Un'intolleranza alimentare in crescita. Le testimonianze di Claudia Koll e Gaia De Laurentis

Scritto da Alma Valente |    Febbraio 2003    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Glutine nemico
Cosa c'è di meglio di un bel piatto di spaghetti, di una bruschetta con l'olio nuovo o una pizza? Piatti caratteristici della dieta mediterranea, resa famosa per i suoi effetti benefici sulla salute.
Purtroppo, però, questi alimenti apparentemente così semplici, per milioni di persone nel mondo possono rappresentare un problema. Perché?
Perché possono essere celiaci. Una parola che tutti dovremmo imparare a conoscere per poter aiutare alcuni nostri simili a vivere meglio, grazie anche al nostro contributo. Il numero dei pazienti affetti da celiachia è in costante aumento: ogni anno, in Italia, vengono fatte 5000 nuove diagnosi e nascono 2800 nuovi celiaci, con un incremento del 9%. I celiaci potenzialmente sarebbero quindi 380 mila, ma ne sono stati diagnosticati solo 35 mila: in pratica 9 su 10 non sanno di esserlo.

Che cos'è la celiachia?
E' un'intolleranza al glutine, sostanza proteica presente in alcuni cereali, come frumento, segale, orzo, e nei loro derivati, ad esempio il malto. Il glutine è invece assente in altri tipi di cereali quali riso, mais, miglio o nella soia, che i celiaci possono quindi utilizzare senza problemi.
Inizialmente considerata una malattia tipica dell'età infantile, la celiachia può manifestarsi a qualsiasi età. Negli adulti i segni sono molto più sfumati, e a volte si riducono ad una semplice anemia non risolvibile con cure a base di ferro. Questa malattia si diagnostica sottoponendosi ad un prelievo del sangue (per la ricerca degli anticorpi contro alcuni componenti del glutine) e ad una biopsia della mucosa intestinale, eseguita durante una gastroscopia. Nei soggetti celiaci i villi intestinali sono piatti, atrofizzati.

Come si manifesta?
Le manifestazioni sono assai varie: alcuni soggetti, soprattutto i bambini, presentano diarrea, talvolta vomito e perdita di peso. Sono bambini molto magri, con difficoltà a crescere anche in altezza, poco vivaci. Altri individui, specie se adulti, presentano crampi, debolezza muscolare, formicolii, emorragie, gonfiore alle caviglie, dolori ossei, facilità alle fratture, alterazioni della pelle, frequente è l'anemia.

Come si cura?
Per curare la celiachia l'unico rimedio è la dieta. Occorre escludere gli alimenti più comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza, che vanno sostituiti con prodotti dietetici disponibili in farmacia. Occorre anche eliminare le più piccole tracce di farina da ogni piatto perché il glutine, anche in piccole dosi, può causare dei danni notevoli all'intestino, rendendolo incapace di assorbire gli alimenti e privando così l'organismo di molte sostanze indispensabili.
La dieta senza glutine guarisce le lesioni all'intestino, permettendo ai villi di tornare a svolgere la loro funzione.

Quali sono i risvolti psicologici e sociali?
L'inserimento dei bambini nelle refezioni scolastiche e degli adulti nelle mense aziendali non è sempre un'operazione facile e la disponibilità per questi soggetti di alimenti "sicuri" dipende in gran parte dalla sensibilità dei responsabili dei servizi.
Ma prendiamo in considerazione altri aspetti che sono ugualmente importanti. Per gli adolescenti, ad esempio, è normale riunirsi in gruppo, spesso per andare a mangiare una pizza tutti insieme. In quella fascia di età la capacità del celiaco di accettare la malattia può costituire un problema molto importante e può portare al rifiuto ed all'isolamento. A questo livello dovrebbe agire la conoscenza del problema nelle famiglie e nel tessuto sociale, per poter garantire accoglienza ai celiaci.

E per il futuro?
Indubbiamente, in questo settore la scienza sta andando avanti. Un articolo pubblicato a fine settembre dello scorso anno sulla rivista Science riportava i risultati di una ricerca, realizzata da un gruppo di ricercatori delle Università Stanford della California (Usa) e di Oslo (Norvegia) su una delle proteine (33-mero) imputate della tossicità del glutine.
I risultati di questa ricerca hanno acceso grandi speranze sulla possibilità di disporre in breve tempo di una "pillola" anti-celiachia, grazie anche alla scoperta di un batterio capace di "digerire" il glutine.
Una notizia che ha avuto ampia risonanza ma che va affrontata con cautela perché, come sottolinea il dottor Carlo Catassi, ricercatore alla clinica pediatrica dell'Università di Ancona e presidente del Comitato scientifico dell'Associazione italiana celiachia (Aic), «il glutine è una molecola molto complessa per cui occorrerà stabilire se il 33-mero è l'unico peptide "indigesto" o se ne esistono altri nelle diverse proteine che la compongono».

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Celiachia famosa

La celiachia vanta dei testimonial di tutto rispetto, quali Claudia Koll, Gaia De Laurentis e Daniele Bossari. La Koll vive il problema in prima persona, la De Laurentis attraverso il figlio Sebastiano, di cinque anni. Giovani donne, belle e bravissime nel loro lavoro, che vivono il loro rapporto con questo tipo di intolleranza in maniera serena perché "controllata". Certo anche per loro il percorso non è stato facile.
Per Claudia Koll, ad esempio, «non è semplice affrontare una situazione che ti costringe a modificare tutte le tue abitudini quotidiane. Ma la celiachia non è una malattia, è una condizione: in fondo è solo necessario seguire una dieta diversa dagli altri». Un messaggio indirizzato soprattutto agli adolescenti, che proprio per la "non accettazione" di una situazione nuova possono rischiare di cadere in problemi che hanno nomi ben più gravi, come anoressia o bulimia.
E Gaia De Laurentis, da madre, cosa provò quando Sebastiano fu diagnosticato celiaco? «Lì per lì mi sentii in colpa, perché durante la gravidanza mi ero un po' trascurata, ma fui subito rassicurata. All'inizio mi sembrava che il glutine fosse ovunque, pure nell'aria, e non vedevo altro cibo permesso che bistecche e insalata per tutta la vita. Fu a quel punto che mi misi in contatto con l'Aic: è stato un punto di riferimento per ogni dubbio. Molto rapidamente la celiachia ha cominciato a far parte della nostra vita in modo naturale, semplice, anzi è diventato quasi un divertimento andare a cercare cibi gluten free».

Gli obiettivi dell'Aic
Aiutarsi ed aiutare
L'Associazione italiana celiachia, nata nel 1979 per aiutare i pazienti celiaci e i loro familiari e promuovere la ricerca su questa malattia, ha raggiunto molti ed importanti obiettivi quali: la distribuzione gratuita degli alimenti senza glutine da parte del Sistema sanitario nazionale; l'esenzione dal servizio militare di leva; la compilazione di un "elenco" di alimenti sicuri presenti in commercio; la realizzazione di una rete di ristoranti che offrono un menu senza glutine (circa 300 in tutta Italia); la diffusione di un'ostia senza glutine per i celiaci cattolici. Un risvolto singolare è quello che coinvolge i Saharawi, una popolazione di 250 mila persone profughe che vivono da oltre 26 anni in tendopoli nel deserto dell'Hammada, ai confini con l'Algeria.
L'incidenza della celiachia nel popolo Saharawi è altissima: tra i bambini la percentuale attualmente rilevata è del 5,6% e i casi già diagnosticati sono oltre 300. Per loro l'Aic ha promosso una campagna di adozione a distanza, mirata a garantire alle famiglie Saharawi i mezzi per far rispettare la dieta a questi bambini.

Aic Toscana, via Don Minzoni 3, Signa, tel. 0558735129.
Info: il martedì e il giovedì dalle 20.30 alle 22 e il sabato dalle 10 alle 12. Il venerdì, dalle 17 alle 19, filo diretto con medici gastroenterologi


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Indovina chi viene a cena

Nel sito di Unicoop Firenze un approfondimento sulla celiachia, con tante ricette

Quando venne pubblicato, due anni fa, la redazione dell'Informatore fu tempestata di telefonate, da parte di soci che ne richiedevano una copia.
Ora può essere consultato anche su internet, all'indirizzo www.coopfirenze.it, sezione Biblioteca.
"Indovina chi viene a cena", questo il titolo dell'opuscolo, fu realizzato grazie alla collaborazione fra le sezioni soci di Empoli e di Lastra a Signa e Aic, e andò letteralmente a ruba, a testimoniare la larghissima diffusione di questa intolleranza alimentare.
Alla parte introduttiva sulla celiachia, a cura del dottor Marco Montesanti, presidente del comitato scientifico di Aic Toscana, segue una fornitissima sezione di ricette gluten free, suddivise tra antipasti, primi, secondi, contorni, pizze e simili, polenta e, per finire in bellezza, tanti tantissimi dolci.
Tutte le ricette provengono dagli "archivi" delle bravissime mamme della sezione Aic di Empoli. Per combattere la celiachia anche a tavola. (L.C.)