Mal di mare e mal d’auto, disturbi comuni e fastidiosi. Prevenirli e combatterli

Scritto da Rossana De Caro |    Luglio 2011    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Rollii, sobbalzi, oscillazioni, perturbazioni, curve e frenate. Per chi patisce il mal di mare, il mal d'auto, o il mal d'aria, il pensiero di una traversata o di un viaggio si tramuta spesso in angoscia. Dalle turbolenze in aereo, al beccheggio della nave, ai movimenti repentini di un'auto in curva, i sintomi sono gli stessi: nausea, vomito, vertigini, malessere generale. La malattia in questione è la cinetosi o "mal di movimento". In estate il problema è particolarmente sentito per chi si prepara ad affrontare viaggi più o meno lunghi. Come prevenire e combattere questo disturbo così frequente? Abbiamo posto a questo proposito alcune domande al dottor Nicola Pierossi, specialista in otorinolaringoiatria e audiologia dell'Ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

Che cos'è la cinetosi?
«È una malattia da movimento (dal greco kinetos, movimento), che si manifesta durante i viaggi su mezzi di trasporto diversi (nave, barca, aereo, treni, auto, autobus ecc.) con una serie di fastidiosi disturbi. Si tratta di una reazione del corpo agli spostamenti rapidi e repentini, o che avvengono con cadenze regolari ed irregolari, continuamente sollecitando il nostro sistema nervoso».

Perché si verifica?
«A scatenare questo senso di malessere generale sono il conflitto e l'eccesso di informazioni inviate dalle strutture adibite al controllo dell'equilibrio al nostro sistema nervoso centrale, che mandano in "tilt" il cervello, il quale non riesce a prendere le contromisure come succede in altri casi. Ad esempio se siamo in un ascensore in salita, automaticamente le gambe tendono a piegarsi per trovare il giusto equilibrio, così come in discesa spostiamo il peso sulle punte dei piedi. L'incapacità a reagire, nella cinetosi, è legata anche alla grossa componente psichica ed emotiva su cui si basa, che riduce la capacità dell'individuo a contrastare i sintomi che si verificano».

Da dove provengono queste informazioni?
«Il senso dell'equilibrio e la percezione della posizione del corpo nello spazio vengono forniti dall'orecchio interno (apparato vestibolare), l'occhio (il sistema visivo) e i ricettori distribuiti sulle articolazioni».

Quante persone soffrono di cinetosi e chi è più predisposto?
«Circa il 30% della popolazione soffre di questo disturbo. In particolare è molto frequente nei bambini (3 su 10 ne soffrono), non tanto nei primi anni di vita, ma dai 3 agli 11 anni, per via di un'insufficiente esperienza vestibolare. Anche non essere in buone condizioni di salute può favorire l'insorgenza di questa malattia».

Quali sono i sintomi?
«Nausea, vomito, pallore, sudorazione fredda, salivazione, stato d'ansia.

Come si può prevenire o combattere la cinetosi?
«Intanto con la prevenzione alimentare. Prima della partenza non bisogna mai eccedere con il cibo, né partire a stomaco vuoto. È buona regola alimentarsi con i cibi secchi (grissini, biscotti, crackers) e bere poco, vietati gli alcolici o le bibite che dilatano lo stomaco, i cibi grassi o speziati».

Altre regole da seguire
«Cercare sempre un punto stabile del mezzo di trasporto: in nave sicuramente nella zona centrale e più bassa dove il rollio è meno forte rispetto alla poppa e alla prua. In auto è consigliato il posto anteriore; tenere sempre lo sguardo libero sopra l'orizzonte e non concentrato su un punto, quindi niente letture e video giochi. Evitare luoghi affollati con aria viziata. Cercare di distrarre i bambini facendo giochi o facendoli cantare. In aereo occupare i posti nella parte anteriore o vicino alle ali, dove le turbolenze sono attutite».

I rimedi farmacologici
«Ci sono due tipologie di farmaci che possono fornire un valido aiuto per ridurre la nausea: gli antistaminici, (il dimenidrinato, il travelgum e la xanamina) che hanno un effetto più rapido, e gli anticolinergici (scopolamina, transcop) che vanno somministrati circa mezzora prima del viaggio e ogni 6-8 ore se il viaggio è lungo.
In auto sono importanti le soste per un cambio d'aria e una passeggiata, per una breve tregua».

Non solo mal di mare - Il mal di terra
Può sembrare strano ma il nostro organismo può soffrire anche l'assenza di movimento, il cosiddetto "mal di terra". Quando si è stati per lungo tempo ad esempio in nave, l'equilibrio si adatta al nuovo stato di movimento e quando si scende e si interrompe repentinamente questa situazione, il corpo si deve riadattare a uno stato d'assenza dello stimolo, e questo può produrre malessere.

L'intervistato è il Dottor Nicola Pierossi, responsabile del Servizio di otorinolaringoiatria pediatrica Azienda ospedaliera universitaria "A. Meyer" di Firenze.

(Le foto dell'articolo sono di Carlo Valentini)

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