Niente chimica, piante del luogo e lotta biologica agli insetti

Scritto da Càrola Ciotti |    Gennaio 2008    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Giardino secondo natura 3
Una nuova tendenza - in fatto di coltivazione e manutenzione del giardino, sia pubblico o privato - sta recentemente suscitando l'interesse di molti: si chiama biogiardinaggio. Questo termine, ancora poco diffuso, sta ad indicare un approccio alternativo alla classica metodologia, e concepisce il giardinaggio secondo criteri naturali, in armonia con l'ambiente.
L'idea nasce da quella categoria di agricoltori, sempre più numerosa, già dediti alla coltivazione di piante alimentari attraverso il metodo biologico: in questo settore, l'Italia (accogliendo le indicazioni delle politiche comunitarie, che spingono sempre più verso sistemi eco-compatibili) risulta tra i primi produttori mondiali di alimenti coltivati senza uso di sostanze chimiche, siano esse fertilizzanti o antiparassitari. Il movimento di questi agricoltori "alternativi", divenuto sempre più importante e forte, si è chiesto, dunque, perché non applicare gli stessi principi utilizzati in agricoltura biologica alla cura del verde e delle piante, in generale. Da questa riflessione si è sviluppato un modo di pensare vario ed interessante che, oltre a bandire l'utilizzo della chimica nella coltivazione di piante e fiori, ha fatto propri principi quali la biodiversità, la valorizzazione di specie autoctone e una manutenzione semplice e meno impegnativa.

Giardino secondo natura 2
Gramigna e margheritine
Una delle componenti fondamentali di ogni giardino è il prato. Secondo il biorgiardinaggio è da escludere l'idea di un prato monospecifico (costituito, cioè, da un solo tipo d'erba), sempre perfettamente rasato, e che magari richiede un'annaffiatura costante nei mesi estivi. È preferibile, invece, impiantare un prato "misto", di tipo rustico, dove sia presente - per esempio - anche della gramigna (non diventa secca, d'estate!) o delle "pratoline", le graziose margheritine presenti comunemente nei campi e nei prati. Se lo spazio a disposizione è sufficiente, si può lasciare una piccola zona di prato, lontana dalla casa e dove non si soggiorna, libera di crescere e completare il naturale ciclo vitale, imitando così ciò che accade in natura. Sarà sufficiente tagliare l'erba in questa zona una volta l'anno - magari in autunno - e far sì che ogni erba o fiore presente nel prato fiorisca in tutta la sua bellezza durante la stagione primaverile e si risemini poi, da sola, per l'anno successivo.

Siepe nostrale
Volendo impiantare una siepe, si prediligono arbusti di differente specie, tutti di provenienza autoctona e adatti alla zona climatica dove si risiede. «Una siepe plurispecifica formata, per esempio, da rosa canina, prugnolo, biancospino, nocciolo e acero campestre sarà in grado di svolgere la funzione di separazione degli spazi, ma diverrà anche richiamo per gli uccelli che si ciberanno delle bacche e offrirà rifugio ai ricci che potranno fare il loro nido sotto gli arbusti», spiega Corrado Arienti, agricoltore e giardiniere rigorosamente "bio", presidente della cooperativa Dulcamara, di Ozzano nell'Emilia. «Una siepe di questo tipo - prosegue Arienti - cresce lentamente, non necessita di potatura annuale e rispetta il principio della biodiversità. In questo modo un bio-giardino diviene un insieme molto vitale, ricco, capace di ospitare più varietà in armonia tra loro».

Giardino secondo natura 1
Rocce e profumi

Lo scopo di un giardino ecologico è, infatti, quello di cercare di ricreare in maniera armoniosa un paesaggio agrario e rurale di tipo naturale, escludendo specie esotiche che niente hanno a che vedere con l'ambiente che le ospita.All'interno del giardino si possono creare zone diverse che siano in continuità tra loro e quindi, dopo il prato o la siepe, potremmo realizzare una zona dedicata al cosiddetto "giardino roccioso", dove far crescere erbe e piante aromatiche - sempre belle ed utili in cucina e per la salute - come salvia, rosmarino, lavanda. Costruendo, in una zona un po' scoscesa, una piccola aiuola con pietre e sassi, o un muretto a secco per coltivare queste piante, riusciremo anche a dare rifugio a piccoli animali, come i ramarri o le lucertole.

Bulbi e tappezzanti
Chi ama i fiori potrà coltivare una zona del giardino dedicata alle Liliacee, impiantando bulbi di tulipani, narcisi o giacinti. Mentre nelle zone del prato dove non c'è molta luce - per esempio, sotto un albero - e poco frequentate, può essere utile seminare delle "tappezzanti": queste piantine perenni hanno la caratteristica di crescere orizzontalmente sviluppando molte radici e creando una specie di fitta rete che svolge un ruolo di protezione del suolo, sia dall'erosione sia dalle piogge battenti, aiutando così a mantenere la solidità del terreno. Necessitano di poca manutenzione (si tagliano e si concimano una volta l'anno, o ogni due anni, a seconda delle varietà), sono rustiche ed estremamente adattabili, capaci di creare effetti decorativi originali con il colore dei loro fiori; tra queste specie troviamo le pervinche, con caratteristici fiorellini blu, o l'iperico ornamentale che presenta fiori di un bel giallo oro.

Largo alle acquatiche
In biogiardinaggio è indispensabile usare fantasia e creatività! Perché non creare, allora, uno stagnetto per le piante acquatiche? Avendo spazio a sufficienza si può approntarne uno in modo relativamente semplice: un vecchio copertone di trattore, tagliato a metà con l'aiuto di un flessibile, e poi interrato, diviene la sede per quest'area umida, dove piante acquatiche, ranocchi e pesciolini possono vivere in armonia tra loro. Le gambusie sono piccoli pesci che si cibano di larve di zanzara e che possono aiutarci nel controllo della proliferazione di questi fastidiosissimi insetti. Si può anche eseguire un trattamento con un bacillo - bacillusthuringensis - che uccide le larve, il cui uso è consentito in agricoltura biologica.
A questo punto saremo riusciti a creare più elementi, ognuno con caratteristiche specifiche: il nostro spazio verde sarà diverso, inusuale, ricco di vita!



L'intervistato:
Corrado Arienti, presidente della cooperativa Dulcamara di Ozzano nell'Emilia (Bologna), www.coopdulcamara.it