Il Castello di Romena

Scritto da Stefano Giraldi |    Settembre 2005    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Gironi infernali
In Toscana di fortificate dimore,
grandi e maestose residenze, simboli di potere di origine medievale - i castelli - ce ne sono tante, e ognuna con delle storie da raccontare.
Uno di questi è il Castello di Romena nel Casentino, sulla strada (SS 70) che dal passo della Consuma porta a Stia. Questo castello, oggi semidiroccato, risiede sulla cresta di un poggio alla cui base orientale scorre il fiume Arno. Anticamente apparteneva a un ramo della potente famiglia dei conti Guidi, famiglia che controllava un vasto territorio dell'Aretino, e il castello ne era una delle sedi principali. Nel 1902 vi soggiornò anche Gabriele d'Annunzio, in compagnia di Eleonora Duse, con la quale ebbe burrascosi diverbi.

Sul castello di Romena le leggende sono fiorite numerose. Una è particolare e riguarda la prigione del castello: i carcerati stavano in strette celle suddivise a piani secondo la gravità del reato, con i condannati a morte rinchiusi nella cella più bassa; l'aria e la luce arrivavano da piccole feritoie, mentre il cibo e l'acqua da una botola del soffitto.
Dante Alighieri, che conosceva bene questa fortezza, fu probabilmente influenzato da questa spartizione delle celle nel descrivere e suddividere i gironi dell'Inferno nella sua Commedia.
Il luogo è ricordato nel canto XXX dell'Inferno per una faccenda di fiorini d'oro, e il poeta cacciò i falsari nella X bolgia con demoni e diavoli: "Ivi è Romena dov'io falsai la lega, suggellata del Batista, per ch'io il corpo su arso lasciai". Questi falsari oppressi da grave idropisia (ritenzione di liquidi nell'organismo, ndr) erano ormai preda del Diavolo nell'Inferno, ma forse il Diavolo aveva già preso possesso di Romena molto tempo prima... chissà!

Per saperne di più: Luigi Pruneti, La Toscana dei misteri - Leggende e curiosità su castelli e borghi toscani, ed. Le Lettere

Nella foto: Il castello di Romena X - XI secolo