Picasso, Miró e Dalí a Palazzo Strozzi

Scritto da Edi Ferrari |    Marzo 2011    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Ad accomunarli era la voglia di affrancarsi dalle convenzioni dell'epoca: uno disegnava vignette che rappresentavano la condizione dei poveri, con i quali solidarizzava; l'altro rivendicava un'avversione per l'arte borghese, soprattutto se usata per promuovere un'identità culturale fra i ricchi;
il terzo fu espulso dall'Accademia poco prima degli esami finali, poiché sosteneva che nessuno all'interno della facoltà era abbastanza competente per poterlo esaminare. Erano giovani, erano arrabbiati: diventarono Picasso, Miró, Dalí.
Dopo il successo della prima grande rassegna mondiale su Bronzino, la Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze riporta l'attenzione sull'arte moderna con un nuovo evento dedicato ai tre più grandi artisti spagnoli del Novecento. Dal 12 marzo al 17 luglio, Picasso, Miró, Dalí. Giovani e arrabbiati: la nascita della modernità porta a Firenze più di sessanta opere della produzione giovanile di Picasso, Miró e Dalí e oltre cento schizzi picassiani provenienti dai più importanti musei spagnoli, dal Metropolitan Museum of Art e da collezioni private.

 

Organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi, con il supporto della Soprintendenza per il Polo museale fiorentino, la mostra è pensata in modo innovativo, con l'obiettivo di far vivere al visitatore un'esperienza di completa immedesimazione nella straordinaria atmosfera artistica dei primi anni del Novecento. Una rassegna organizzata come un film composto da flashback che rinviano a una serie di incontri e incroci tematici e formali fra i tre grandi pittori spagnoli, "ripresi" all'inizio della loro avventura di artisti "giovani e arrabbiati".
Cresciuti in Catalogna, Picasso, Miró e Dalí raggiunsero infatti la fama in Francia, dove i primi due scelsero di vivere e costruire la propria carriera, mentre Dalí decise di rimanere in Spagna. La mostra indaga così le radici comuni di uno stile che in seguito li ha resi celebri. A fare da trait-d'union fra le diverse opere il Cahier 7 (proveniente dal Museo della casa natale di Picasso a Malaga) esposto integralmente per la prima volta fuori dalla Spagna in questa rassegna.

 

 


Sono 5 le sezioni che coprono a ritroso un trentennio: si inizia con una serie di opere che rimandano alla presunta visita di Dalí a Picasso a Parigi nel 1926, si attraversa la nascita della modernità con le risposte di Dalí a Miró, si evidenzia poi l'incrocio avvenuto fra Miró e Picasso (1917) e si termina ancor prima dell'arrivo del giovanissimo Picasso a Parigi nel 1900, all'inizio del nuovo secolo. Il percorso si chiude con opere dei tre artisti che, ricollegandosi alla straordinaria rivoluzione di Picasso di inizio secolo, mostrano il persistere dell'influsso di Cahier 7: il capolavoro cubista di Picasso Donna che piange del 1937, la Composizione geometrica di Miró del 1933 e l'Arlecchino di Dalí, risalente al 1926.
E per chi vuole passare dalla teoria alla pratica, c'è anche la sala interattiva dove ognuno può mettere alla prova la propria abilità nel disegnare, usando riproduzioni di opere esposte come possibili modelli.
Proprio come faceva Picasso quando, nel 1900, passava giorni a copiare i capolavori nelle gallerie del Louvre.

 

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 20 (giovedì fino alle 23). Per i soci ingresso ridotto (8 euro invece di 10).

Info e prenotazioni: Sigma CSC tel. 0552469600 www.palazzostrozzi.org