Nuovo spazio ai prodotti e produttori del territorio. Alta tecnologia alle casse

Scritto da Laura D'Ettole |    Febbraio 2010    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Consumatori più maturi, sofisticati, ma sempre attenti alla convenienza. I format di vendita della moderna distribuzione commerciale devono modificarsi per adeguarsi continuamente alle nuove tendenze, e non è sempre facile. Ne parliamo con Fabio Tozzini direttore commerciale di Unicoop Firenze

È in atto da tempo un cambiamento radicale degli stili di consumo dei prodotti alimentari; come si sta adeguando Unicoop Firenze?
Il consumatore oggi è sempre meno standardizzato e, oltre alla convenienza, di cui siamo leader sul territorio, cerca prodotti di nicchia, di provenienza locale. Per fare alcuni esempi, nel nuovo punto vendita di Prato inaugurato a novembre, abbiamo ampliato gli assortimenti merceologici e inserito molti prodotti di "filiera corta". Nel reparto forneria abbiamo aumentato i tipi di pane e le piccole pezzature, proprio perché il consumo di questo alimento non è quello di 20 anni fa, quando tutti compravamo il filone da un chilo. La "territorialità", inoltre, attraversa tutti i settori merceologici e tutti i comparti. Nella macelleria vendiamo, per ora in piccole quantità, la carne di razza calvana, di provenienza dell'area pratese.

Oltre al pane e alla carne locale, quali sono le altre novità?
Nella pescheria abbiamo incrementato le quantità del cosiddetto "Pat", il pesce pescato nell'arcipelago toscano. Nella "cantinetta", per fare un altro esempio, abbiamo ampliato le tipologie di vino raggiungendo ben 800 etichette e, fra queste, molte sono di origine locale. Accanto a questi prodotti più ricercati abbiamo però voluto rimarcare la convenienza con il reparto "Qui scount", completamente dedicato ai prodotti di primo prezzo, con la presenza di 350 referenze. In quest'area in sostanza il consumatore può acquistare al prezzo più basso in un circuito molto contenuto in termini di spazio.

Quali sono i risultati economici per la cooperativa?
Direi eccezionali, come testimoniano i numeri. A Prato la vendita dei vini è in grande crescita, il pesce toscano e la calvana vanno a ruba, e le quantità di cui disponiamo purtroppo sono largamente inferiori alla domanda. Nel reparto "Qui scount", dove concentriamo i prezzi più bassi, i prodotti venduti sono cresciuti di oltre il 50% in termini di volumi. In totale il nuovo supermercato pratese ha visto ben 109.000 presenze nell'arco di due settimane, contro una media che generalmente si attesta poco sopra le 70.000. Visti tali risultati, cercheremo ben presto di estendere queste novità anche agli altri supermercati. Compatibilmente, è ovvio, con le quantità disponibili.

In una fase di crisi come l'attuale, come riesce Unicoop a superare il problema della piccola dimensione dei produttori agricoli toscani?
Lo scorso anno abbiamo esteso notevolmente la rete dei produttori locali. Nell'assortimento del reparto ortofrutta i prodotti toscani sono ormai circa il 60% del totale (erano il 50%). Per incrementare ancora questa percentuale, nelle zone dove apriamo nuovi punti vendita, i produttori... ce li andiamo a cercare. Un esempio è quello del nuovo supermercato di Pontedera, dove è nato in forma sperimentale il marchio "Cose di qui". È un marchio strettamente territoriale che accomuna i produttori. Sull'etichetta "Cose di qui" si può trovare anche il nome della piccola azienda che ha prodotto in sede locale quel tipo di frutta, verdura, vino, tartufo e quant'altro. In gran parte si tratta di microproduttori che si consorziano per portarci la merce in un magazzino che ha sede a Lari. C'è chi arriva con appena 20 casse di zucchine, o poche bottiglie di vino, ma in tanti riescono a raggiungere una quantità importante per far incidere poco i costi. Anche in questo caso la reazione di soci e consumatori è stata davvero notevole. Senza contare l'importanza economico-sociale dell'iniziativa. La domanda costante di un'impresa come la nostra sul territorio consente ai produttori di crescere, organizzarsi e migliorare i risultati economici. È un'esperienza che vogliamo estendere, laddove è possibile.

Altra novità recente, le casse Fast Lane, ovvero il conto "fai da te". Come è stata accolta questa nuova tecnologia, in particolare dalla clientela più matura?
Quando le abbiamo inserite in forma sperimentale, abbiamo realizzato delle indagini di gradimento che hanno dato dei risultati sotto molti aspetti sorprendenti. Circa l'88% dava parere favorevole e fra questi gran parte delle persone anziane che, una volta imparato il funzionamento, non le abbandonano più. Ad oggi abbiamo inserito le nuove casse in 15 punti vendita. Ebbene, le sceglie ben il 56% della nostra clientela. Rendono più veloce il servizio, il risultato è più attendibile perché non ci sono errori umani, e i dipendenti così "liberati" dal lavoro di cassiere possono essere spostati a mansioni per loro più gratificanti.

C'è infine Easy Move...
Già, vorrei ricordarla come una delle innovazioni più importanti di questi ultimi anni. Credo di non esagerare perché siamo stati i primi al mondo a dare una risposta concreta alle persone diversamente abili, offrendo loro una tecnologia che consente di muoversi agevolmente fra gli scaffali ed essere autosufficienti. È davvero una grande soddisfazione per noi.

 


L'INTERVISTATO
Fabio Tozzini, vice presidente del Consiglio di gestione dell'Unicoop Firenze

Fotografie di M. D'Amato


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