Suggerimenti e consigli nelle età dello sviluppo

Scritto da Bruno Santini |    Aprile 2005    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Dapprima la cosa fu lenta... la nonna cominciò ad allungarsi lentissimamente... su, su, su... un centimetro alla volta... diventando pian piano sempre più alta... un paio di centimetri ogni pochi secondi... e all'inizio George non se ne avvide. Ma quando ebbe superato il metro e sessanta e cominciò ad avvicinarsi al metro e ottanta, George fece un salto e gridò: - Ehi, nonna! Stai crescendo! Stai diventando sempre più alta! Dacci un taglio, nonna! Ti conviene fermarti subito o sbatterai contro il soffitto!... Ma Roald Dahl, l'autore de La magica medicina (ed. Salani) da cui è tratto questo passo, sa che non ci saranno tetti a fermare l'escalation della povera donna. Va spiegato subito, a chi non conosce il libro, che la "vegliarda segaligna" è vittima di una pozione preparata dall'esasperato nipote che mescola deodorante, polvere antipulci, antigelo, cera da scarpe e quanto altro trova in casa col solo intento di mitigarle il brutto carattere... Ma gli effetti sono, come si è visto, indesiderati ed incontrollabili.

Di altra crescita ci occupiamo in questa nostra chiacchierata con Stefania Losi e Stefano Stagi, della clinica pediatrica II (sezione endocrinologia) dell'azienda ospedaliero universitaria Meyer di Firenze e, perché sia la più corretta possibile, cerchiamo, visto che riguarda i nostri bambini, di seguire i suggerimenti che ci vengono forniti dalla provata esperienza professionale dei due disponibili interlocutori.
Vi è la tendenza spesso tra i genitori di riassumere il concetto di crescita al solo aumento della statura e del peso. Al contrario si tratta di un quadro ben più complesso, comprendente l'insieme delle trasformazioni di un organismo che comportano lo sviluppo in tutte le sue componenti sia fisiche che psichiche.
Ma limitiamoci in questa prima parte ai sopra ricordati peso e altezza (anche se, come ci fa notare la dottoressa Losi, «fino ai due anni circa è giusto parlare più propriamente di lunghezza, visto che la misurazione avviene in posizione orizzontale e non verticale»).

«Un bambino fa registrare generalmente due picchi di crescita: nel primo anno di vita e al momento della pubertà - ci spiega il dottor Stagi -. Entrambi sono periodi da osservare con attenzione, e nel primo in particolare il ruolo del pediatra è fondamentale con i suoi controlli periodici. Ovvio che però anche il genitore deve monitorare con una certa cura l'evolversi della situazione.
Soprattutto nei primi mesi la valutazione della crescita ponderale può rappresentare un utile mezzo di valutazione della "salute" del bambino. Per esempio, nel primo-secondo mese può essere utile controllare il peso una volta alla settimana, tenendo conto che in tale periodo il suo peso deve far registrare aumenti di circa 180/200 grammi la settimana, anche se vi sono variazioni normali da bambino a bambino».

Dopo questo periodo, se la crescita è stata soddisfacente, il lattante può essere pesato ogni 15-30 giorni, con aumenti di peso settimanali che sono più contenuti, generalmente 120/150 grammi.
«Intorno al sesto mese di vita - afferma Losi - c'è un altro dei momenti topici della crescita: infatti il bambino passa da un'alimentazione lattea al divezzamento e si inseriscono nel suo menu brodo vegetale, semolino, carne bianca, frutta. Eventuali riduzioni o scarsi aumenti di peso in questa fase vanno attentamente valutati, potendo essere legati ad intolleranze alimentari, soprattutto l'intolleranza al glutine (celiachia)».
Oltre il sesto mese di vita diventa invece sufficiente pesare il bambino ogni 30 giorni. In questo momento generalmente il bambino deve aver raddoppiato il suo peso alla nascita. All'anno di vita il suo peso deve essere triplicato. Riguardo la lunghezza, un bambino cresce in media 25 cmil primo anno.
Dopo il primo anno, e fino al terzo, la crescita di un bambino deve essere valutata in media ogni 6 mesi. Nel secondo anno di vita un bambino cresce in media 2 kg di peso e circa 12 cm di altezza. Nel terzo anno sempre 2 kg ma circa 8 cm. Dal terzo anno il piccolo dovrebbe essere controllato ogni 12 mesi.

Quando e come di fatto si possono individuare quelle che saranno le misure future del piccolo?
«Dopo i primi 2-3 anni di vita, ogni bambino ha una "sua" regolarità di crescita che dovrebbe mantenere fino alla pubertà. Questo può consentirci di seguire la sua crescita futura. Importante è anche determinare il suo "bersaglio genetico" cioè l'altezza cui è destinato in base all'altezza dei genitori - ci spiega la dottoressa Losi - e questo avviene all'interno di una qualsiasi valutazione auxologica. In una di queste visite, s'inizia dall'anamnesi dei genitori (se hanno malattie tipo diabete o problemi tiroidei; si chiede la loro altezza e quando è stato il loro sviluppo...), poi c'è l'anamnesi del bambino (se la madre ha avuto una gravidanza normale, se è nato a termine, se ha avuto patologie importanti, ripetute o addirittura croniche). Quindi si misura il piccolo valutando la posizione di altezza e peso su speciali diagrammi (curve di crescita), all'interno dei quali vengono collocati i suoi dati in base all'età».

Ritornando ai primi mesi di vita, riguardo all'alimentazione, i genitori possono essere solo testimoni di questo cammino?
«Possono evitare di commettere errori - interviene il dottor Stagi -, per esempio non rispondendo con troppa solerzia a quelli che sono i supposti bisogni del bambino. Ogni volta che il piccolo piange non significa che abbia fame. Nella nostra pratica si vedono bambini che invece delle sei poppate arrivano a farne anche dieci. Oggi sappiamo che un aumento ponderale eccessivo nei primi mesi non è assolutamente un bene per il bambino, e può evolvere in età adolescenziale e/o adulta in obesità. I figli poi sono vittime del nostro modo di vivere. Mangiamo cibi troppo ricchi dal punto di vista calorico. Una volta si beveva acqua, oggi spesso solo bibite zuccherate. Prendiamo lo yogurt: compriamolo al naturale e mettiamoci noi la frutta dentro».

Quanto si può aiutare una corretta crescita con lo sport?
«Lo sport dà una mano alla crescita del bambino - conclude la dottoressa Losi - nel senso che la rende più armoniosa. Dà una tonicità giusta alla muscolatura e modella meglio le ossa. Ma sarebbe bene educare ad essere anche mentalmente più attivi: se c'è d'andare al terzo piano si fanno le scale, non si prende l'ascensore; se la scuola è a due fermate d'autobus, la si raggiunge a piedi».

Devono essere fatti alcuni esami se il bambino è basso?
«Gli esami devono essere fatti solo in caso di effettiva necessità. Molto spesso genitori bassi vorrebbero avere figli alti e questo è ragionevolmente difficile. Quindi effettuare in questi casi troppi esami vuol dire medicalizzare una crescita di per sé regolare. Nel caso in cui il bambino abbia invece una crescita ridotta (rispetto ai genitori) o cresca pochi cm all'anno (rispetto alla norma) può essere indicato effettuare alcuni esami. Ma deve essere sempre il pediatra a valutarne l'opportunità».

Si sente parlare di ormone della crescita. Ma cosa c'è di vero?
«Come dice la parola, l'ormone della crescita è importantissimo per consentire una normale crescita nell'individuo. Ma la sua utilizzazione è e deve essere solo limitata ai casi in cui vi è mancanza. Dare quest'ormone a chi non ha un deficit può provocare danni invece che benefici».



Gli intervistati
Stefania Losi e Stefano Stagi,
pediatri ed endocrinologi del Meyer