Le esperienze di Emergency, la Onlus fondata da Gino Strada, in Africa

Scritto da Bruno Santini |    Settembre 2011    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Anme (African network of medical excellence) è la rete sanitaria d'eccellenza in Africa promossa da Emergency e nata per stimolare la costruzione di centri medici nel continente nero.

Due i cardini di questo modello: l'eccellenza, appunto, della cura e la gratuità. Un progetto che ha come fine quello di costruire in ognuno dei paesi partecipanti (al momento tredici) un centro con specialità diverse in funzione delle priorità sanitarie evidenziate nei singoli luoghi.

 

Qual è solitamente l'accoglienza che un dato governo (in questo caso africano) riserva ad un progetto di Emergency?

«Emergency lavora in accordo con i governi degli Stati in cui opera, in particolare attraverso la firma di accordi con il locale Ministero dalla sanità in cui si stabiliscono i rispettivi ruoli e responsabilità - ci risponde Rossella Miccio, coordinatrice dell'Ufficio umanitario -. La nostra esperienza è in genere positiva. Il governo sudanese, per esempio, stanzia ogni anno 5 milioni di dollari per il Centro Salam, per coprire i costi del personale locale impiegato a Khartoum, la capitale del Sudan».

 

Può raccontarci un'altra esperienza concreta e indicativa?

«In Sierra Leone - continua la Miccio - Il governo aveva previsto una strada asfaltata nei pressi dell'ospedale. La strada avrebbe dovuto attraversare una parte del terreno occupato dalla nostra struttura. Dopo mesi di negoziazioni, il governo ha accettato di modificare il progetto, aggirando l'ospedale e riconoscendo così l'importanza della struttura per la popolazione sierraleonese».

Domandiamo a Enrico Solito, pediatra romano ma che da anni vive ed esercita la professione in Toscana, della sua esperienza con Emergency.

«Ho lavorato per tre mesi a Mayo, un enorme campo profughi nel deserto fuori Karthoum. La città è circondata da questi vastissimi campi dove si accalca gente in fuga a causa della guerra da tutti i paesi vicini: Sud Darfur, Ciad, Nigeria... A Mayo, dove non ci sono né acqua, né luce, né aiuti sanitari, abbiamo un ambulatorio pediatrico con un livello di strutture, professionalità e qualità di servizi pari a quello in cui opero in Italia».

 

In che clima riuscite a lavorare? 

«Buono, anche se non si può generalizzare. Immagino che sotto le bombe a Kabul nel 2001 sia stato diverso dalla situazione in cui esercito io. Detto questo adoperarsi per le vittime civili di guerra - questo fa Emergency - ti porta a lavorare e vivere in contesti non proprio comodi. Il clima interno, invece, è di un entusiasmo che è difficile descrivere. Sembra retorica... ma si ha l'impressione di essere dei privilegiati, di avere l'occasione di fare qualcosa di bello, e questo fa superare tante cose: la fatica, lo sconforto, la paura».

 

Solito, è di nuovo in partenza: qual è la destinazione e cosa l'aspetta?

«Nyala, in Sud Darfur. Sta cominciando la stagione della pioggia, e dunque mi aspetto malaria e meningiti, oltre che disidratazioni terribili e la micidiale malnutrizione, che è il vero killer dietro le malattie acute. Anche Nyala è circondata da enormi campi profughi, gente in fuga dalla morte per guerra o per fame».

 

Ci racconta un aneddoto della sua esperienza con Emergency?

«A Karthoum un uomo anziano, alla biglietteria dell'aeroporto, mi ha fatto alcune gentili domande su chi ero e da dove venivo. Quando ho detto che ero italiano e che lavoravo con Emergency, ha abbassato la voce, si è guardato attorno e mi chiesto se era vero che da noi non si pagava. Ho risposto con un certo orgoglio che no, non si pagavano né i dottori, né le medicine, né il letto o il cibo o il diritto alle visite: non si pagava niente. Ha sgranato gli occhi, mi ha chiesto come era possibile: gli ho detto di tutti quelli in Italia che lavorano per questo, e che crediamo che sia un diritto di tutti essere curati, ricchi e poveri, pelle bianca o pelle scura. Ha scavalcato il bancone e mi ha abbracciato!... in un paese in cui il contatto fisico è quasi proibito».

 

Cosa riporta ogni volta che torna da queste esperienze?

«Bella domanda! Il sentirsi cittadino del mondo e un'enorme gratitudine per tutti quelli che si danno da fare, per permettere tutto questo. E tanta voglia di stare in silenzio a pensare un poco».

 

Oltre alla professione di pediatra, Enrico Solito, per hobby ha la passione per Sherlock Holmes. Ha scritto romanzi e gialli storici ambientati nella Firenze di fine secolo e nel periodo della Resistenza.

 

Africa
La mappa di Emergency

Nel continente africano Emergency gestisce attualmente progetti in Repubblica Centrafricana, Sierra Leone e Sudan.

In Sierra Leone Emergency è presente dal 2001. Il Centro chirurgico e pediatrico di Goderich, alla periferia della capitale Freetown offre assistenza chirurgica di emergenza a bambini e adulti e assistenza medica ai pazienti sotto i 14 anni. Il personale di Emergency in Sierra Leone è composto da 280 membri dello staff locale e 15 internazionali.

Nel marzo 2009 Emergency ha aperto un Centro pediatrico a Bangui (Repubblica Centrafricana) per offrire cure mediche ambulatoriali e ospedaliere ai pazienti fino a 14 anni. Dal mese di giugno 2011 è attivo un servizio di assistenza pre-natale alle donne incinte. A Bangui impiega 3 membri dello staff internazionale e 62 locali.

Il Centro Salam di Cardiochirurgia a Khartoum (Sudan) è aperto dal 2007. Il Centro offre assistenza gratuita e altamente qualificata a pazienti affetti da patologie cardiovascolari congenite e acquisite di interesse chirurgico. Il Centro Salam è la prima struttura cardiochirurgica di eccellenza in Africa completamente gratuita. Nato per rispondere alle esigenze del Sudan e dei Paesi limitrofi, nel corso di tre anni e mezzo di attività ha curato pazienti provenienti da 21 Paesi, non solo africani.

Dal 2005 Emergency gestisce un Centro pediatrico nel campo profughi di Mayo, alla periferia di Khartoum che offre cure ambulatoriali a pazienti fino a 14 anni e alle donne incinte, con possibilità di ricovero in day hospital. Nel luglio 2010 Emergency ha aperto un Centro pediatrico a Nyala, Sud Darfur, con assistenza ambulatoriale e ospedaliera a pazienti fino a 14 anni. Il Centro di Nyala dispone di una corsia di degenza di 18 posti letto. Un Centro pediatrico analogo a quello di Nyala è in costruzione a Port Sudan, sulla costa del Mar Rosso, e sarà operativo dall'autunno 2011. In Sudan Emergency impiega circa 70 membri internazionali e 430 dello staff locale.

 

Gli intervistati

  • Rossella Miccio, coordinatrice dell'Ufficio umanitario Emergency
  • Enrico Solito, pediatra

 


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