Un videogioco per insegnare a soccorrere le persone colpite da infarto ideato dai ricercatori dell’Università Sant’Anna di Pisa

Scritto da Andrea Marchetti |    Settembre 2013    |    Pag. 44

Dopo gli studi giuridici, si è occupato di ambiente ed energie rinnovabili: scrive per www.greenme.it, www.greenews.info e per alcune riviste del Gruppo Tecniche Nuove S.p.A. Collabora, inoltre, con la redazione di Pontedera (Pisa) de La Nazione e, dal 2010, con l'Informatore. Ha frequentato il Master in "Scrittura e Storytelling" della Scuola Holden di Alessandro Baricco e oltre a scrivere per i giornali si cimenta come sceneggiatore per cinema e fumetti.      

Un videogioco ci aiuterà a salvare vite umane: si chiama “Mini-Vrem”, ed è stato studiato per insegnare come si presta soccorso a chi è stato colpito da arresto cardiaco improvviso, una delle principali cause di morte in Europa.

Secondo stime attendibili, infatti, nel “Vecchio Continente” l’arresto cardiaco improvviso provoca, ogni anno, un numero di vittime pari a quello dei passeggeri di due jumbo jet. Solo la rianimazione cardiopolmonare, l’unica manovra riconosciuta come salvavita a livello internazionale, può ridurre il numero di vittime.

Ma andrebbe eseguita subito, e nel modo corretto, da chi si trova accanto alla persona colpita da arresto cardiaco. Tuttavia la conoscenza della manovra salvavita e la consapevolezza della sua utilità sono ancora limitate.

Per questo è nato il progetto “Mini-Vrem” (Mini-Virtual reality enhanced mannequin”) ideato dal dottor Federico Semeraro, anestesista rianimatore, e sviluppato da ricercatori dell’“Italian resuscitation council” dell’Istituto di tecnologie della comunicazione, dell’informazione e della percezione della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, in collaborazione con studio Evil, specializzato nello sviluppo di videogiochi.

Il progetto “Mini-Vrem” è stato premiato a Utrecht, in Olanda, nell’ambito della competizione “Future of health award”, e si è aggiudicato 200.000 euro per lo sviluppo dell’omonimo videogioco, ritenuto utile per insegnare le manovre da compiere a un alto numero di potenziali soccorritori, e non solo al personale sanitario.

Videogioco rianimazione cardio polmonare mini vrem«L’obiettivo del progetto “Mini-Vrem” - dice Semeraro - è diffondere la cultura della rianimazione cardiopolmonare per aumentare il numero di persone in grado di aiutare chi è colpito da arresto cardiaco improvviso».

«Il progetto – spiega Antonio Frisoli, docente all’Istituto Tecip della Scuola Sant’Anna - prevede lo sviluppo di una piattaforma di auto-apprendimento che si serve di sensori cinetici, per analizzare il movimento, e di un software per valutare se la manovra salvavita è stata eseguita correttamente oppure no: per essere efficace, la manovra di rianimazione deve esercitare sulla cassa toracica una compressione adeguata, con 120 battiti al minuto, capace di raggiungere una profondità di 5-7 centimetri.

Il che non è scontato, a causa della durezza della cassa toracica. Bisogna posizionare bene le mani, percepire e dosare la propria forza, ricordare i movimenti, la cadenza e la sensazione fisica stessa, così da riprodurla.

È importante fare molta pratica. Il software di “Mini-Vrem” si può installare su un normale pc di casa mentre il sensore di movimento “Kinetic”, munito di telecamera 3d, è reperibile anche presso i negozi di elettronica. È utilizzato, infatti, anche da alcuni videogames come l’Xbox. Il sensore legge il movimento eseguito dalla persona che si esercita e invia i dati al software.

Quest’ultimo li analizza e, in tempo reale, restituisce la valutazione all’utente tramite un’interfaccia grafica sul pc, un display con un tachimetro, come quello delle auto: se la lancetta si posizione sul verde vuol dire che la manovra è stata fatta bene. Se, invece, la lancetta è sul rosso, la manovra è sbagliata e serve ancora esercizio».

«Il progetto – aggiunge l’ingegner Claudio Loconsole, dell’Istituto Tecip del Sant’Anna - è frutto dell’unione di professionalità diverse, con un unico obiettivo: salvare vite umane. Per questo - conclude l’ingegnere - è fondamentale imparare e attuare in maniera corretta le manovre salvavita».


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