A Campi Bisenzio un progetto per avvicinare i bambini delle scuole alla lettura

Scritto da Bruno Santini |    Settembre 2008    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Al suono della campanella lunedì 15 settembre i bambini della Toscana riprenderanno posto ai propri banchi pronti ad affrontare un nuovo anno scolastico. Con impegno si confronteranno con la storia, la geografia, la matematica. Ma oltre alle materie del programma ministeriale in alcuni casi troveranno spazio anche iniziative alternative, già sperimentate con successo in passato e adesso riproposte. È il caso del “Progetto lettura - libri a spasso”, ideato e realizzato dal Circolo didattico di Campi Bisenzio.
«Il progetto è iniziato sei anni fa in due soli plessi scolastici - spiega Maria Rosa Bernardini, una delle curatrici del progetto insieme a Caterina De Simone e Gianna Pancani -. Nel corso degli anni si è via via modificato e ampliato fino ad essere stato “adottato”, nel 2007-08, da tutti i plessi del circolo didattico, comprese le scuole dell'infanzia che lo hanno integrato con un loro specifico progetto». L’intento è quello di presentare la lettura come un'attività avvincente, capace di porre il lettore in rapporto con se stesso e con gli altri. Tutti partecipano attivamente al progetto: gli insegnanti leggono ai propri alunni; gli alunni delle classi del plesso si scambiano letture; le biblioteche di classe offrono la possibilità di scegliere e cambiare agevolmente il libro. C’è poi l’intervento dell'attore-lettore che aiuta gli alunni a comprendere il contenuto del testo e a dare espressione ed emozione ai personaggi. I bambini portano a casa il testo scelto per esercitarsi con l'aiuto dei propri genitori. I compagni di classe, infine, esercitano la funzione di ascoltatori-critici, dando suggerimenti e consigli durante la lettura in classe. E il sistema sembra funzionare, stando almeno a guardare le reazioni dei bambini: ci sono quelli di IV, nella scuola di Capalle, che sistematicamente, ogni volta che c’è da scegliere i libri da leggere in tour “saltano” la ricreazione per lavorare subito alla selezione… Un altro timido allievo di IV, pur non amando molto la lettura, partecipa con impegno  ed entusiasmo agli incontri con l’attore ed ogni sera sceglie la sorellina di 4 anni quale uditrice  (“la mamma no, perché con lei mi vergogno!”) per le sue performances espressive.



Oltre la scuola
Al termine dell'anno scolastico, gli alunni di tutte le classi leggono ai bambini della scuola dell'infanzia e ai bambini dell'asilo nido e ai propri nonni invitati a scuola durante l'orario delle lezioni; e quelli delle classi quinte leggono agli anziani delle residenze assistenziali sanitarie. Gli incontri con i nonni arricchiscono particolarmente l’esperienza degli alunni: stimolati dalla lettura di alcune pagine tratte dal Diario di Anna Frank si lasciano andare ai ricordi, ancora vivi, di chi quei momenti li ha vissuti in prima persona.
Nell’ambito del progetto “Nati per leggere”, promosso dall'Associazione dei pediatri italiani, gli alunni scrivono brevi racconti che sono diffusi negli ambulatori pediatrici per essere letti dai piccoli pazienti (o dai loro familiari) in attesa della visita medica. Da tre anni, poi, parte di queste storie trovano spazio in un volumetto edito da Nuova Toscana Editrice, realizzato con la collaborazione dell'associazione culturale Lo Sbisbiglio, e letto nell'ambito della manifestazione campigiana “LuglioBambino”.
«Temo che gli effetti del progetto non siano tali da incidere durevolmente nel futuro - confida con un velato scetticismo la Bernardini - ma è vero che da un rudimentale sondaggio tra gli alunni delle classi pioniere, ora quindicenni, risulta che molti di loro leggono ancora abitualmente. Possiamo quindi ragionevolmente pensare che questo nostro progetto contribuisca a formare un numero, sia pur modesto, di lettori abituali».
Va da sé che una proposta come questa ha un costo che incide sensibilmente sulle finanze non certo floride della scuola. Su questo argomento la parola passa ad Ornella Mercuri, dirigente scolastico del circolo didattico. «È sempre più difficile reperire i fondi per iniziative come questa – spiega –. Dal 2000 riceviamo un budget per l'arricchimento del piano dell'offerta formativa (Pof) e noi lo abbiamo destinato al nostro progetto. Ma è auspicabile sempre una partecipazione esterna, come in passato è avvenuto con la sezione soci Coop di Campi Bisenzio o con varie cartolerie della zona che durante la Festa del libro di fine anno lasciano un quantitativo di volumi che vanno ad arricchire la nostra biblioteca. Insomma, qualsiasi aiuto per sostenere il progetto è ben accetto!».

Il progetto coinvolge genitori e nonni degli alunni, un esperto lettore-attore, le istituzioni del territorio, asili nido, scuole dell’infanzia, residenze sanitarie assistenziali per anziani e la biblioteca “Gianni Rodari”