Aumenta la vendita del gelato a marchio Coop e di produzione interna

Scritto da Francesco Giannoni |    Maggio 2010    |    Pag.

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

Sta tornando il caldo, e una merenda ideale, capace di unire fresco piacere e sano nutrimento, è indubbiamente un bel gelato. I suoi inventori, gli italiani, con 15 kg a testa ogni anno, non sono i maggiori consumatori al mondo, superati da statunitensi, primi con 23, e dagli abitanti di alcuni paesi "freddi" (strano, ma vero) come Russia, Danimarca, Norvegia e Svezia, con 20.

Il nostro paese spende 5 miliardi di euro in gelato (prevalentemente nei mesi estivi), divisi a metà fra gelato artigianale e industriale. Il primo è venduto in 15.000 gelaterie, grandi e piccole. Il secondo è prodotto da un centinaio di aziende industriali, di cui quattro si aggiudicano la metà del fatturato (di Algida ricordiamo il mezzo secolo di vita del suo Cornetto).

Fra i gusti preferiti dal pubblico, stanno tornando quelli più genuini e classici, a scapito delle "stranezze" degli anni novanta. Negli ultimi tempi vanno alla grande i gelati più "salutisti": alla soia, oppure senza lattosio, a basso contenuto calorico e senza saccarosio. Per i celiaci aumenta la produzione di gelati senza glutine.

Ma i consumatori sembrano orientati a scegliere il prodotto a marchio del distributore. Questo fenomeno è dovuto sia alla crisi economica, che fa ritenere il marchio sinonimo di alto rapporto fra qualità e prezzo, sia ai sempre più rigorosi capitolati di produzione cui sono soggette le catene distributive, a garanzia di una maggiore attenzione alla salute. Non è certo un caso che nel 2009 Unicoop Firenze abbia registrato una crescita superiore al 20% sul gelato a suo marchio.

Non solo. A parte quello confezionato, nelle gallerie dei sei iper, con il logo "Gustomisto", la cooperativa vende gelato di sua produzione. Gli ingredienti sono sani e garantiti: di base ci sono latte e panna freschi della Centrale del latte Mukki, e i grassi vegetali idrogenati non sono mai presenti. A seconda dei tipi, sono arricchiti da golosità quali il profumato pistacchio di Bronte, pinoli italiani, oppure, per il Buontalenti, ricetta tradizionale fiorentina, mascarpone e tuorlo d'uovo.

I gusti sono ben 24; c'è quindi da sbizzarrirsi. Oltre ai tre di cui abbiamo parlato, e agli intramontabili cioccolato, fragola, limone, crema, ci sono alcune proposte stuzzicanti: il cocktail di agrumi, la torta mimosa, i più recenti "gusto fragole, limoni e vino" (che richiama la macedonia) e "gusto cocktail caraibico al rhum", in cui i succhi di ananas e limone verde sono uniti al latte di cocco e a un po' di rhum (per cui lo sconsigliamo vivamente ai più giovani).

Oltre ai gelati Unicoop propone anche il gelato "soft" allo yogurt che il cliente può farcire a suo piacimento: avrà solo l'imbarazzo della scelta. Infine, perché no una macedonia di frutta o di fragole? Può essere consumata al naturale o con il gelato.

Prezzi del gelato di nostra produzione: coni o coppette da euro 1,40 fino 3 euro. Da asporto, in vaschette da 500 grammi fino a 1,50 kg euro 10,90 al kg (dal 6 al 19 maggio sarà in promozione per tutti, soci e clienti).


Fotografia di Daniela Tartaglia


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