Centinaia gli appuntamenti. Gare, pali, sagre e funzioni religiose

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Settembre 2003    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Fra chiese e piazze
Settembre è il mese dei contrasti
e delle contraddizioni. Se il caldo può essere ancora quello estivo, le giornate vanno inesorabilmente ad accorciare la loro luce. Il sole può ancora farla da padrone, ma le prime piogge, dopo l'afa estiva, obbligano a indossare il golfino e a distendere la coperta di lana sul letto.
Settembre è il mese del ritorno al lavoro ma, paradossalmente, è anche il mese nel quale fioriscono e si materializzano feste, sagre, celebrazioni, riti, rievocazioni. Forse, questa è proprio una contraddizione nella natura dell'uomo: mentre con la testa siamo impegnati e concentrati nelle occupazioni che ci aspettano e alle quali non ci possiamo, né vogliamo, sottrarre, con il cuore siamo ancora legati al divertimento, alla distrazione, a tutto ciò che non contempla vincoli e ricatti.
Volendo mettere un poco d'ordine nelle svariate decine (meglio dire centinaia) di manifestazioni, sia folcloristiche che tradizionali o rievocative di settembre, può essere utile dividerle in tre categorie: quelle con radici religiose, altre di carattere laico e infine le iniziative che nascono con matrici religiose e poi, col tempo, sono diventate pagane (o viceversa). In realtà ogni festa, ogni spettacolo con qualche secolo di vita dietro le spalle, ha una storia tutta sua, una sua genesi e un suo svolgimento che la rende unica, diversa ad ogni altra, che sfugge a qualsiasi classificazione.

Fra chiese e piazze 3
Chi cerca perdono...

Fra le manifestazioni di carattere religioso si potrebbe mettere al primo posto la cosiddetta 'Festa del Perdono', celebrata in molte località dell'aretino o comunque nel Valdarno Superiore. Secondo la tradizione, la data di nascita è precisa: il 1399, quando la Toscana, ma non solo, era un immenso palcoscenico sul quale si rappresentavano non opere di fantasia ma reali e sanguinosi combattimenti. Fu in quell'anno che un gruppo di uomini e donne sentirono il bisogno di percorrere le infuocate strade della regione, pregando, salmodiando e invitando tutti alla pace e alla fratellanza. Saranno chiamati i 'Penitenti Bianchi' per la tunica immacolata che ognuno di loro indossava.
Nell'anniversario della nascita della Vergine Maria, il giorno 8, Prato celebra l'evento mettendo in mostra (ma lo farà altre quattro volte nel corso dell'anno) la cintura con la quale la Madonna usava allacciare le sue tonache alla vita. Arrivato a Prato nel XII secolo in circostanze avventurose e anche misteriose, il 'sacro cingolo' acquistò una tale fama, particolarmente nel XV e XVI secolo, che torme di pellegrini (ma anche personalità di alto lignaggio) si riversavano su Prato per venerare, toccare e anche baciare quella reliquia. Tanto che si dovettero prendere drastici provvedimenti per salvaguardare la sua integrità. E, ormai da qualche secolo, la si mostra ai fedeli, dall'alto del pulpito - appositamente costruito da Michelozzo e scolpito da Donatello - solo cinque volte all'anno.
Particolari festeggiamenti per il compleanno della Madonna avvengono anche a Marliana, a Monte Oliveto Maggiore, a Castel del Piano...
Il 13 del mese, tutta Lucca (la cui religiosità è indiscussa, se è vero che all'interno delle sue mura prosperano novantanove chiese), vive il suo momento forse più alto di mistica spiritualità quando il celebre 'Volto Santo' è portato in processione, in una città illuminata da migliaia di lumini, dalla chiesa di San Frediano alla cattedrale di San Martino. Come tutti sanno, il 'Volto' è una scultura in legno che raffigura il Cristo e che si dice sia stata creata da Nicodemo pochi anni dopo la morte del Salvatore. Approdata in circostanze misteriose sulla riva di Luni, fu una coppia di bovi a decidere che la scultura doveva trovare la sua collocazione definitiva proprio a Lucca.
Il giorno 14 la Chiesa celebra l''Esaltazione della Croce' e, sia ad Asciano che a Roccalbegna, si sfrutta l'occasione per portare in giro per le strade dei due paesi altrettanti miracolosi crocifissi. Il suggestivo borgo di Giglio Castello, nell'isola omonima, festeggia con una solenne processione San Mamiliano, quel santo leggendario che riuscì a proteggere l'isola da un assalto saraceno con la semplice apparizione della sua reliquia, per l'occasione trasformatasi in un intero esercito. Anche la figura dell'arcangelo Michele viene ossequiata in varie località della Toscana; in particolare si ricorda a Marliana, dove si porta in processione un'antica statua, e a Carmignano, alla cui festa si accennerà più avanti.

... e chi si diverte
Citazione d'onore, fra le manifestazioni laiche, spetta forse all'aretina 'Giostra del Saracino' (ne ha parlato anche Dante!) che si corre la prima domenica del mese e sulla cui spettacolarità e ricchezza di significati non è il caso qui di soffermarsi. Così come sono talmente importanti e carichi di venustà da non aver bisogno di ulteriori panegirici, il 'Palio della Balestra' di Sansepolcro, o la 'Festa della Rificolona' di Firenze. A proposito di quest'ultima manifestazione popolare, si può aggiungere che in anni recenti molti paesi della provincia hanno seguito il capoluogo nella simpatica iniziativa. Altre feste la cui data di nascita è relativamente recente, quali il 'Diotto' di Scarperia, l''Astiludio' di Volterra, il 'Palio della Montata' di Limite o il 'Palio delle Contrade' di Pomarance, hanno ormai un loro posto stabile nel calendario settembrino. Così come hanno acquisito piena dignità alcune sagre, tipo quella dell'uva di Impruneta, di Scansano o di Greve in Chianti, o l''Assedio alla villa' a Poggio a Caiano, dove per tre giorni consecutivi dalla fontana del Mascherone sgorga vino invece di acqua, o rievocazioni storiche come la 'Battaglia di Montaperti' o la 'Prova del Fuoco' a Badia a Settimo di Scandicci.
Fra le altre interessanti iniziative, si possono citare le imprevedibili 'Corse dei ciuchi' (tipico gioco popolare nato in contrapposizione con le corse dei cavalli, appannaggio dei ceti più elevati) che si organizzano a Carmignano, a Roccastrada, ad Asciano, a Campagnatico...
E infine, andando a spigolare nella miriade di iniziative di questo mese ricchissimo, come non citare le 'Baldorie' di Viareggio, i 'Ruzzi della conca' di Chiusi, la 'Sagra della civetta' a Crespina, la festa della 'Pietra lavorata' di Castel San Niccolò?

Il sacro e il profano
Per finire, diamo una rapida scorsa a quelle feste che potremmo definire religioso-laiche, nel senso che uniscono, in dosi uguali, il sacro e il profano. Ecco allora 'Santa Celestina' di San Marcello Pistoiese dove alle varie funzioni religiose si mescolano lanci di mongolfiere e stand gastronomici; lo stesso si può dire di Carmignano, dove se in chiesa si venera l'arcangelo Michele, nella piazza centrale si fanno correre i ciuchi; esattamente come accade ad Asciano, dove però si verifica il caso che, mentre in alcune strade corrono i ciuchi, in altre si cantano inni sacri al seguito di un venerato Crocifisso.
Dulcis in fundo: il giorno 8 (quest'anno cade di lunedì) - e solo in quel giorno - l'Opera del Duomo di Santa Maria del Fiore a Firenze, in occasione della ricorrenza della posa della prima pietra (nell'anno 1296) dell'edificio sacro, offre ai visitatori una passeggiata lungo le terrazze interne ed esterne che corrono, alte, lungo tutto il perimetro della cattedrale.