Cacca e pipì dove non devono. L’esperto ci spiega il perché

Scritto da Silvia Amodio |    Luglio 2011    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Uno dei comportamenti dei nostri amici animali che sicuramente ci infastidisce molto è quando fanno la cacca e la pipì dove non dovrebbero.
Quando succede ai gatti, creature affascinanti e misteriose, lo scherzetto, a noi poco gradito, sembra incomprensibile. Ma una spiegazione c'è, ci rassicura il nostro veterinario comportamentalista Carlo Ciceroni che lavora presso l'Igiene urbana veterinaria della Asl di Firenze.
«Può capitare che di punto in bianco, e senza apparente motivo, il nostro micio inizi a sporcare fuori dalla sua cassettina. Non si tratta di un dispetto, come spesso frettolosamente sentenziamo, ma di un comportamento simile a quello dei bambini che, improvvisamente, ricominciano a bagnare il letto. Un modo di esprimere un disagio emotivo», ci spiega Ciceroni.
Quasi sempre il problema è scatenato da alterazioni all'interno della famiglia. Un evento felice, come la nascita di un bambino, oppure traumatico come la perdita di qualcuno, umano o animale che sia, sono il più delle volte alla base di questo tipo di risposta che dal punto di vista comportamentale si definisce adattativa.


«Facendo i bisognini fuori - prosegue il veterinario - il micio cerca di far fronte allo stress attirando l'attenzione del nucleo di appartenenza. È una vera e propria richiesta d'aiuto, non un dispetto! È inutile cedere alla tentazione di sgridarlo, il rischio è che non solo continui a non usare il suo bagno ma che, per evitare di essere sgridato, inizi a fare quello che non dovrebbe fare lontano dai nostri occhi: in cima ad armadi e pensili o su superfici assorbenti, come trapunte e cuscini».
Un vero e proprio disastro che mette a dura prova anche il proprietario più paziente. La possibilità di "picchiare" un gatto non deve neanche sfiorarci: non solo è eticamente inaccettabile, ma anche del tutto inutile, essendo la natura dei felini non "programmata" a sopportare alcuna forma di punizione da parte dell'uomo. I risultati potrebbero essere disastrosi: rendere il gatto aggressivo o, nella migliore delle ipotesi, molto pauroso.

Cosa fare
Che cosa fare dunque? In attesa di rivolgersi, il prima possibile, al proprio medico veterinario di fiducia per scartare eventuali problemi organici ed eventualmente essere poi indirizzati ad un comportamentalista, si possono adottare semplici stratagemmi, che nella maggioranza dei casi risolvono la situazione.
Il più semplice consiste nel dotarsi di lettiere in numero maggiore rispetto a quello dei gatti. Se si possiede un micio, fornirgli due lettiere, per due mici tre lettiere (meglio se quattro) e così via. Poiché alcuni individui preferiscono fare quelle cose lì in assoluta riservatezza, si consiglia di includere almeno una cassetta di quelle chiuse.
Per evitare spese eccessive possiamo farcele prestare temporaneamente, fino a quando il problema sarà risolto. Il buon senso ci impone di collocarle lontano da luoghi che possono disturbare gli animali quando sono concentrati a fare i loro bisogni, come per esempio la lavatrice. Infatti, se associano la centrifuga a quel momento di intimità, sarà poi molto difficile fargli passare la paura.

Per provare ad assecondare le preferenze del nostro amico dobbiamo variare anche il contenuto: sabbia agglomerante, sabbia non agglomerante, striscioline di carta e truciolo ventilato. Solitamente queste tipologie sono sufficienti - sottolinea Ciceroni - in caso contrario, per il bene dei divani e dei nostri nervi, possiamo pensare anche ad altri materiali, come la sabbia di mare, la segatura ecc.
«Si tengono le lettiere almeno 10 giorni, avendo estrema cura di togliere subito, in questo periodo di prova, le deiezioni solide entro poche ore. Se dopo 10 giorni non si sono ottenuti i risultati sperati, bisogna cambiare di nuovo la combinazione delle lettiere e delle matrici, aspettare altri 10 giorni e se non si sono ancora risolti i problemi, allora è necessario farsi aiutare da qualcuno più esperto».
Prima di cedere a pensieri drastici, come trovare una nuova famiglia ai nostri coinquilini pelosi, vale la pena provare questi semplici trucchi. Talvolta problemi apparentemente insormontabili si risolvono con semplici consigli e un po' di pazienza.

L'intervistato (nella foto a destra) è il Dr. Carlo Ciceroni, Igiene urbana veterinaria della Asl di Firenze.

(Le foto dei gatti sono dell'autrice dell'articolo)