Mandorle, noci, noccioline ma anche fichi, datteri. Fanno tutti parte della frutta secca che, per tradizione, nonostante si trovi in commercio tutto l’anno, vive il suo momento d’oro durante le feste di Natale e per il cenone di fine anno. Noccioline e company sono un alimento molto energetico, ricco di fibre e di sostanze nutritive. Sono ideali come spuntino o quando è necessaria un’immediata sferzata di energia piuttosto che dopo i pasti perché appesantiscono la digestione. La frutta secca è per antonomasia povera d’acqua, motivo per cui si conserva a lungo, e si distingue fra quella con guscio (noci, pistacchi, nocciole ecc.) e quella polposa disidratata (fichi, datteri, prugne, uvetta).

La frutta secca a guscio è detta anche oleosa per via dell’alto contenuto in grassi, ed è molto calorica. Tuttavia si tratta di grassi buoni (insaturi e polinsaturi) che contribuiscono ad abbassare il colesterolo nel sangue riducendo il rischio di malattie cardiovascolari e l’arteriosclerosi. È inoltre un concentrato di energia, ricca di vitamine B ed E , dalle proprietà antiossidanti, e sali minerali, come potassio, fosforo, ferro, calcio. Secondo un recente studio il suo consumo, per via della presenza dei grassi essenziali, agisce sulle prestazioni mentali dei ragazzi migliorando la capacità di attenzione e di apprendimento scolastico. Il nostro organismo non è in grado di sintetizzare questi grassi, che vanno perciò introdotti con l’alimentazione. A questo proposito è meglio non mangiare la frutta secca tostata perché i grassi vengono distrutti dal calore.

La frutta secca polposa può essere disidratata naturalmente al sole o in modo artificiale in essiccatoi o in forno. Ha pochissimi grassi mentre è ricchissima di zuccheri, fibre, sali minerali, vitamine: ad esempio i datteri sono una fonte di magnesio e potassio, l’uva passa di ferro e vitamina E. Grazie all’alto contenuto in fibre è un ottimo rimedio contro la stitichezza, in particolare le prugne secche, ancora più efficaci se bollite in acqua. Ricordiamo che la frutta secca in generale è ipercalorica e va consumata con moderazione: un etto di noci o di mandorle, pistacchi, arachidi o pinoli apportano circa 600 calorie; meno calorici datteri, fichi e prugne secche, il cui valore calorico per 100 grammi oscilla fra le 200 e le 250 calorie, 300 l’uvetta.