La mancanza di iodio nell'alimentazione è una delle maggiori cause delle malattie della tiroide

Scritto da Alma Valente |    Settembre 2010    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Sono sei milioni gli italiani che soffrono di disturbi della tiroide, legati soprattutto alla scarsità di iodio nell'alimentazione. Una carenza di questo nutriente che è stata segnalata tra le prime dieci emergenze dall'Organizzazione mondiale della sanità.

Abbiamo cercato di approfondire questo tema con l'aiuto del professor Aldo Pinchera, ordinario di endocrinologia dell'Università di Pisa, direttore del WHO Collaborating Center for Thyroid Diseases, presidente dell'Associazione italiana della tiroide, e del professor Massimo Tonacchera, associato di endocrinologia dell'Università di Pisa.

È vero che le malattie della tiroide presentano una prevalenza che sta aumentando nel tempo?
«L'aumento della prevalenza nella popolazione è solo apparente, perché vengono eseguiti esami degli ormoni tiroidei molto più frequentemente. Con il diffondersi dell'uso dell'ecografia tiroidea, che è un esame semplice e non espone a rischi, si è riscontrato che sono presenti noduli tiroidei, spesso di dimensioni inferiori al centimetro, in percentuali che aumentano progressivamente con l'età, fino a superare il 50% nell'età adulta avanzata».

Quali sono le malattie della tiroide correlate alla carenza di iodio?
«La carenza di iodio è la causa più frequente della patologia tiroidea nella popolazione mondiale, e ciò determina un aumento di volume della ghiandola (gozzo) che con il tempo sviluppa noduli.
Il gozzo "non tossico" è la più comune conseguenza della carenza iodica nell'adulto. Con questo termine si intende l'aumento di dimensioni della tiroide non dovuto a patologie infiammatorie o a tumori maligni ed associato ad una normale funzione tiroidea.
La forma che più frequentemente giunge all'attenzione del medico è il gozzo uni- o multi-nodulare, quale evoluzione del gozzo nei soggetti adulti, soprattutto anziani. I noduli possono essere non funzionanti (noduli freddi) o funzionanti (noduli caldi). Si può poi avere un'autonomia funzionale del gozzo, cioè indipendente dai normali meccanismi di controllo di funzione della tiroide, fino a sfociare in uno stato di ipertiroidismo, di minore o maggiore gravità.
Nella maggioranza dei casi il gozzo si manifesta clinicamente solo come un gonfiore nella regione anteriore del collo, molto spesso senza sintomi rilevanti, e viene riconosciuto casualmente nel corso di una ecografia del collo, eseguita per altri motivi. Il gozzo può avere uno sviluppo tale da comprimere la trachea o altre strutture del collo, e questo può richiedere interventi terapeutici anche chirurgici.
In casi gravi di carenza iodica, si può avere anche un ipotiroidismo. È importante questa carenza nelle gestanti per le ripercussioni sulla funzione tiroidea del feto e del neonato che possono avere anche conseguenze sullo sviluppo cerebrale del bambino».

Con quale meccanismo la carenza iodica danneggia la tiroide?
«Questa determina una ridotta sintesi di ormoni tiroidei. La ghiandola, per poter provvedere ad un normale fabbisogno di ormoni per l'organismo aumenta di volume, con lo sviluppo successivo di noduli, e, se il difetto è grave, all'aumento di volume si associa l'ipotiroidismo».

Quali sono le fonti naturali di iodio?
«A seguito degli eventi climatici verificatisi nelle diverse ere geologiche, la quantità di iodio presente nella crosta terrestre, e quindi negli alimenti, è scarsa in vaste aree del pianeta. Dunque il suo contenuto negli alimenti è molto variabile e dipende in larga misura dalla loro provenienza.
Le concentrazioni più elevate si trovano nel pesce di mare e nei crostacei, con una media di 80 microgrammi per 100 grammi di peso fresco. Concentrazioni molto più basse si hanno in altri alimenti, che variano dai 9 per le uova ai 2 per la frutta. All'interno di ciascuna categoria le variazioni possono essere molto ampie.
Di particolare rilievo è l'influenza esercitata dal tenore di iodio nella alimentazione degli animali per quanto riguarda il latte e i suoi derivati».

Qual è lo scopo di aggiungere lo iodio a pomodori, patate, carote, insalata, latte e formaggi naturali? Non era sufficiente l'uso del solo sale iodato?
«La profilassi con sale iodato per la prevenzione dei disturbi da carenza iodica si è dimostrata un metodo molto efficace in tutti i paesi nei quali è stata adottata; inoltre si è rivelata, a regime, priva di effetti collaterali.
Però, l'eccessivo consumo di sale nell'alimentazione (iodato o non) può avere effetti negativi per chi ha la pressione alta o malattie cardiovascolari; pertanto è stata lanciata una campagna per ridurne drasticamente il consumo. Provvedimento che non contrasta di per sé con l'esigenza di profilassi iodica, ma può richiedere un adeguamento della concentrazione di iodio presente negli alimenti, come per esempio l'arricchimento dei mangimi animali e dei vegetali.
Infatti il latte e i prodotti caseari provenienti da bovini, ovini e caprini, nutriti con mangimi arricchiti di iodio, se consumati nelle abituali quantità, possono di per sé essere sufficienti a coprire buona parte del fabbisogno giornaliero. Questi cibi hanno inoltre il vantaggio che, essendo generalmente assunti senza essere sottoposti a cottura, non sono esposti al rischio di evaporazione dello iodio.
L'aggiunta di iodio nelle acque di irrigazione è una procedura estremamente complessa, che richiede un impegno organizzativo e finanziario di grande rilevanza. Questa è stata condotta intensamente in Cina, con l'obiettivo di correggere la carenza di iodio all'origine della catena alimentare, arricchendo di iodio il suolo e di conseguenza i vegetali e gli animali che ne traggono direttamente o indirettamente il nutrimento.
Sono in corso anche in Italia programmi di supplementazione dei vegetali usati nell'alimentazione umana per favorire l'accumulo di maggiori quantità di iodio».

Gli alimenti arricchiti con iodio costeranno di più?
«Gli attuali metodi utilizzati per l'arricchimento dei vegetali con iodio che utilizzano le comuni metodiche di concimazione non comportano costi aggiuntivi di produzione».

È altresì importante ricordare ai nostri lettori che in Italia sono già disponibili, oltre al sale iodato, anche le patate arricchite di iodio, mentre altri prodotti arriveranno alla fine dell'anno.

Ricordi
L'ultimo walzer

Mio padre era un uomo alto, muscoloso e, nello stesso tempo, snello; ma soprattutto aveva una dolcezza e una gioia di vivere infinita. Quando sono nata aveva cinquant'anni, troppi forse, eppure non l'ho mai visto ammalato.

Tranne una volta, ma l'ho intuito solo dal suo sguardo che era diventato improvvisamente triste. Sbaglia chi pensa che i bambini non comprendano e, sentendo parlare i miei genitori, capii che babbo era ammalato e che doveva andare da un medico bravissimo. Mi ricordo che quella notte dissi tante preghierine. Mamma e babbo partirono presto e non sapevo dove andassero. Mi ricordo solo che quando tornò a casa aveva di nuovo il sorriso negli occhi e dopo tanti anni, passammo un'estate assieme. Allora lavoravo alla Camera dei Deputati; pur non vivendo con lui, tutte le sere mi invitava a cena, elegante come sempre.

Il 29 di luglio però fu una serata speciale: andammo in un ristorante dove c'era anche un'orchestra. Allora chiesi a mio padre di invitarmi a ballare un walzer. Si alzò con il suo doppiopetto di grisaglia e, come un cavaliere di altri tempi, avvicinò le labbra alla mia mano e mi condusse nel ballo. Un ultimo ballo perché a settembre venne a mancare, per un banale incidente. Mi sento dunque di ringraziare il professor Pinchera, perché mi ha regalato questo ultimo walzer con mio padre.


Disegno di Lido Contemori

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