Le attività ludiche sviluppano la personalità anche degli animali

Scritto da Silvia Amodio |    Marzo 2016    |    Pag. 43

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

L’intervistato: Luca Spennacchio, studioso di zooantropologia applicata e istruttore cinofilo

Comportamento animali

Alzi il dito chi non ha mai detto “smettila di giocare!”, invitando con questa espressione ad assumere un atteggiamento più serio e composto. Infatti, spesso a questo termine è attribuito un significato negativo. Il gioco, invece, è un’attività molto complessa che richiede un alto grado di intelligenza e alla quale diverse specie animali, incluso l’uomo, dedicano molto del loro tempo.

YouTube a questo proposito ci regala filmati che non solo ci divertono, ma ci fanno comprendere l’importanza del gioco e delle relazioni che si stabiliscono fra gli individui, e le incredibili abilità di alcuni animali.

Questi aneddoti, documentati spesso a livello amatoriale, ci fanno scoprire anche “l’amicizia” che si può instaurare fra specie diverse, magari considerate “nemiche”.

Non è raro vedere cani che giocano coi gatti, ma anche gatti che giocano con uccelli o persino leoni protettivi nei confronti di una gazzella. Altre volte questi video mostrano l’attività ludica praticata in solitario per il solo gusto di provare piacere nel farlo. Basti pensare a quanti animali trovano irresistibile la neve, e ci giocano proprio come fanno i bambini piccoli.

Abbiamo chiesto a Luca Spennacchio, noto studioso di zooantropologia applicata e istruttore cinofilo, di spiegarci perché questo aspetto della vita è così importante per molte specie.

«È proprio così - racconta - la maggior parte degli animali dedica tempo ed energie all’attività ludica. Tutti i mammiferi e la maggior parte degli uccelli giocano, e non solo durante l’età evolutiva, ovvero in quel lasso di tempo che va all’incirca dall’infanzia alla fine dell’adolescenza che, a seconda della specie animale, è chiaramente diverso. I piccoli dedicano maggior tempo a questa attività perché ha un enorme potere sotto molteplici aspetti nella strutturazione delle capacità di un individuo: si tratta di una vera e propria palestra per la vita. Da un punto di vista evolutivo è un comportamento premiante: basta osservare come gli appartenenti a una data specie giocano per capire molto su di loro. Per esempio, i gatti amano fare agguati, afferrare oggetti con le zampe anteriori, nascondersi in ogni possibile anfratto, mentre un puledro giocherà compiendo dei balzi, correndo e scalciando. I nostri piccoli, i bambini, amano arrampicarsi, inseguirsi, nascondersi, dondolare, costruire, simulare ciò che vedono fare agli adulti e così via. Tutto ciò contribuisce ad allenare e sviluppare le caratteristiche proprie di ogni specie e a prepararsi alla vita da adulti; l’apprendistato svolto durante il gioco rende più forti e capaci».

È stato osservato che gli animali che non hanno avuto la possibilità di giocare e di misurarsi con altri cuccioli diventano, in molti casi, adulti disturbati. Tempo fa c’era l’abitudine di togliere molto presto alla madre cagnolini e gattini per farli adottare, pensando che più piccoli erano, più facile fosse educarli. Nulla di più sbagliato!

Per fortuna oggigiorno si rispettano i tempi di svezzamento, e si lasciano i cuccioli anche fino a tre mesi alla mamma che non solo li allatterà, garantendo ciò di cui hanno bisogno da un punto di vista nutrizionale, ma insieme ai fratelli gli insegnerà tutto quello che gli servirà nella vita adulta. Tendiamo a separare il mondo animale (dimenticandoci che ne facciamo parte) da quello umano, ma spesso le risposte a molte domande che ci riguardano le troviamo proprio osservando la natura.

Secondo lo studioso Fred Donaldson, un vero e proprio specialista di questo argomento, “attraverso il gioco noi impariamo a parlare, camminare e a entrare in contatto con il mondo, e comprendiamo anche come il mondo entra in contatto con noi...”. In parole povere è il senso della vita stesso.

«In moltissime specie di mammiferi, la nostra non fa certo eccezione - conclude Spennacchio -, il gioco permane anche in età adulta e questo perché, oltretutto, ci cala in una dimensione appagante e piacevole».

E allora giochiamo!