In Toscana aumenta il numero dei bovini. E nel Mugello produzione e turismo vanno a braccetto con le Vie del latte

Scritto da Andrea Schillaci |    Gennaio 2017    |    Pag. 6

Giornalista professionista, laureato in Scienze Politiche, è stato redattore de La Città e della Gazzetta di Siena, ha lavorato per l’Ansa, la Voce, il Classico, Toscana Qui. Negli ultimi quindici anni, ha collaborato con varie riviste dell’Editoriale Olimpia ed è stato vice caposervizio di Mondo Sommerso.

latte mugello Agricoltura

Qual è la situazione della produzione di latte bovino in Italia? E in Toscana? E quanto latte viene prodotto? Le informazioni che arrivano dall’Associazione allevatori della Toscana forniscono un quadro abbastanza preciso, dal quale emerge chiaro un dato: negli ultimi anni in Italia il consumo di latte alimentare è diminuito e dunque c’è una maggiore disponibilità di latte italiano.

Più nel dettaglio, andando a vedere la situazione regione per regione, nel periodo aprile 2015-gennaio 2016, si nota che in Toscana sono aumentate del 3,9% le consegne del latte bovino, in controtendenza rispetto a molte altre regioni anche con maggiore tradizione lattiera.

Un altro aspetto interessante riguarda gli allevamenti e il numero dei bovini: in Toscana nel 2015 sono diminuiti gli allevamenti di bovini sia da latte che da carne, ma è aumentato il numero dei capi in assoluto, con una differenza vistosa fra quelli da carne e quelli da latte. Infatti il totale dei capi è aumentato da 84.405 a 86.797 in un anno, e di questi i bovini da latte sono 17.010, in 234 aziende. Infine, il latte prodotto nella nostra regione in 12 mesi è stato di 71.869 tonnellate. Una piccola cosa a confronto con i consumi e anche con la produzione nazionale, rispetto alla quale la Toscana produce meno dell’uno per cento.


Latte e ambiente

Insomma un settore debole, quello dell’allevamento dei bovini da latte, ma tradizionale soprattutto delle nostre regioni montane e che può dare grosse soddisfazioni se si lega al turismo, come con l’iniziativa delle “Vie del latte”. Una trentina di allevamenti di mucche da latte, frisone e brune, rientrano in questo circuito nel Mugello. Un itinerario per scoprire non solo le stalle, ma anche i luoghi di interesse paesaggistico, culturale, artigianale e gastronomico del Mugello (info: www.mugellotoscana.it).

Ogni anno questa iniziativa culmina nella festa “Stalle aperte” che si tiene alla metà di maggio e che quest’anno si svolgerà a Borgo San Lorenzo alla villa Pecori Giraldi, probabilmente il 14. Le famiglie e i turisti vengono accompagnati con dei pulmini a visitare le stalle per conoscere tutta la filiera della produzione del latte.

Un prodotto che solo pochi mesi fa ha ricevuto un riconoscimento importante: il premio Ira, Italian resilience award, andato al progetto “Latte sostenibile” promosso dalla Centrale del latte della Toscana. «Il progetto integrato di filiera “Valorizzazione del latte mugellano” - si legge nella motivazione - ha avuto il merito di conseguire una maggiore valorizzazione e caratterizzazione qualitativa del prodotto latte, una migliore sostenibilità ambientale con obiettivi specifici di miglioramento e di responsabilità etica e ambientale verso i consumatori e la comunità locale».


Centrale sì, ma italiana

Di questo premio vanno molto orgogliosi alla Mukki Latte che, dopo i recenti cambiamenti societari, si chiama ora Centrale del latte della Toscana. Dalla fusione di Centrale del latte di Torino e Centrale del latte di Firenze, Pistoia e Livorno, infatti, è nato il terzo polo italiano del latte. Un gruppo che copre le regioni di Piemonte, Veneto, Liguria e Toscana con un fatturato di circa 200 milioni di euro, 5 stabilimenti e 430 dipendenti.

Sono 161 le stalle conferenti il latte al gruppo e 119 i milioni di litri di latte lavorati ogni anno, spostati da 320 mezzi autorefrigerati verso 2750 punti vendita e 11.600 imprese clienti.

«La fusione - spiegano negli uffici toscani - è nata proprio con l’obiettivo di valorizzare le singole realtà in un progetto più ampio che lasciasse invariate però le caratteristiche di ognuno. La nuova Centrale del latte della Toscana ha quindi ereditato per intero la Centrale del latte di Firenze, Pistoia e Livorno Spa, inserendosi nel gruppo Centrale del latte d’Italia. Centrale del latte della Toscana è partecipata dai soci toscani (Comune di Firenze, Fidi Toscana etc.) per circa il 30 per cento, un 40 per cento circa fa invece riferimento alla parte torinese e ligure della compagine societaria e infine un 30 per cento circa è flottante, in quanto la società è quotata in borsa».

In Maremma, invece, il latte viene prodotto, raccolto, confezionato e distribuito da una cooperativa di quarantacinque soci sparsi per il territorio di questa parte di Toscana. Dalla collina fino ad arrivare al mare, ogni allevamento è parte integrante dell’ambiente che lo circonda, contribuendone così alla salvaguardia e tutela. Basse produzioni e benessere animale sono i tratti caratteristici di questo prodotto. Tutto ciò diventa esperienza e conoscenza grazie a un programma di visite guidate che il Consorzio produttori Latte Maremma ha studiato per i propri ospiti.

Latte

Crudo, alla spina

Dopo il boom di qualche anno fa, il numero dei distributori di latte crudo adesso si è assestato: in qualche zona sono diminuiti, in altre ne sono nati di nuovi. Oggi in Toscana sono circa 30 le postazioni dove si può prelevare il latte fresco appena portato dall’allevatore. Infatti solo il singolo allevatore può vendere il latte crudo e lo può fare entro i confini del suo comune e in quelli confinanti. Quello dei distributori, infatti, è latte allo stato naturale, appena munto, non pastorizzato e non impacchettato. La mappa dei distributori è consultabile su www.milkmaps.com. Insomma, una filiera cortissima con un minor costo per il cliente e un guadagno maggiore per l’allevatore, che però si deve distribuire il latte da solo. Proprio per questo rimane comunque un fenomeno di nicchia, anche perché di solito le persone comprano il latte insieme al resto della spesa.

Video

La via del latte - Linea verde del 06/11/2016 (Rai.tv)


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