Scritto da Riccardo Gatteschi |    Maggio 2009    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Arduo, se non impossibile, risalire alle origini della "Festa del Grillo" che ogni anno, da tempo immemorabile, si svolge nel parco fiorentino delle Cascine il giorno dell'Ascensione. L'ipotesi più accreditata è che il piccolo insetto canterino costituisse talvolta una vera e propria calamità con le sue invasioni in massa sui terreni coltivati. E fargli la festa significava letteralmente cercare di sterminarne il più alto numero possibile. Le seconda ipotesi, secondo la quale il grillo sia, al contrario, apportatore di gioie e benessere, trova decisamente meno sostenitori.

Resta il fatto che quaranta giorni dopo la Pasqua, nella ricorrenza del viaggio di Gesù dalla Terra al Regno dei Cieli, l'evento è ricordato con questa singolare festa che coinvolge tanti nuclei familiari trasferiti per un giorno nel grande parco sulla riva dell'Arno per consumare un pic-nic sull'erba, per intrattenere i bambini più piccoli in giochi all'aperto, per familiarizzare con i grilli che comunque sono sempre meno presenti nelle nostre campagne.

Dal momento che il mese di maggio è considerato anche il mese dei fiori, non sono poche le località toscane dove nel corso del mese si eleggono i fiori a protagonisti di varie manifestazioni. Nella stessa Firenze si celebra la "Fiorita" in ricordo del martirio di Fra Girolamo Savonarola e di due altri confratelli consumato il 23 maggio del 1498, quando furono prima impiccati e poi arsi. Quel giorno si rievoca l'evento portando un fiore sul punto di Piazza Signoria dove avvenne il rogo.

I quattro rioni della cittadina di Lucignano, in provincia di Arezzo, nelle due ultime domeniche del mese si danno incruenta battaglia portando in giro ognuna un carro allegorico composto con i fiori di stagione.

Ancora nel giorno dell'Ascensione a Gavinana, frazione di San Marcello Pistoiese, si tiene una doppia processione chiamata "Il bacio dei Cristi". I due cortei partono insieme e insieme percorrono un tratto di strada. Giunti nella località chiamata Madonnina del Poggio si dividono, compiono due itinerari diversi e si ritrovano al Ponte ai Gorghi. Ed è qui che la doppia processione vive il suo momento culminante: i due simulacri di Gesù, alti sulla croce, si inchinano leggermente fino a sfiorarsi in un simbolico bacio. C'è una spiegazione per tutto ciò? Come spesso avviene nell'universo della tradizione, della rievocazione e del folclore, è più facile suggerire ipotesi che affermare verità.

Il nome del mese Maggio deriva dalla dea Maia, la più bella di sette sorelle, le Pleiadi, in seguito trasformate in stelle. Di lei si innamorò Zeus e dalla loro unione nacque Hermes, il messaggero degli dei e il protettore dei commercianti e del denaro, ma anche dei ladri, dei bari al gioco, di chiunque mostrasse astuzia e destrezza di mano.

Nel mondo latino il mese di maggio venne associato ai riti di rigenerazione della natura e dedicato, oltre che a Maia, anche a Bona e a Flora. E in onore di quest'ultima dea si celebravano a Roma i Floralia, una serie di giochi e riti durante i quali si spargevano per terra i semi delle piante più svariate, si simulavano cacce incruente ad animali domestici, si accendevano falò, si danzava fino a notte inoltrata.

Con l'avvento del Cristianesimo il mese è dedicato a Maria Vergine. Questo è avvenuto non tanto per l'assonanza fonetica, quanto per il nesso che esiste fra il concetto di "Madre Natura" e quello di "Madre di Gesù", e, per esteso, madre di tutta l'umanità.


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