Le specie che resistono anche alle basse temperature

Scritto da Càrola Ciotti |    Gennaio 2011    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Sono moltissime le specie di piante che fanno parte della grande famiglia delle cosiddette "piante grasse" (la cui esatta definizione è succulente). Sono del tutto originali per forma e aspetto, a volte curioso e particolare, esigono poche cure e spesso regalano fioriture di eccezionale bellezza. Molte specie di succulente necessitano di riparo durante i mesi freddi, caratteristica che può rendere più complicata la loro coltivazione: esistono, tuttavia, molte specie interessanti che resistono bene anche alle basse temperature, e proprio di quest'ultime parliamo con Claudio Nassi, botanico per passione e collezionista di piante rare.

«Innanzi tutto - esordisce Nassi - spieghiamo brevemente le caratteristiche peculiari delle succulente: Si tratta di quelle piante dotate di speciali tessuti, i parenchimi acquiferi, tramite i quali riescono ad immagazzinare grandi quantità di acqua, che, assorbita durante i periodi di pioggia, viene sapientemente amministrata e utilizzata al momento opportuno, quando il clima è siccitoso».

La presenza del tessuto succulento fa sì che foglie, fusti e radici diventino carnosi e ingrossati, assumendo, a seconda della specie, le tipiche forme sferiche, colonnari, a rosetta o appiattite.

«Un'altra caratteristica delle cellule di questi tessuti acquiferi è che a seguito di perdita d'acqua si restringono, senza però morire. Quando torna a piovere (o le annaffiamo), non si spaccano e questa particolarità permette loro di resistere agli inverni rigidi».

Occorre, innanzitutto, scegliere un luogo ben esposto alla luce solare; la posizione ideale è a ridosso di un muro chiaro, con una copertura che ripari dalle piogge.

«Il terreno - spiega Nassi - dovrà essere il più possibile composto da materiali drenanti, come la sabbia di fiume o di lapillo vulcanico o quella di pomice, e poi integrato con una minima parte di terriccio».

Si raccomanda che l'adattamento all'aridità e al freddo avvenga in modo graduale e che gli esemplari godano di ottime condizioni di salute: significa, cioè, che dovranno essere messe a dimora nella primavera, in modo che si possano abituare progressivamente alla vita all'aria aperta.

«Durante l'estate tutte le succulente si annaffiano con regolarità - raccomanda Nassi - ma da settembre, per abituarle appunto al riposo invernale, quando si sospendono del tutto le irrigazioni, si inizieranno a diradare le  annaffiature».

Inoltre, durante la bella stagione, è bene arricchire il terreno con un concime ricco di potassio e fosforo, ma povero di azoto; questo elemento infatti non giova allo sviluppo delle piante succulente, rendendole troppo morbide e ricche d'acqua.

 

Quelle che non temono il freddo

Tra le specie che possiamo scegliere per una coltivazione all'aperto, durante tutto l'arco dell'anno, troviamo l'Echinopsis, una cactacea tra le più diffuse, sia per la facilità di coltivazione sia per i bellissimi fiori, grandi fino a 20 cm. di diametro e di colori diversi; durano soltanto un giorno e sfortunatamente restano aperti per poche ore, ma su piante di grandi dimensioni le fioriture sono frequenti e abbondanti, e prima o poi riusciremo ad ammirarli. Per incrementare la fioritura dell'Echinopsis è consigliabile eliminare i polloni e concimare adeguatamente.

Un'altra cactacea non freddolosa è la Chamaecereus silvestrii; non a caso è originaria delle zone montuose a ridosso delle Ande. Si presenta con un aspetto basso e cespitoso che forma cespuglietti compatti. Il colore della pianta varia a seconda dell'esposizione al sole: dal normale verde pallido si passa al color giallo/rosso, in presenza dei raggi solari; i fiori sono a forma di imbuto e nascono alla sommità dell'areola. Un ultimo ospite "spinoso" che potrebbe trovare posto in giardino è il Ferocactus, il cui portamento è di forma globosa, di dimensioni diverse e presenta spine durissime e ricurve, solitamente di colore rosso; all'apice della pianta si formano variopinti fiori campanuliformi.

Una pianta caratteristica delle regioni desertiche, con fiori simili a capolini, dai petali colorati (bianchi o rosa, gialli o viola) e foglie carnose è il Mesembriantemo. Il suo nome deriva da mesembri (mezzogiorno) e antenum (fiore): non  a caso, i fiori di questa specie si aprono solo se raggiunti dai raggi diretti del sole. Il Mesembriantemo si è ben adattato ai nostri climi e spesso lo troviamo anche allo stato spontaneo nelle zone marine, dove forma grandi cespugli ricadenti di fiori colorati. Le annaffiature sono necessarie solo per piante in vaso o per esemplari giovani e debbono sempre essere moderate per non causare ingiallimento delle foglie.

Le Sempervivum sono piante alpine, con foglie carnose disposte a rosetta; le rosette principali sono circondate da altre più piccole. Quando le rosette sono adulte producono infiorescenze dallo stelo lungo. Questa specie di piante cresce tra le rocce e nelle fessure dei muri; è molto resistente al freddo e alla siccità e quindi perfetta per la coltivazione all'aperto e anche per giardini rocciosi. Un'ulteriore specie adatta a sopportare freddo e umidità è il Sedum, originario del nord America; si tratta di un arbusto di varie forme, dal fusto strisciante o ricadente, anche questo con foglie carnose, spesso colorate; nella bella stagione fiorisce in modo vistoso e risulta molto decorativo.

Le varietà rustiche come il Sedum spectabile crescono bene nel nostro clima mediterraneo: necessitano di un terreno ben franto e di concimazioni molto diluite, da somministrare due-tre volte nel corso della bella stagione. I fusti e le foglie sono delicati e si rompono facilmente. Occorre quindi fare molta attenzione durante i rinvasi che vanno limitati al minimo indispensabile.

 

L'intervistato è Claudio Nassi.
Si ringrazia per la collaborazione Il Cactus center.
Fotografie di Fededrico Magonio.

 


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