Dal cactus all'opuntia, breve guida alle piante con le spine

Scritto da Càrola Ciotti |    Giugno 2007    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

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Sono arrivate fino in Europa
da paesi lontani e vivono allo stato spontaneo soprattutto in America del Nord, Sud America e Sud Africa. Generalmente si tende ad associare l'immagine delle piante grasse - in particolare dei cactus - esclusivamente a quella del classico scenario desertico. Non è così. Anzi, vaste aree di deserti sabbiosi non le ospitano per niente, dato che il continuo movimento della sabbia le seppellirebbe, soffocandole. Le piante cosiddette "grasse" prosperano in zone con i climi più disparati: persino nelle foreste tropicali, dove le piogge sono abbondantissime! Anche sulle alte montagne d'Europa ed Asia vivono alcune specie di piante grasse, ma dato che crescono selvatiche, solitamente non si coltivano nelle nostre case o giardini.

Questo tipo di piante esercita una forte attrattiva su un numero sempre crescente di persone e alcuni diventano veri e propri esperti nella loro coltivazione; molti appassionati riservano un angolo del loro giardino a queste specie dall'aspetto sempre originale, con forme diversissime tra loro e colori intensi. Anche senza fiori sono già un ornamento molto piacevole allo sguardo e comunque tutte, prima o poi, regalano fiori di grande bellezza. I collezionisti di piante grasse non sono rari, e poiché riprodurre questo genere di piante per talea è molto semplice, spesso sono felici di regalare qualche nuova piantina ad un neofito, che se ne prenda cura.

Sempre in vaso
Le piante grasse si adattano alla coltivazione in appartamento ma alle nostre latitudini, specie in riviera o nelle regioni meridionali, possono vivere bene anche in esterno (durante i periodi molto freddi è, in ogni caso, consigliato porle al riparo). Assai utilizzati sono anche i davanzali che possono ospitare piantine di piccole dimensioni, di cui esistono tantissime varietà.
La coltivazione in piena terra è sconsigliata; quindi si ricorrerà ai classici vasi di terracotta o ai più moderni di plastica, che trattenendo maggiormente l'umidità ci consentiranno di poter distanziare ancor di più le annaffiature. Il tipo di terriccio adatto deve essere di una struttura tale da consentire un rapido drenaggio, ha bisogno cioè di molta sabbia grossa o di frantumi di coccio; d'altra parte
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non deve nemmeno seccarsi troppo rapidamente, perciò un ottimo espediente è quello di aggiungere terriccio di foglie, che trattiene umidità. Quest'ultimo non è di facile reperibilità ma è facilmente ottenibile lasciando decomporre una certa quantità di foglie, raccolte durante il periodo autunnale. Riassumendo, una buona mistura polivalente potrebbe essere così composta: terriccio universale mischiato a sabbia grossa (quella utilizzata in edilizia può andare bene), lava e pomice e, se possibile, terriccio di foglie.
Per i cactus si può aggiungere una piccola quantità di polvere d'ossa o pietra calcarea macinata: questo aiuterà la pianta a sviluppare spine robuste. Non avendo modo di preparare il composto da soli, si sceglierà un prodotto commerciale tra quelli riconosciuti più validi per la coltivazione delle varie specie di piante grasse, magari facendosi consigliare da un esperto.
In fondo al vaso si mettono cocci in abbondanza - per non ostruire i fori di drenaggio - e della carbonella di legna per combattere l'acidità del terreno. Le radici della pianta vanno ben distribuite nel vaso e cosparse di composto tutt'intorno. Infine occorre pressare il terriccio per far stare la pianta eretta, ma senza esagerare. Il vaso non deve essere completamente colmo: lasciare almeno un centimetro tra il bordo e il terreno. Le piante vanno travasate ogni due anni, possibilmente tra gennaio e febbraio. Il terriccio vecchio va scosso dalle radici, avendo cura di recidere accuratamente quelle rotte o marcite. Dopo il travaso non si deve annaffiare per qualche giorno.
Il numero di specie e varietà di questa grande famiglia di piante è molto vasto: risulta quindi difficile dare indicazioni sul tipo di esposizione più adatta. Possiamo affermare che in generale le cactacee - cioè tutte le piante grasse che presentano spine - rispetto a quelle senza spine hanno bisogno di più sole e meno acqua.



Le caratteristiche
Serbatoio di riserva

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Per chi decidesse di avvicinarsi al mondo delle piante grasse, una buona idea potrebbe essere quella di iniziare a coltivare le specie più semplici e comuni, in modo da far pratica e capire quali sono i procedimenti basilari per far crescere bene e in salute le nostre "succulente" (termine esatto con il quale i botanici definiscono questo tipo di piante). La loro caratteristica principale è, infatti, quella di trattenere l'acqua attraverso un tessuto speciale (situato nel fusto o nelle foglie) il quale, simile ad un serbatoio, ha la funzione di contenere al suo interno riserve di liquido - quando abbonda - e di attingervi quando manca. Questa caratteristica, che le differenzia dalle altre piante, permette loro di vivere in condizioni di prolungata siccità resistendo egregiamente, anche senza bisogno di particolari cure. Gli habitat naturali di queste specie sono così vari che anche la loro coltivazione domestica, per avere successo, deve tenere conto delle condizioni climatiche dei luoghi d'origine. Al momento dell'acquisto sarà quindi utile farsi spiegare dal nostro vivaista il modo migliore per prendersi cura di un'aloe, di un'euphorbia, di un cotyledon o di un'opuntia.