (autostrade e grandi vie di comunicazione), con situazioni di esposizione a livelli decisamente inaccettabili. "Saranno necessari quindi - afferma ancora la Regione - grandi investimenti e probabilmente un lungo periodo di tempo, prima di ricondurre tali infrastrutture al rispetto degli obiettivi di qualità fissati dalla normativa vigente". Inutile stilare una classifica delle città toscane più rumorose: tutte presentano numerose rilevazioni di rumore superiore alla norma, con alcuni casi più eclatanti di altri, come Livorno e Firenze. Il capoluogo toscano risulta addirittura la seconda città più rumorosa d'Italia, dopo Napoli. La normativa non aiuta: i piani di risanamento ci sono, ma mancano i criteri attuativi, che devono essere emanati dalla Giunta regionale.
Nell'attesa c'è anche chi ha pronto un 'decalogo' per combattere il rumore. Le contromisure studiate dall'assessorato alla mobilità del Comune di Firenze prevedono interventi sulle strade per ridurre la velocità (come dossi artificiali, rialzamento degli incroci, rotatorie al posto dei semafori) per realizzare quella che dagli esperti viene chiamata "fluidificazione lenta del traffico". Si continua poi con l'asfalto fonoassorbente (una sperimentazione in corso sta dando ottimi risultati in via La Pira e in via Volterrana), l'estensione delle aree pedonali e delle piste ciclabili, l'intensificazione della vigilanza antivelocità e antirumore. Particolare attenzione verrà data al problema dei ciclomotori, che nel centro cittadino rappresentano il 50 per cento del traffico. L'acquisizione della normativa europea consentirà di impedire, fin dal momento della produzione, l'alterabilità delle due ruote. In collaborazione con Ataf, inoltre, si prevedono interventi per sviluppare il trasporto a trazione elettrica e a metano. Esiste infine anche un programma di insonorizzazione della flotta tradizionale: 160 autobus da 12 metri, i più rumorosi, saranno dotati a partire dal prossimo autunno di un kit che permetterà di togliere a ciascuno 10 dB, con un costo di circa 6 milioni a mezzo.