Le esperienze intense ed emozionanti di studenti toscani delle scuole superiori coinvolti nei progetti di Noi con gli altri

di Gaia Rau

 

Prendere un aereo fino a Nairobi, in Kenya, o fino a Tulkarem, in Palestina. Oppure spostarsi di pochi chilometri per andare a incontrare i ragazzi autistici della Fondazione Santa Rita di Prato o quelli affetti da sindrome di Down dell'associazione senese Asedo. Viaggi che hanno un unico, fondamentale, obiettivo: imparare a conoscere "l'altro", indipendentemente dal mezzo scelto e dalla distanza percorsa.

A compierli, negli ultimi quattro anni, sono stati 770 ragazzi e 48 insegnanti provenienti da 34 scuole superiori di tutta la Toscana, grazie all'iniziativa "Noi con gli altri" organizzata da Unicoop, cooperativa sociale Mèta, Fondazione Mps e Regione Toscana. Soltanto nel 2009/2010, sono stati 268 gli studenti che hanno partecipato a nove diversi progetti educativi, tutti culminati, dopo una lunga preparazione in classe, in un'esperienza sul campo: all'estero (in Camerun, Burkina Faso, India, Kenya, Palestina) o in Italia (in Calabria e presso associazioni che si occupano di persone diversamente abili a Prato, Arezzo e Siena).


Mondi diversi

A maggio questi ragazzi hanno letteralmente invaso l'aula magna della Scuola Coop di Montelupo Fiorentino, per ritrovarsi e raccontare i loro percorsi, mostrando i video che li documentano. "Né eroi né santi" il titolo, tutt'altro che retorico, della manifestazione.

Nelle loro parole, un'esplosione di emozioni diverse, a volte contraddittorie, tutte incredibilmente intense. C'è la scoperta di un mondo diverso, «dove le sensazioni sono forti, la gente per strada ti saluta e le persone, anche se sono poverissime, non ti chiedono soldi ma un abbraccio», sperimentata da Alice, studentessa dell'Itc Cattaneo di San Miniato, che con la sua classe è andata in Burkina Faso a studiare il microcredito, il sistema inventato dall'economista bengalese Mohammad Yunus grazie al quale, alle donne, attraverso piccoli prestiti, viene data la possibilità di costruire vere e proprie imprese: «È stato toccante sentire le testimonianze di queste persone che, grazie al loro lavoro, sono riuscite a mandare i figli a scuola e a mantenere la famiglia», racconta un'altra studentessa.

C'è il piacere di prendere gli arnesi in mano e scoprire un lavoro «faticoso ma bellissimo», vissuto dagli studenti dell'Istituto agrario di Firenze, volati fino in Kenya per coltivare patate, fagiolini e ortaggi insieme ai ragazzini «recuperati» dagli slum di Nairobi. «Per mesi ci siamo preparati, studiando il clima e le condizioni che avremmo trovato una volta lì - dice Leonardo - ma le persone no, quelle sui libri non si trovano». «Adesso ci teniamo in contatto con loro attraverso internet - racconta un altro ragazzo - e così abbiamo potuto vedere le foto delle piantine che sono nate dopo che siamo partiti. È stato emozionante, ma vogliamo continuare ad aiutarli ancora».

E poi capire che nel mondo esistono posti dove «ovunque decidi di andare, prima o poi ti trovi un muro davanti», come è accaduto a Tulkarem ai ragazzi dell'Itis-Ipia Leonardo Da Vinci di Firenze, la scuola nella quale oggi studiano come chimici biologici anche quattro ragazzi palestinesi decisi a imparare quali strategie mettere in atto per combattere l'inquinamento portato nella loro città dalle fabbriche israeliane. «Il muro è qualcosa di pazzesco - raccontano gli studenti - gli abitanti di Tulkarem sono cresciuti con il mare davanti, eppure i bambini nati dopo il 2006 non l'hanno mai visto. Eppure i ragazzi lì escono, si divertono: c'è persino un parco giochi, dove tentare di dimenticare che si sta vivendo sotto un'occupazione».


La solidarietà non è mai banale

I ragazzi dell'Iis Roncalli di Poggibonsi hanno scoperto che a diciassette anni si è già abbastanza adulti per dare un senso alla parola "libertà". A insegnarglielo, sono stati i coetanei che hanno incontrato Polistena, la città calabrese dove opera don Pino De Masi, prete simbolo della lotta alla ‘ndrangheta e referente di Libera, l'associazione che si occupa della riconversione a scopo sociale dei terreni confiscati alle mafie.

Ci sono poi viaggi brevi, ma che portano altrettanto lontano. Come quello intrapreso dagli studenti del liceo scientifico Livi di Prato che, per la prima volta nella loro vita, hanno incontrato dei ragazzi autistici, grazie alla collaborazione con la Fondazione Santa Rita. E con loro hanno dipinto un'incredibile e coloratissima versione della Primavera di Botticelli.

L'esperienza è stata raccontata in un volumetto dallo scrittore fiorentino Emiliano Gucci. Ma anche dagli stessi studenti che ne sono stati protagonisti, in una specie di diario a più mani che comincia così: «Oggi ci hanno chiesto di riflettere su una cosa apparentemente banale... Cosa è la solidarietà». Nelle pagine, che i ragazzi hanno letto a Montelupo, tutta la complessità delle sensazioni vissute in quei giorni: attesa, curiosità, paura. Presto trasformate in felicità: «È bastata un po' di tempera sul viso, un sorriso sulle labbra color celeste e tutto ha preso un'altra piega. Imbarazzi impercettibili, sensazioni indescrivibili che prendono colore».

Scoperte semplici e al tempo stesso incredibili, come quella degli studenti del liceo Galilei di Siena, che hanno conosciuto i ragazzi down dell'associazione Asedo: «Si dice "sono uguali a noi" - raccontano - ma poi quando li incontri davvero è un'altra cosa. Loro non portano maschere, come invece facciamo noi».

 

L'iniziativa
Cambiafesta

Sabato 25 settembre alla Flog (in via Mercati 24/b a Firenze), dalle ore 22, si svolgerà Cambiafesta: una grande festa di beneficenza, realizzata dall'associazione CambiaMente, un gruppo di ragazzi che portano avanti "la cultura della solidarietà", per radunare tanti giovani con lo scopo non solo di divertirsi ma anche di fare del bene.

Il ricavato sarà infatti utilizzato per finanziare i progetti del gruppo CambiaMente onlus nei paesi poveri del sud del mondo.

Info: www.cambiafesta.org

 


Fotografie di Massimo D'Amato

 


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