Tina Allori rivive in un concerto spettacolo a lei dedicato dalla nipote-cantautrice

Scritto da Sara Barbanera |    Marzo 2014    |    Pag. 7

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Donne in guerra, donne che sfidano le convenzioni, donne per il sogno di un futuro migliore. Tina Allori, la bella voce della radio, era questo: il canto che ha dato voce alla speranza di ricostruirsi una vita normale e di ridare un volto umano a un’Italia devastata dalla seconda guerra mondiale.

E oggi, in un’Italia di nuovo in cerca di sé, Tina Allori torna a rivivere nello spettacolo di Letizia Fuochi, nipote dell’artista nonché altra grande voce fiorentina che ha raccolto il testimone nel concerto andato in scena a Firenze lo scorso gennaio.

Cominciamo dal principio: siamo nell’Italia del 1942, quando Tina Allori, di Poggio a Caiano, classe 1924, decide di inseguire il suo destino musicale e, spinta dalla sorella Mirella, partecipa e vince il concorso “Il quarto d’ora del dilettante”.

Da lì in poi, la storia si dipana dai microfoni di Radio Firenze a quelli di Radio Roma, alla grande fama nazionale in compagnia di Tonina Torrielli, del Trio Capinere o di Rossano Brazzi, fino alle vette dello swing, genere con cui interpreta grandi successi nazionali e internazionali: Notte e dì, il suo cavallo di battaglia, Un tuffo al cuore, ma anche Lili Marlene e l’indimenticabile Ma l’amore no.

Tina alloriTesti leggeri, in apparenza, che descrivono un’epoca, dalla guerra agli anni ’60 che Tina racconta anche nei suoi romanzi delicati e pieni di passione per la musica, fra i quali Nel mio canto tante lacrime del 1945.

Accanto a Tina Allori, l’altra grande protagonista è la radio. La radio e la musica danno voce alla libertà, spiega la Fuochi: «per noi ora ascoltare musica o cantare è normale ma in quegli anni la radio era l’unica opportunità. Era un mezzo per cantare a tutti un sentimento, e la musica era importante come il pane: rappresentava quella bellezza negata dall’orrore della guerra, dalla censura e dalla povertà. Era il sogno di un paese nuovo. Con la sua musica Tina Allori ha rappresentato la certezza ostinata che l’Italia dovesse e potesse rinascere».

Il ’61 è l’anno della svolta in cui l’artista decide di abbandonare la scena italiana e di conquistare fama all’estero, addirittura come prima cantante italiana che si esibisce in Unione Sovietica dove vende cinque milioni di copie di Arrivederci Roma.

Muove i passi da quest’anno lo spettacolo scritto da Letizia Fuochi con l’arrangiamento musicale di Francesco Cusumano. Sul palco la storia prende la forma di un vero show radiofonico di cui Tina Allori è la protagonista immaginaria, in compagnia di Corrado e tanti altri personaggi che portarono in tv le trasmissioni radiofoniche.

Racconta Letizia: «questo spettacolo per me è un brivido, perché racconto la mia famiglia attraverso i miei amici musicisti e lo faccio con la musica, una risorsa per ricostruire anche il nostro presente. Cantare non è mettersi in mostra ma è muovere emozioni, attivare relazioni e aprirsi al mondo. La musica è condivisione, un ingrediente che tutti dobbiamo ricominciare a mettere nella vita di ogni giorno, perché cambia il sapore delle cose».

Sul palco la storia è raccontata dalla Tina Allori and Orchestra, rigorosamente in abito d’epoca, in un’istantanea fatta di musica, affetto e memoria collettiva.

Fra tutte le storie, perché ha raccontato proprio questa?«Perché è mia zia, con tutta la magia di una donna acclamata come diva e al tempo stesso, semplice e affettuosa.

Ma c’è di più: c’è la tenacia, la voglia di mettersi sempre in gioco e c’è la qualità, quella che rimane nel tempo. Proprio lei perché… fa venire voglia di ricominciare, di inseguire le proprie passioni e di far brillare il proprio talento. Di crederci: in noi e nel nostro futuro. E questo auguro a me, ai miei spettatori e a tutti quelli che devono e vogliono ricominciare».

Info

Informazioni sullo spettacolo andato in scena il 25 e 26 gennaio al Teatro Le Laudi di Firenze Pagina Facebook “Letizia Fuochi” - Informazioni su Tina Allori all’indirizzo www.lavocedelledonne.it

“Tina Allori” – Carosello dello spettacolo - Teatro Le Laudi – durata 3’ 27’’

Nella foto in alto Letizia Fuochi - foto di Ridolfi