La nuova Giunta e i centri commerciali

Firenze sogna
Ogni anno Unicoop Firenze riceve più di 10.000 domande di assunzione. Almeno 2.000 arrivano da giovani fiorentini. Una richiesta di lavoro che cresce di anno in anno e che da tempo a Firenze la cooperativa non è in grado di soddisfare per la mancata nascita di nuove strutture di vendita nel territorio comunale. I supermercati Coop con almeno 1500 metri quadri di vendita, a Firenze, sono solo 3 e appena 500 i dipendenti Coop residenti a Firenze contro i 5.100 complessivi della cooperativa. Eppure ci sarebbe la possibilità di creare molte centinaia di posti di lavoro con le nuove strutture commerciali da realizzare sul territorio fiorentino.
Due sono i progetti pronti da molti anni. Il primo, il più discusso e il più atteso, è quello dell'ex area Longinotti (viale Giannotti) a sud della città. Nel progetto presentato dalla Coop si prevedono anche due piazze (una per il mercato ambulante giornaliero), un auditorium, uffici del quartiere, parcheggi interrati e la palazzina per attività culturali e sociali. L'altro centro commerciale è stato progettato per l'area di San Lorenzo a Greve, in una zona soggetta ad una forte crescita urbanistica; da lì transiterà la tramvia Scandicci-Santa Maria Novella. Oltre al centro commerciale sono state previste aree destinate a verde pubblico, interventi di viabilità, un asilo e strutture di edilizia residenziale pubblica. Tornando al progetto dell'ex Longinotti, dal 1985 che Unicoop Firenze ha acquistato quell'area che l'amministrazione comunale aveva precedentemente individuato, in un preliminare di piano regolatore, come sede di un insediamento commerciale. Nell'87 l'allora assessore Cioni riuscì a varare l'unico "Piano commerciale" che Firenze abbia mai avuto. I due centri commerciali (viale Giannotti e S.Lorenzo a Greve) erano in quel piano, votato all'unanimità dal consiglio comunale. Da allora, però, non un mattone è stato mosso. Cosa ne pensa oggi Graziano Cioni, che ritorna candidato in consiglio comunale? 'Nel commercio occorre soprattutto promuovere la competizione nell'interesse del consumatore, trovando un punto d'equilibrio fra la grande distribuzione, il piccolo dettagliante e l'ambulantato. Ci sono vie e viali nella nostra città che hanno la vocazione naturale del centro commerciale e l'amministrazione comunale si deve impegnare a promuovere e valorizzare questi centri, in termini di servizi, viabilità e sosta. Le due aree di cui stiamo parlando sono in questa condizione. Del resto le linee di quel piano del commercio secondo me sono valide e non ancora attuate'.

Nel nome dei Pru
Entrambi i progetti sono stati confezionati come Pru, ovvero Progetti di riqualificazione urbana, e presentati in Comune nell'aprile del '97. Ci sono voluti più di due anni di discussioni, limature e aggiustamenti, ma alla fine l'assemblea di Palazzo Vecchio, nel dicembre scorso, ha dato il via libera. Nella primavera di quest'anno, poi, la giunta del sindaco Mario Primicerio ha approvato il piano attuativo della ex Longinotti. Adesso si attendono le osservazioni dei cittadini e le controdeduzioni dell'amministrazione comunale (a questo punto quella che uscirà dalle urne del 13 giugno). Per la realizzazione della struttura di San Lorenzo a Greve, poi, Palazzo Vecchio ha indicato la necessità di una concertazione con i Comuni di Scandicci e Lastra a Signa. A che punto siamo? 'A me pare che le condizioni per trovare un'intesa ci siano, basta un ultimo atto di buona volontà - dice il vicesindaco Alberto Brasca, che ha seguito da vicino la vicenda -. La Coop è in grado di fare una proposta che sia capace di distribuire le sue attività sui diversi territori in maniera armoniosa. In un paio di mesi si dovrebbe arrivare ad una soluzione'.
Il percorso fin qui è stato lunghissimo. Perché tanta attesa? 'In primo luogo per insufficienza politica - dice Celso Banchelli, presidente per molti anni delle cooperative di consumo toscane -. Quando 15 anni fa fu acquistata quell'area la Coop pagò 18 miliardi. Doveva essere attuato il piano di recupero ma poi la mancanza di precise norme di piano regolatore, le perplessità dell'architetto Vittorini (che fu il progettista del Prg), le pressioni della concorrenza, l'occupazione del centro sociale e la scarsa considerazione dei problemi dei consumatori hanno portato a questo. E' stato un concorso di cose che, se ci fosse stata la disponibilità politica, sarebbero state risolte prima'.

Non solo commercio
I due insediamenti non sono stati concepiti per aggredire il territorio ma per garantire ai cittadini e ai consumatori strutture commerciali all'avanguardia e servizi. Eppure c'è chi ha gridato alla cementificazione. Ne è convinto il candidato sindaco di Rifondazione Comunista, Enrico Falqui: 'Queste aree, una volta occupate da centri commerciali, saranno soggette ad una fortissima congestione urbanistica e incideranno negativamente sul piccolo commercio. Diverso sarebbe stato il nostro giudizio sulla Longinotti se nell'area si fosse trovata una soluzione al problema dell'aggregazione sociale e dei servizi per i giovani e per gli anziani'. Allora i progetti della Coop appesantiscono la congestione di Firenze? 'Entrambi gli insediamenti si caratterizzano per non essere dei centri commerciali tout court ma per essere soprattutto centri di servizio - spiega l'architetto Vincenzo Esposito, presidente della commissione urbanistica di Palazzo Vecchio -. Alla Longinotti, accanto al centro commerciale di medie dimensioni, sorgerà la nuova sede del quartiere 3 e l'auditorium più grande della città dopo quello del Palacongressi. Lo stesso discorso vale, forse ancora di più, per il progetto di San Lorenzo a Greve. Del resto non sono centri commerciali come I Gigli ma strutture che possono innescare processi virtuosi'.
Che dire però del traffico? E' proprio impossibile far convivere strutture commerciali moderne e servizi ai quartieri con una mobilità meno convulsa? 'Basta mettere a punto delle soluzioni di viabilità intelligente - sostiene Eugenio Giani, ex assessore al traffico di Firenze e attuale presidente della Firenze Parcheggi -. Per San Lorenzo a Greve non c'è alcun problema perché il centro commerciale nasce prima della vera urbanizzazione dell'area e sarà adiacente alla tramvia Scandicci-Santa Maria Novella. Per l'ex Longinotti le previsioni di parcheggi mi sembrano adeguate e con una razionalizzazione del traffico l'inserimento del centro commerciale non sarà problematico'.

Grandi e piccoli
Ma come è possibile conciliare la spinta verso la razionalizzazione e le esigenze di salvaguardia delle strutture commerciali, piccole, medie e grandi, già esistenti? 'I progetti della Coop, ma anche l'insediamento Esselunga nell'area Fila, hanno il merito di dare uno scossone al panorama asfittico del commercio - dice l'assessore allo sviluppo economico Valdemaro Nutini -. La città è rimasta ferma e adesso le esigenze di chi distribuisce e di chi acquista sono completamente diverse. Una struttura da 2.500 metri quadrati, oggi, è il minimo indispensabile per fare le stesse cose che un tempo si facevano in 1.000 metri quadrati. Non intervenendo non si sono nemmeno tutelati i piccoli commercianti: i fiorentini sono andati altrove a fare la spesa e i piccoli esercizi hanno chiuso. Anche per questo, allora, come giunta abbiamo varato un fondo per promuovere e tutelare il piccolo commercio che intenda consorziarsi'.

Se fossi sindaco
Cosa accadrà nel commercio con l'amministrazione che uscirà dalle elezioni del 13 giugno? Ecco cosa ne pensano i due candidati a sindaco delle maggiori coalizioni in lizza.
Franco Scaramuzzi, candidato del Polo: 'La grande distribuzione ha senza dubbio un grande valore in termini occupazionali e condizioni interessanti per i consumatori. Ritengo però che l'immissione di nuovi supermercati nel tessuto urbano debba essere ben ponderata, in quanto ha raggiunto nella città e nel comprensorio il tetto massimo possibile ai fini di un equilibrio con il piccolo commercio. Per quanto riguarda i progetti Coop di viale Giannotti e di San Lorenzo a Greve, li conosco solo per le aspre polemiche che hanno indotto. Se sarò eletto riprenderò in esame ogni atto in itinere deliberato dalla giunta uscente'.
Leonardo Domenici, candidato sindaco del centro sinistra: 'Credo si siano fatti dei passi in avanti e che senz'altro sia da recuperare e portare a compimento il lavoro svolto dalla giunta Primicerio. Mi pare poi che questi interventi debbano essere equilibrati anche in rapporto con i Comuni dell'area, perché è necessario programmarli e integrarli tra loro. E' importante, inoltre, che uno dei principali obiettivi di queste strutture di vendita sia il recupero e la riqualificazione delle aree urbane. Anche per questo è necessario avere un confronto diretto con le associazioni di categoria per riuscire ad integrare servizi e funzioni del piccolo commercio con gli insediamenti più grandi'.