Un’impresa che utilizza solo materie prime locali, premiata con l’Oscar Green di Coldiretti

Scritto da Andrea Schillaci |    Settembre 2017    |    Pag. 39

Giornalista professionista, laureato in Scienze Politiche, è stato redattore de La Città e della Gazzetta di Siena, ha lavorato per l’Ansa, la Voce, il Classico, Toscana Qui. Negli ultimi quindici anni, ha collaborato con varie riviste dell’Editoriale Olimpia ed è stato vice caposervizio di Mondo Sommerso.

francesco mazzuoli nel  birrificio

Foto G. C. LA DIANA

Siena

«Secondo la leggenda sotto il centro storico di Siena scorre un fiume, chiamato La Diana, citato anche da Dante nella Divina Commedia, sempre cercato e mai trovato. Metaforicamente chi assaggerà la nostra birra ritroverà la Diana, ritroverà un fiume di birra che scorre nel centro di Siena». A raccontare questa storia è uno dei soci del birrificio della Cooperativa agricola La Diana (il nome deriva proprio da questo fiume immaginario), creata appunto a Siena nel 2014 da un gruppo di ragazzi, amanti del loro lavoro, della terra in cui vivono e dei frutti che dona loro ogni giorno. Un gruppo di giovani che ha messo insieme competenze in diversi settori e ha iniziato una nuova avventura.

«L’idea è stata mia - racconta Francesco Mazzuoli, birraio e agronomo - mentre facevo Agraria, e infatti la mia tesi è stata proprio sulla birra artigianale. Nel 2014 insieme ad altri sette soci della Cooperativa agricola La Diana, tutti tra i 35 e i 42 anni, abbiamo dato vita al nostro progetto: un birrificio a Isola d’Arbia e un’azienda agricola con terreni coltivati a Montaperti e a Pienza, oltre ad un ristorante nel centro di Siena. Accomunati dalla passione per la birra, abbiamo voluto non semplicemente produrla, ma farlo attraverso le nostre materie prime, completando il tutto con l’apertura di un locale in cui degustarla, accompagnandola a piatti genuini e realizzati con prodotti a chilometro zero. Dal birrificio agricolo alla birreria, dall’orzo alla birra alla spina e in bottiglia, tutto rigorosamente coltivato, lavorato e distribuito a Siena».

E i risultati sono arrivati subito: nel 2016 a Rimini, al concorso italiano più importante del settore, la loro birra al miele ha conquistato il primo premio e quest’anno, alla stessa manifestazione nazionale, la birra al pan pepato (un dolce tipico senese) ha avuto il secondo premio.

La continua sperimentazione ha portato a prodotti molto particolari. Una nuova ricetta prevede, per esempio, l'utilizzo del fagiolo zolfino. Ed è anche grazie a questa e al fatto di essere così legata al territorio che sempre quest’anno la Cooperativa agricola La Diana ha ottenuto l’Oscar Green di Coldiretti per la categoria “Impresa 2.Terra”. «Ho voluto collaborare - continua Mazzuoli - con i ragazzi del Consorzio del fagiolo zolfino della Penna e ne è nata una birra abbastanza particolare». Nella motivazione di Coldiretti si legge: «La ricetta si rifà allo stile Saison di origine belga, dal quale trae spunto per il lievito utilizzato e per l’impiego di prodotti stagionali, come il termine stesso "saison" fa intuire. A seguito di un ammostamento particolare il fagiolo zolfino dona a questa birra bionda, dal discreto grado alcolico, un corpo importante».

Un’altra birra ha avuto una lunga “gestazione” per essere degustata in questo periodo: è quella affinata in barrique, con il 25 per cento di mosto di Sangiovese. «Questa varietà è stata prima due mesi in contenitori di acciaio - racconta Francesco - e poi per nove mesi in barrique, così da ottenere un gusto particolare e arrivare a 10 gradi e mezzo».

Ma come vengono distribuite le vostre birre? «Abbiamo dei piccoli distributori che coprono il nord Italia e la Toscana, mentre sul territorio senese provvediamo noi. Naturalmente è ancora un prodotto di nicchia - continua Mazzuoli -, ma i riscontri molto positivi che abbiamo ottenuto da tante persone ci danno la sensazione che la bontà del prodotto venga percepita. Ci teniamo a far capire che quello che stanno bevendo ha un costo superiore perché è di qualità ed è un prodotto artigianale. La nostra birra è prodotta principalmente con orzi distici coltivati a Siena nei nostri campi. La cura e la ricchezza del terreno ci permettono di ottenere un prodotto eccellente per la maltazione, al quale si aggiungono acqua opportunamente controllata e monitorata e le migliori selezioni di luppoli e lieviti».


L’intervistato:

Francesco Mazzuoli, birraio e agronomo, fondatore della Cooperativa Agricola La Diana


Notizie correlate

Restauro delle navi romane a Pisa

Giovani cercasi

Un bando per under 40 per creare cooperative nel settore turistico e culturale


La felicità sostenibile

“Voto col portafoglio” per premiare la responsabilità sociale d’impresa