Alkekengi, carambola, litchi, originari dell’Asia, ora si trovano comunemente nei supermercati

Scritto da Leonardo Romanelli |    Novembre 2015    |    Pag.

docente e pubblicista. Insegnante all'istituto alberghiero "Buontalenti di Firenze, è sommlier Ais e relatore ai corsi di degustazione di Slow Food. A partire dalla metà degli anni '90, ha iniziato un'intensa attività pubblicistica con una serie di collaborazioni con quotidiani come L'Unità, Corriere di Firenze e Tirreno, e dal '98 è direttore responsabile della rivista Gola Gioconda. Ha preso parte a numerosi programmi televisivi, oltre a condurre due programmi su Canale 10 "Vie del Gusto " e "Di vin parlando". Responsabile toscano della Guida Espresso dei ristoranti e coautore della Guida "Vini d'Italia" di Gambero Rosso e Slow Food Editore.

Alla scoperta di…

Ci sono frutti che fino a pochi anni fa erano poco conosciuti perché la loro diffusione era limitata alla zona di produzione, che generalmente era dall’altra parte della Terra. Oggi che il mondo si è fatto più piccolo, non è affatto difficile trovarli sugli scaffali del reparto ortofrutta del nostro supermercato preferito.

La lanterna cinese

Vediamo quali sono, cominciando dall’alkekengi, che italianizzato diventa alchechengio e chichingero; ma c’è anche chi più poeticamente lo chiama lanterna cinese o ciliegia d’inverno, nonostante maturi alla fine dell’estate. È una pianta che viene dall’Asia, coltivata fin dall’antichità per le sue proprietà medicinali; ora cresce spontanea su quasi tutto il territorio italiano; ha un fusto legnoso alto circa un metro, con foglie ovali verdi, che produce bacche racchiuse in un calice di consistenza apparentemente leggera.

Il frutto, o meglio la bacca, ricca di vitamina C, somiglia a una piccola ciliegia e ha un gusto a metà fra quello del lampone e quello del pomodoro. Non a caso si può ottenere una buona marmellata, ma si può mangiare da sola, cruda, oppure può essere usata per decorare le insalate o i dolci e nelle macedonie, per crostate, sorbetti e gelati; o in aggiunta a insalate oppure seccata e messa sott’aceto o in salamoia, o ancora, proprio come le ciliegie, può essere candita o ricoperta di cioccolato fondente. Per la sua bellezza, viene usata anche a scopo ornamentale nei giardini.


Star fruit

La carambola è anche conosciuta col nome di star fruit, perché il frutto presenta delle creste che scendono sui lati, formando una sezione a forma di stella. È originario del subcontinente indiano e del sud est asiatico. La polpa è croccante, succosa e carnosa e ricorda vagamente quella della prugna. Ha un sapore dolce e leggermente aspro, per alcuni un incrocio tra papaya, arancia e pompelmo, per altri un mix di ananas e limone. La carambola è ricca di potassio e vitamina C e ha un basso contenuto di sodio e di zucchero. In cucina è utilizzata per condimenti, liquori, cocktail, macedonie o conserve. 

Inoltre viene impiegato nel thai cous cous: un piatto a base di cous cous, verdure e carambola. Nel sud-est asiatico viene stufato con lo zucchero e i chiodi di garofano o con le mele. In Thailandia viene cucinata insieme a gamberetti, mentre in Cina con il pesce. In Giamaica vengono essiccate e in Australia cucinate come un vegetale in salamoia o trasformate in confetture. Ma è molto buona al naturale e cruda, se affettata e mangiata da sola; oppure abbinata a banana, fragole, kiwi, mango, ananas, papaya, uva e agrumi.

La ciliegia della Cina

Il litchi o ciliegia della Cina è una pianta tropicale e subtropicale della famiglia delle sapindacee, originaria appunto della Cina meridionale e del sud est asiatico, oggi coltivata in molte parti del mondo. Nel Mediterraneo vive bene nella fascia climatica del limone, preferendo il caldo e non sopportando venti freddi e gelo. L’albero è un sempreverde che raggiunge i 10-20 metri, e porta frutti che possono raggiungere i 5 centimetri di lunghezza e i 4 di larghezza. L’esterno del frutto presenta una buccia di un colore che va dal rosa al rosso, ruvida e bitorzoluta; l’interno presenta uno strato di polpa dolce, bianca e traslucida, dal delicato profumo e con un sapore di uva moscata e rosa.

Per gustarne appieno il sapore, il frutto può essere consumato fresco al naturale e si conserva a temperatura ambiente fino a due settimane; si può anche surgelare senza buccia, chiuso in sacchetto sigillato per consumarlo entro tre mesi circa. Si adatta molto bene a numerose ricette, con macedonia e/o gelato, aggiunto ai cocktail di spumante o rhum, in sorbetti; ma anche in ricette salate in abbinamento con lo zenzero.

Il litchi è un frutto poco calorico, privo di grassi saturi e colesterolo ma ricco di fibra alimentare, ottimo dunque per chi deve tenere a bada il peso. Contiene più vitamina C degli agrumi; è digestivo, antinfiammatorio, ricco di potassio e magnesio. Contiene inoltre un polifenolo dal forte potere antiossidante, l’oligonolo, ottimo non solo per contrastare i radicali liberi, ma anche il virus dell’influenza.