L’arte culinaria, un po’ folle, di Cristiano Tomei

Scritto da Leonardo Romanelli |    Maggio 2013    |    Pag. 19

docente e pubblicista. Insegnante all'istituto alberghiero "Buontalenti di Firenze, è sommlier Ais e relatore ai corsi di degustazione di Slow Food. A partire dalla metà degli anni '90, ha iniziato un'intensa attività pubblicistica con una serie di collaborazioni con quotidiani come L'Unità, Corriere di Firenze e Tirreno, e dal '98 è direttore responsabile della rivista Gola Gioconda. Ha preso parte a numerosi programmi televisivi, oltre a condurre due programmi su Canale 10 "Vie del Gusto " e "Di vin parlando". Responsabile toscano della Guida Espresso dei ristoranti e coautore della Guida "Vini d'Italia" di Gambero Rosso e Slow Food Editore.

Cristiano Tomei è un grande istrione della cucina, la sua vita professionale è caratterizzata da un percorso fuori dagli schemi: ha frequentato l’Istituto nautico di Viareggio, ma l’amore per la cucina, derivante da una passione familiare, alberga da sempre nel suo cuore.

I primi esperimenti sono in casa, con gli amici, poi in uno stabilimento balneare di Viareggio; infine l’apertura del ristorante, L’Imbuto, avvenuta nel 2002.

All’inizio dello scorso anno, il trasferimento in una nuova sede molto prestigiosa, a Lucca, nelle sale del Museo di arte contemporanea, gli danno la consacrazione definitiva, insieme all’ingresso nell’associazione dei “Jeunes Restaurateurs d’Europe”.

In carcere a Volterra a cucinare per “Cene Galeotte”: cosa ti ha dato  questa esperienza?

Cristiano tomei ristorante l imbuto lucca fuori dagli schemi articolo informatore unicoop firenze maggio 2013 2«Un’esperienza fuori da ogni schema, come essere catapultati su un altro pianeta: prima smarrimento, paura, diffidenza, e curiosità morbosa per un ambiente che sembra così lontano, ma che è dietro la porta di casa; e poi umanità, tanta umanità deflagrata da errori e ferite che mai si rimargineranno: in due parole sconvolgente e coinvolgente».

Cuoco per passione, hai sempre dichiarato; ma, quando è nata questa voglia?

«La voglia o meglio il desiderio di dedicarmi alla missione della cucina, perchè alla fine questo è, ha sempre albergato in me, tant’è che da bambino torturavo già i miei genitori con esperimenti culinari di dubbia riuscita! E poi lo ammetto, ho avuto una gran fortuna: un nonno contadino che mi ha insegnato a camminare per i campi!»

Da Viareggio a Lucca, dove ha sede oggi il tuo ristorante: cosa è

cambiato nella tua cucina dall’inizio della carriera?

«Nulla succede per caso e il trasferimento a Lucca ha coinciso con la paternità e una maggiore consapevolezza nell’affrontare il quotidiano con un pizzico di follia; quest’ultimo elemento è fondamentale per poter fare il mio lavoro: alla fine la mia cucina sono io».

Consigli a un giovane cuoco.

«Consigliare è sempre molto difficile ed è anche da gran presuntuosi, ma un messaggio dentro la bottiglia lo voglio lanciare nell’oceano del pianeta culinario: ragazzi, non lo fate solo perché ora è di moda: la cucina è una cosa seria (e tremendamente divertente!)».

Mettiti nei panni di una casalinga: mettere a tavola 4 persone con

pochi euro: quale piatti consigli?

«Insalata di erbe di campo e testina di maiale, pasta con patate e cozze, trippa con piselli e salsiccia, gelato alla crema con punte di asparagi selvatici».

Come ci si organizza, in casa, per un pranzo importante? Quali piatti consiglieresti per non arrivare impreparati?

«Piatti semplici, assolutamente stagionali, senza voler stupire: a volte una “grande” pomarola riesce a emozionare più del tartufo».

Un ingrediente che detesti utilizzare ed uno che metteresti

dappertutto?

«Utilizzo solo ingredienti che sono frutto delle mie più intime esperienze professionali e umane; e dappertutto metterei sempre la fantasia».

Oltre il vino: cosa ami proporre con i tuoi piatti e perché?

«Propongo su alcuni piatti anche la birra, anche se in tutta sincerità in Italia l’approccio è sempre quello della birretta, e quindi non viene del tutto capita».

Il piatto forte che proporrai questa estate

Come si dice dalle mie parti “Da qui all’estate nasce un bamboro e va ritto!” (Ndr, Bamboro = Bambino).

Info:

  • Il Ristorante L’Imbuto si trova all’interno del Lucca center of contemporary art, in via della Fratta 36 a Lucca.
  • Telefono 0583491280.
  • Il ristorante è chiuso il lunedì

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