Storia e natura al Giardino dell'Orticoltura di Firenze

Scritto da Càrola Ciotti |    Aprile 2007    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Fiori in mostra 1
Il Giardino dell'Orticoltura di Firenze
- situato nella zona tra via Bolognese, via Trieste e via Vittorio Emanuele II - è lo scenario di una bella mostra-mercato di piante e fiori, organizzata dalla Società toscana dell'Orticoltura, fondata nel 1854. Come recita il suo statuto, scopo della società è "incoraggiare ed assistere tutti quei miglioramenti che l'arte sappia introdurre e praticare nell'ottenere pregevoli prodotti, oltre il consueto degli orti e dei giardini".
Tra i diversi compiti che la Società s'impegnava ad adempiere, vi era quello di organizzare periodicamente pubbliche mostre di fiori, ortaggi e frutti. E questo effettivamente avviene fin dall'epoca della sua nascita, con notevole successo e sempre maggiore partecipazione da parte dei visitatori, che ancora oggi sono numerosissimi all'ormai tradizionale appuntamento di primavera. Sede storica, quella del Giardino, dove dal 2000 - dopo la lunga permanenza agli Uffizi e poi in altri luoghi della città - la mostra primaverile per eccellenza ha trovato la sua migliore collocazione.

Di tutti i tipi
Tutta la superficie del giardino, esclusi i prati, è occupata dagli stand degli espositori, cinquanta vivaisti - produttori diretti - tutti membri della Società toscana dell'Orticoltura. I gazebo, dove ognuno organizza il proprio spazio, sono tutti bianchi; i particolari ed i dettagli estetici sono molto curati, in modo da avere un colpo d'occhio gradevole ed uniforme. Le piante esposte sono dei generi più vari - azalee, orchidee, camelie, rododendri, gerani, rose, piante aromatiche e piantine annuali, agrumi, piante grasse e da appartamento - e, generalmente, per ogni tipologia di piante sono presenti non più di tre produttori, selezionati tra i più qualificati ed importanti a livello nazionale e internazionale. A quest'appuntamento annuale ogni vivaista presenta il meglio della propria produzione e chiunque desideri acquistare piante e fiori può avvalersi della consulenza "in diretta" di esperti del settore, oltre ad approfittare di una vasta scelta di prodotti a prezzi convenienti. Quest'anno prende il via una nuova ed interessante iniziativa per gli amanti dei concorsi e delle nuove varietà: la Loggetta Bondi, pregevole presenza architettonica all'interno del Giardino, recentemente restaurata, ospiterà sotto il suo portico tutti gli esemplari "nuovi nati", che parteciperanno ad un concorso interno alla mostra, con un premio per il lavoro più originale dell'anno.
Un'attenzione speciale sarà rivolta alle tematiche sociali: la mostra, come sempre, ospita gratuitamente al suo interno stand di associazioni operanti nel campo della salute, così che i volontari presenti possano raccogliere fondi per i vari gruppi attraverso la vendita della loro "mercanzia". Inoltre si possono trovare numerosi articoli per il giardinaggio: semi, vasi, utensili, arredi da giardino... insomma, tutto ciò che può essere utile ed interessante per i "pollici verdi"! Se proprio non vi è possibile visitare la mostra in primavera, ricordate che anche ad ottobre l'attivissima Società dell'Orticoltura ne organizza un'altra, un po' più piccola, ma ugualmente curata ed interessante.

Fiori in mostra 2
La serra di cristallo
La grande serra di ferro e vetri presente al Giardino dell'Orticoltura è un'opera di grande valore artistico e culturale. Edificata sotto la direzione dell'ingegnere e architetto Giacomo Roster, fu inaugurata il 18 maggio del 1880. "La Nazione", in un articolo di quel giorno, invitando i lettori ad una visita presso il giardino, la definì: "...elegantissima costruzione che non ha eguale in Italia e forse nemmeno in Europa". La serra ospitò da subito al suo interno piante tropicali di grandi dimensioni e molte altre specie rare ed originali. Da allora "il palazzo di cristallo" ha vissuto periodi di grande splendore alternati, purtroppo, ad altri di degrado e abbandono.
Durante il secondo conflitto mondiale subì danni tali da essere ridotta quasi allo stato di rudere. Solo nel 1982 fu avviato un programma di recupero e restauro della struttura esterna voluto dall'assessorato alla cultura e dell'ambiente del Comune di Firenze.
Finalmente, nel giugno del 2000, la città si è riappropriata di questo spazio, adatto ad ospitare iniziative ed eventi di vario genere. Negli anni successivi la serra è tornata a nuova vita proponendo mostre, sfilate di moda, cene di gala, concerti. L'interesse suscitato dalla disponibilità di questo spazio ebbe eco internazionale e il Comune di Firenze fu contattato da vari enti ed associazioni estere, interessate ad organizzare eventi presso il grande Tepidario di Ponte Rosso. Sfortunatamente altri problemi sono sorti intorno alla gestione e alla manutenzione di questo luogo affascinante.
Attualmente la serra è chiusa, in attesa di nuovi interventi necessari per la completa fruibilità da parte del pubblico. I lavori sono fermi, il progetto attende finanziamenti che per ora non ci sono.

Dal Giardino dell'Orticoltura si può salire agli Orti del Parnaso, una bella area verde in splendida posizione panoramica su Firenze, con il cupolone del Duomo in primo piano. Fino a qualche anno fa i due giardini erano separati (l'entrata principale per gli Orti è da via Trieste) ma nel febbraio 2005 è stato finalmente aperto un percorso pedonale interno che partendo proprio da dietro la serra Roster sale fino agli Orti, conosciuti anche come il giardino del Dragone, dalla fontana a forma di drago che si snoda lungo la scalinata.



LUCCA
La santa dei fiori

Santa Zita è la patrona di Lucca ed è anche la protettrice delle casalinghe e delle domestiche. La città la festeggia il 27 aprile (giorno della sua morte, nel 1272). Il suo nome però è anche legato ai fiori. Ecco la sua storia, tra verità e leggenda.

Domestica presso la nobile famiglia Fatinelli, dove rimase a servizio per più di cinquant'anni, Zita era di animo buono e generoso: tutto ciò che riusciva a mettere da parte lo donava ai più bisognosi. Un giorno, mentre si preparava ad uscire con il grembiule rigonfio di cose da distribuire in carità, incontrò il padrone che le chiese severamente cosa portasse. "Fiori e fronde", avrebbe risposto Zita, e miracolosamente, lasciati i lembi del grembiule, una pioggia di fiori cadde ai suoi piedi.

Ispirandosi alla leggenda, Lucca festeggia la sua patrona con la Fiera di Santa Zita e un'importante mostra mercato dei fiori allestita nella suggestiva piazza dell'Anfiteatro. L'appuntamento è dal 25 al 29 aprile, dalle 9 alle 19.30, l'ingresso è gratuito.

Info: tel. 058347312, www.comune.lucca.it



Mostra mercato di piante e fiori

25 aprile-1° maggio
Giardino dell'Orticoltura
via Vittorio Emanuele II 4 oppure via Bolognese 17

Orario 9-19
Ingresso gratuito

Parcheggio al Parterre di Piazza della Libertà: riduzione del 25% sul costo orario presentando alla cassa il biglietto timbrato da un espositore



Si ringraziano il dottor Pierluigi Palandrani del Comune di Firenze e Fabrizio Ermini, vivaista e membro della Società dell'Orticoltura