La moda secondo Eleonora

La moda secondo Eleonora
Pare che i fiorentini l'amassero poco,
era troppo altera, fiera, sprezzante. Al contrario leggenda vuole che per Cosimo de' Medici l'incontro con Eleonora di Toledo sia stato un vero e proprio colpo di fulmine. L'alternativa, del resto, era quella di sposare la primogenita del viceré di Napoli Don Pedro Alvarez de Toledo, Isabella, passata alla storia per essere brutta e intellettualmente scarsa, praticamente il peggior binomio che si possa mai augurare a una persona. Le nozze fra Cosimo e Eleonora si celebrarono a Firenze nel 1539 con grande fasto. Di questa primadonna, immortalata dal Bronzino in splendidi ritratti, narra una suggestiva pubblicazione di Roberta Orsi Ladini e Bruna Niccoli: Moda a Firenze 1540-1580. "E' un momento della storia in cui l'abito assume caratteristiche innaturali: la sua funzione è quella di costruire forme ideali che cancellano il corpo reale", spiega Roberta Orsi Ladini. Il seno femminile ad esempio non era ammesso, perché allattare era affare delle classi povere. E il compito di "occultare" certe sporgenze era affidato a busti impietosi. Quelli di Eleonora erano sempre confezionati in velluto. Se ne conoscono 13, ma oltre a questi la Duchessa si "infliggeva" anche due busti d'acciaio ricoperti di taffetas turchino. Non si sa se per bellezza o ad uso terapeutico. Dal libro emerge il ritratto di una figura eccentrica per la Firenze di quel tempo. Eleonora faceva scandalo per i suoi orecchini nei lobi bucati, i cappelli piumati, gli abiti sportivi di foggia maschile, la zimarra di ispirazione turca. Certe "eccentricità" trovavano spazio solo negli armadi delle prostitute.

Il guardaroba di Eleonora era ricchissimo: stoffe raffinate, decori opulenti, calze di seta lavorate a maglia, sciarpe, cappelli foderati di seta, "pianelle" alte da 10 a20 centimetri. Ci sono anche le "fasce da stomaco", per tenere caldo. Una di esse era foderata di pelle di "cecero", cioè in morbido cigno. E compaiono anche un paio di calzoni di taffettà cremisi. Servivano da mutande e Eleonora le usava per andare a cavallo, ma a quel tempo erano vituperate perché le indossavano solo le donne di malaffare.
Eleonora muore nel 1562, a soli quarant'anni, per un attacco di febbre malarica. L'iconografia ne ha fissato per sempre i tratti del volto: fronte spaziosa, ciglia sottili, grandi occhi scuri. Si abbigliava con le tinte "tipiche del potere": il rosso, il viola purpureo, o il delicatissimo bianco. Sontuosa, ma la sua regola era sempre quella di evitare gli eccessi. Il suo gusto influenzerà la moda italiana del sedicesimo secolo per molti anni ancora, e ben oltre la morte.

Roberta Orsi Ladini - Bruna Niccoli, Moda a Firenze 1540-1580, Lo stile di Eleonora di Toledo e la sua influenza, Firenze, Pagliai Polistampa, 2005, € 58,00

"La Controra"

Ricette rubate per telefono, richieste per e-mail, avute in eredità, spiate dal vero, rubate alla mamma, a suor Concetta e a zia Elvira... e poi reinterpretate via via o eseguite scrupolosamente senza cambiarne neanche una virgola. Un libro che le raccoglie, un libro che non sembra un libro ma un quaderno casalingo di ricette, la grafica del computer e della vecchia penna, disegni ed acquerelli, la copertina di garza, i segnalibri di panno.

La contróra, il titolo: quel periodo di tempo che segue il pranzo, il braccio che sposta il piatto sul tavolo e diventa il cuscino su cui si posa la testa.
Da un progetto di Roberto di Filitto, Paola Sardone, Nathalie Schneider.

Info: tel. 055221673, lacontrora@spazio8.com