Una tradizione tutta fiorentina che si rinnova alle Cascine per l'Ascensione

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Maggio 1997    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Grilli in festa
Nel giorno dell'Ascensione, a Firenze, si celebra la festa del grillo. C'è chi lega questa festa ad origini sacre (il definitivo abbandono di questa Terra da parte di Gesù Cristo) e chi, più prosaicamente, sostiene che le sue origini e finalità sono esplicitamente profane. Così "festa del grillo" significherebbe letteralmente "fare la festa" a quello che oggi è un insetto innocuo ma che secoli fa rappresentava una grave minaccia per i terreni coltivati.
Ad avvalorare questa tesi esiste uno scritto di Agostino Lapini che nel suo "Diario fiorentino" annotava: A dì 8 luglio 1582 nel popolo di San Martino a Strada, che è di là dalla pieve di Santa Maria all'Impruneta, vi comparse tanta e sì grande quantità di grilli che devorarono ogni cosa; di maniera che si comandò a parecchi populi di detto paese che andassino ammazzargli, e vi si ragunorno più di mille uomini.
Ma, a prescindere dalle origini di questa singolare celebrazione (unica, nel suo genere, in Italia), la sua nascita si può far coincidere con la sistemazione del parco delle Cascine avvenuta nel XVIII secolo per volontà dei Lorena, che nel 1787 fecero costruire quell'edificio con porticato - oggi sede di una facoltà universitaria - adibito a casino di campagna per feste, banchetti, balli e altre amenità riservate solo a nobili, ricchi ed ecclesiastici.
Al popolo veniva riservato il parco, che nel frattempo era stato ingrandito fino a raggiungere la confluenza del Mugnone con l'Arno, era stato arricchito con piante d'alto fusto, con piccoli tempietti, fontane, monumenti di vario genere e maestosi viali. La festa dell'Ascensione, che cade quaranta giorni dopo la Pasqua (ma da quando è stata cancellata dalle feste di precetto viene fatta coincidere sempre con una domenica), costituisce il giorno dell'apoteosi del parco. Quando ancora non esistevano i mezzi di trasporto pubblici o privati, la giornata cominciava al mattino di buon'ora, con le madri intente a preparare il cesto per il tradizionale pranzo sul prato. Ad un segnale del padre la famiglia al completo, vestita con i migliori abiti della festa, si metteva in cammino verso il parco e una volta arrivata sceglieva il posto più adatto, che doveva essere su un prato, vicino al bosco e possibilmente a una fontana. A quel punto entravano in azione i ragazzi, che venivano sguinzagliati dappertutto alla ricerca del famoso grillo che poi veniva chiuso - se la caccia era stata fortunata - in una gabbietta e rifocillato con una foglia di lattuga.
Ai giovani più grandicelli, maschi e femmine, quel gioco interessava poco o nulla, ma i ragazzi si inoltravano ugualmente nel folto del bosco alla ricerca di fugaci effusioni, lontani, per una volta, dagli sguardi attenti e severi dei genitori. E a metà pomeriggio tutti si assiepavano lungo il viale principale per rendere omaggio ai potenti dell'epoca che, nelle loro carrozze trainate da cavalli tirati a lucido per l'occasione, si recavano al casino per celebrare fino a notte fonda la loro festa esclusiva.
Per i comuni cittadini il momento in cui il sole cominciava a nascondersi dietro i rami più alti dei platani coincideva con quello di rimettere insieme le "carabattole", recuperare i ragazzi e riprendere con mestizia la strada di casa.
Oggi la giornata si svolge in maniera radicalmente diversa: il posto per il picnic - non importa quanto sia comodo - lo si sceglie in base alla vicinanza alla propria automobile; nessuno va più alla caccia dei grilli (ma ce ne sono ancora alle Cascine?) che si possono molto più agevolmente acquistare in una delle tante bancarelle della festa. E i giovani innamorati non hanno certo bisogno di nascondersi nella boscaglia delle Cascine per sfuggire agli occhi - sempre meno vigili - dei loro genitori.