Piccola guida al condizionamento domestico dell'aria

Scritto da Rossana De Caro |    Maggio 2001    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Fresco in casa
La parola d'ordine è climatizzare. In questi ultimi anni si è assistito ad una continua crescita della diffusione di condizionatori d'aria e climatizzatori. Sul mercato attualmente si trovano prodotti sempre migliori dal punto di vista tecnico, adatti a tutte le esigenze e le tasche, con un ottimo rapporto tra qualità e prezzo. Insomma, il condizionatore non è più un lusso per pochi, ma è diventato un elettrodomestico usato da molti e lo si può trovare un po' ovunque. Ma qual è quello giusto per noi, come sceglierlo, dove collocarlo e come farlo funzionare al meglio?

Condizionatore o climatizzatore
Prima di tutto vediamo la differenza fra condizionatore e climatizzatore: il primo usa lo stesso principio del frigorifero, ovvero elimina il calore presente nell'ambiente producendo refrigerazione che viene diffusa con una ventola e abbatte il tasso di umidità dei locali. Il secondo, oltre a refrigerare e deumidificare, con la pompa a calore può anche riscaldare estraendo il calore contenuto nell'aria esterna (ne trova fino alla temperatura di -5 gradi) e riversandolo all'interno con poco dispendio di corrente. Anche il condizionatore può essere usato come stufa elettrica, escludendo il ciclo frigorifero e utilizzando una ventola che immette aria calda prodotta da una resistenza elettrica, come un termoconvettore, con aumenti relativi della bolletta.

Portatile o fisso?
Prima di scegliere è bene valutare qual è lo scopo del condizionatore. Sul mercato troviamo tre diverse tipologie. Se si vuole rinfrescare un ambiente per volta, e non sempre lo stesso, c'è il portatile su ruote, piuttosto economico, molto comodo per essere spostato da una stanza all'altra, non richiede nessun intervento di installazione né impianto. E' l'ideale per gli appartamenti abitati da una sola persona e per chi vuole risparmiare un po'. Appena acquistato va tenuto in posizione verticale per circa un'ora, in modo che il fluido si disponga nel serbatoio, e può essere messo immediatamente in funzione. Il calore viene espulso tramite un tubo flessibile, alla cui estremità c'è un supporto che può essere inserito tra le ante di una finestra socchiusa per evitare di fare fori sui vetri. E' adatto per refrigerare ambienti piccoli, fino a 25-30 mq. E' più rumoroso rispetto agli altri. Che sono Split (mobile o fisso) e Multisplit (fisso). Gli Split sono interessanti se si desidera areare un solo locale in particolare. Sono costituiti da un compressore che può essere posto all'esterno, su un terrazzo o un davanzale, e dal climatizzatore che può essere fisso (a scomparsa nel muro o nel soffitto) ma anche mobile su ruote (le due unità possono essere distanziate fra loro fino a 25 metri e sono collegate da tubi sottili). E' efficace per superfici fino a 50 mq. Nel caso in cui si voglia climatizzare tutto l'alloggio si può adottare un Multisplit: sono apparecchi fissi, silenziosissimi, invisibili, in quanto possono essere inseriti a soffitto, all'interno di controsoffittature. Unico handicap, comportano impegnative e costose operazioni murarie di installazione (compensate però da un buon rapporto resa-costo). Sono composti, come gli Split, da un compressore, da collocare esternamente in posizione ombreggiata, e da più elementi interni installati fissi. Sono molto efficienti anche per ambienti grandi (fino a 60 mq). In genere tutti i diversi tipi sono dotati di telecomando e timer e sono semplici da usare. Il consumo può variare molto a seconda del modello, dalla collocazione e dall'uso. In generale un climatizzatore medio (1,5 kw di potenza) in una giornata molto calda può assorbire fino a 15 kw/h di energia.

Normativa
Per legge i produttori devono applicare una targhetta sugli apparecchi che indica:
- nome e marchio della casa produttrice e modello
- classe di efficienza del modello e consumo energetico (in kw l'anno)
- il marchio CE che indica il rispetto delle norme a tutela del consumatore
- i decibel di rumorosità
- i marchi di sicurezza, diversi per ogni nazione. Per l'Italia il marchio è quello IMQ rilasciato quale ulteriore garanzia del prodotto in conformità alle norme di sicurezza.

Consigli
Utilizzare l'apparecchio solo quando serve. Non esagerare nell'abbassare la temperatura, 3-5 gradi di meno sono più che sufficienti a creare uno stato di benessere. Selezionare 20-24 gradi di giorno e 26-27 di notte, stando attenti a non creare sbalzi termici tra interno ed esterno superiori ai 5-9 gradi.
Il compressore del modello Split non deve essere collocato in un posto assolato. Direzionare il flusso dell'aria verso l'alto (l'aria fredda tende naturalmente a scendere) e non dirigerlo mai verso le persone (il climatizzatore deve stare almeno a tre metri di distanza). Tenere libero lo sfogo dell'aria in entrata e in uscita, e controllare costantemente i filtri che devono essere sempre puliti, ce ne sono alcuni che depurano anche l'aria da polvere, acari, pollini, sostanze inquinanti, inoltre attraverso l'azione di carboni attivi possono essere eliminati odori di fumo e sigarette.
I doppi vetri rendono più efficace il climatizzatore e fanno risparmiare in consumo di energia; per evitare che vi siano delle 'dispersioni' è necessario chiudere l'ambiente climatizzato rispetto agli altri locali non climatizzati.

Fresco ecologico
Oggi c'è un'importante innovazione tecnica che riguarda i condizionatori d'aria ed è la sostituzione dei gas refrigeranti dannosi per l'ambiente, in particolare per l'ozono, con gas innocui, ecologici appunto, che permettono il 'refrigerio' senza inquinare. Secondo normative comunitarie per la protezione dello strato di ozono, fra poco tutti i gas nocivi Cfc (clorofluorocarburi) saranno eliminati da qualunque condizionatore. A partire dal 1° luglio del 2002 sarà infatti vietato utilizzare questi gas nella produzione di condizionatori di sola aria fredda e dal 2004 il divieto comprenderà tutti i condizionatori, anche quelli a pompa di calore (che producono anche aria calda). La normativa CE regola solo la produzione e l'importazione, ma non la vendita. La Coop, anticipando i tempi, ha introdotto già un vasto assortimento di condizionatori portatili e fissi secondo i nuovi orientamenti.