Scritto da Rossana De Caro |    Febbraio 2003    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Forza della natura
Sono il cibo prediletto di Braccio di Ferro, il simpatico eroe dei fumetti, che ne fa grandi scorpacciate per rinforzarsi i muscoli, contribuendo così non poco alla popolarità degli spinaci specialmente fra i più giovani; ma pare che fosse anche la verdura preferita dal palato regale di Caterina De' Medici.
Si narra che la regina buongustaia abbia portato con sé in Francia dei cuochi da Firenze perché le cucinassero gli spinaci in diversi modi, tanto che ancora oggi nella cucina francese ci sono delle preparazioni a base di questo ortaggio chiamate "alla fiorentina".
Del resto anche il grande cuoco Artusi dimostra di apprezzarne ampiamente le virtù: «Lo spinacio è un erbaggio salubre, rinfrescante, emolliente, alquanto lassativo e di facile digestione quando è tritato».

Dal '900 in poi
Lo spinacio (spinacia oleracea), è una pianta annuale originaria dell'Asia sud-occidentale, dalle foglie di colore verde intenso, lisce o bollose.
Venne coltivato dai popoli orientali ma rimase sconosciuto a Greci e Romani e fu introdotto in Europa intorno al 1000. Il suo consumo si diffuse rapidamente, ma fu solo agli inizi del '900 che venne particolarmente apprezzato, quando si scoprì che le sue foglie, assai saporite, contenevano anche importanti sostanze nutritive, dalle proprietà vitaminizzanti e mineralizzanti (particolarmente indicate per i soggetti anemici e per chi ha carenze vitaminiche), tonificanti e cardiotoniche.
In effetti gli spinaci, come tutti gli ortaggi a foglia verde, hanno un buon contenuto di minerali, come il potassio (530 mg) ma anche fosforo (62 mg), sodio (100 mg), calcio (78 mg), oltre che un buon numero di vitamine (A, B2) e di clorofilla.

Falsi miti
Bisogna sfatare però il mito degli spinaci ricchi di ferro: questa sostanza infatti non si trova in quantità particolarmente elevata negli spinaci (2,9 mg su 100 g di prodotto), come comunemente si pensa, ed è oltretutto scarsamente assimilabile dal nostro organismo rispetto al ferro animale.
In compenso gli spinaci sono ricchi di acido folico (necessario per il rinnovamento delle cellule), che li rende importanti per rigenerare le forze del nostro organismo.
Perciò sono particolarmente indicati per i soggetti anemici e per chi ha carenze vitaminiche, mentre sono sconsigliati per chi ha disturbi renali e per chi soffre di gastrite.

Cottura
Le foglie vengono colte e mangiate cotte. La cottura dello spinacio deve avvenire, come quella degli altri ortaggi a foglia, in pochissima acqua e velocemente per ridurre al minimo le perdite delle sostanze nutrienti, in particolare delle vitamine (lessandoli si perde comunque circa il 50% di sostanze utili).
Per beneficiare a pieno delle loro proprietà salutari, gli spinaci andrebbero mangiati addirittura a crudo e conditi con olio e sale. Sono ottimi sia come contorno che come ingrediente per arricchire primi piatti.

In Toscana
Attualmente lo spinacio è coltivato intensivamente nel Lazio, Veneto, Piemonte, Lombardia e Toscana.
Nella nostra regione, dove c'è una antica tradizione gastronomica legata a questo ortaggio, protagonista di molti piatti tipici locali, abbiamo una grande produzione su tutto il territorio; in particolare lo spinacio da consumare fresco viene coltivato lungo la zona costiera, in circa 1500 ettari distribuiti tra Val di Corma-Venturina e area pisana.
La raccolta viene effettuata a mano con notevoli costi di manodopera.
Il periodo di coltivazione e di vendita è di solito quello autunnale e invernale, da novembre a marzo.