Andando per cantine si possono visitare splendide località fra Bordeaux e Borgogna

Scritto da Leonardo Romanelli |    Giugno 2006    |    Pag.

docente e pubblicista. Insegnante all'istituto alberghiero "Buontalenti di Firenze, è sommlier Ais e relatore ai corsi di degustazione di Slow Food. A partire dalla metà degli anni '90, ha iniziato un'intensa attività pubblicistica con una serie di collaborazioni con quotidiani come L'Unità, Corriere di Firenze e Tirreno, e dal '98 è direttore responsabile della rivista Gola Gioconda. Ha preso parte a numerosi programmi televisivi, oltre a condurre due programmi su Canale 10 "Vie del Gusto " e "Di vin parlando". Responsabile toscano della Guida Espresso dei ristoranti e coautore della Guida "Vini d'Italia" di Gambero Rosso e Slow Food Editore.

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Pensare alla Francia del vino
richiama da subito i nomi di Bordeaux e Borgogna, due regioni che, assieme a quella dello Champagne, fanno da sempre parte del gotha enologico mondiale. Si tratta di aree storicamente vocate alla produzione di grandi vini, in particolare rossi, mete quasi obbligate per tutti gli appassionati. Ma non solo. Fra castelli e monasteri, pittoreschi villaggi e saliscendi vitati, Bordeaux e Borgogna rappresentano, infatti, un'ottima occasione per qualche giorno di completo relax, magari dividendosi fra visite ai monumenti e alle cantine.

La zona del Bordeaux, situata sulla costa atlantica sud-occidentale, è la realtà che più di ogni altra ha permesso alla Francia di affermare la propria fama vinicola nel mondo. È da qui che provengono alcuni dei vini più famosi e rinomati, favoriti da condizioni climatiche e morfologiche ideali allo sviluppo di una viticoltura di grandissima qualità. Nonostante una latitudine abbastanza elevata, durante l'arco dell'anno il clima rimane infatti temperato, influenzato sia dalle correnti che si sviluppano nell'estuario della Gironda sia dai venti dell'Atlantico, il cui rigore è attutito dalle foreste che circondano la zona. La composizione ghiaiosa dei terreni assicura inoltre un buon drenaggio delle acque scongiurando i rischi di ristagni, decisamente pericolosi per la vite. Circa l'80% dell'intera produzione riguarda i vini rossi, e i vitigni più diffusi per retaggio storico e tradizione rimangono Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot, che insieme danno vita al famoso uvaggio Bordolese. Non mancano anche vini da uve a bacca bianca, primo fra tutti il pregiato Sauternes, ottenuto in prevalenza da grappoli di Semillon colpiti da Botytris cinerea, meglio nota come muffa nobile. Le principali aree produttive sono il Médoc, nella zona nord, che dà grandi rossi ed ospita gli chateaux - ossia le aziende vitivinicole - più prestigiosi e ricercati, e poi Les Graves, equamente divisa fra rossi e bianchi, Sauternes e Barsac, famose per i vini dolci, Saint-Emilion e la piccola Pomerol, rinomata per i suoi nettari profumati ed eleganti, ottenuti da Cabernet Franc e Merlot. È davvero suggestivo perdersi tra i filari di questo angolo di Francia, forte di una cultura dell'ospitalità decisamente radicata nel tessuto sociale. La stessa città di Bordeaux offre interessanti spunti per una visita, come il Grand Thèatre, l'imponente Cattedrale di St-André o il Museo delle Belle Arti, che annovera anche opere di Tiziano, del Veronese, di Renoir e Delacroix.

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Altrettanto importante
nel panorama enologico transalpino è la regione della Borgogna, che estende i suoi vigneti nell'area centro-orientale della Francia. L'importanza vinicola e commerciale rivestita nel corso dei secoli ne ha sancito la fama, cresciuta a partire dal XVII secolo di pari passo con quella del bordolese. Le differenze principali riguardano anzitutto le dimensioni delle aziende, più ridotte rispetto a quelle dei cugini di Bordeaux, e le varietà di uve coltivate, che sono solo due: Pinot Noir, incapace di regalare emozioni ineguagliabili se coltivato in qualunque altra parte del mondo, e Chardonnay, che dà bianchi freschi e profumati. La parte più vocata è senza dubbio la Côte d'Or, nella parte settentrionale della Borgogna, divisa in Côte de Nuit, dov'è possibile trovare esclusivamente vini rossi, e Côte de Beurne, a produzione per così dire "promiscua". Scendendo verso sud si attraversa la Côte Chalonnaise, e poi ancora il Mâconnais e infine il Beaujolais. Una sorta di appendice è quella di Chablis, più a nord rispetto alle altre, il cui nome si lega da sempre ai bianchi ottenuti da grappoli di Chardonnay. Una visita in zona la meritano senza dubbio Auxerre, situata sulle rive del fiume Yonne, che specie nel periodo autunnale attira per il clima gradevole e le tante feste dedicate alla vendemmia, e poi Cluny, con le rovine dell'omonima abbazia, risalente al X secolo, e ancora la suggestiva Digione.
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Menzione tutta particolare infine per gli splendidi castelli disseminati nelle campagne circostanti, tangibile ricordo di un passato ricco di storia. Fra i più suggestivi La Rochepot, con i suoi tetti colorati, il castello di Pommard, nelle vicinanze di Beaune, e Clos de Vougeot, immerso tra i filari di uno dei vigneti più prestigiosi del mondo. Ultima scusa per il viaggio è data dalla cucina, più ricca e particolare rispetto a quella del Bordeaux. Basti ricordare la moutarde de Dijon, salsa ottenuta dai grani di senape, qui proposta in mille varianti, e il boeuf bourguignon, un goloso spezzatino preparato con verdure e vino rosso, cotto in forno e guarnito con pancetta rosolata e cipolline.

VIAGGI DA SOCI
Le strade del vino

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La Borgogna: 16-20 luglio (5 giorni/4 notti)

Il viaggio prevede tappe a Montchanin, Digione, Beaune, Chablis e Cluny

Quota individuale di partecipazione € 550,00
Supplemento camera singola € 130,00
Costo individuale di gestione pratica € 10,00

Minimo 35 partecipanti

La quota comprende: viaggio in pullman, 4 pernottamenti in hotel 3 stelle a Montchanin, in camere doppie con servizi privati, trattamento di pensione completa dal pranzo del primo al pranzo dell'ultimo giorno, visite guidate previste da programma, degustazione di vini, accompagnatore, assicurazione sanitaria, bagaglio e annullamento.

La quota esclude: mance extra o facchinaggio, bevande ai pasti, ingressi nei musei.

Info: Argonauta Viaggi, Lungarno Torrigiani 33 a/b, Firenze, tel. 055 2342777