Incontri con i cittadini su temi di grande attualità. Un'iniziativa del nuovo preside, Gianfranco Gensini

Scritto da Alma Valente |    Aprile 2002    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Essere professionalmente preparati? Al professor Gianfranco Gensini, neo preside della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Firenze, non basta. Secondo lui oltre a "saper fare" bisogna soprattutto "far sapere", informare cioè anche i non addetti ai lavori sui progetti di ricerca, sulle implicazioni terapeutiche ed assistenziali e sui grandi temi "bio-sanitari". Insomma, una grande sfida che vede, forse per la prima volta nel nostro paese, un'Università aprirsi ai cittadini creando un canale di comunicazione finalmente concreto che, partendo da un percorso scientifico dimostrato e dimostrabile, può passare, anche attraverso l'esperienza della malattia, alla consapevolezza che molto si può fare o prevenire. Ma da cosa è emersa questa esigenza? «Dalla consapevolezza che ultimamente è cambiato moltissimo nel rapporto tra medicina ufficiale, cittadinanza e pazienti - spiega il professor Gensini -. Fino a qualche anno fa era solo il medico l'unico dispensatore del sapere in questo campo; ora invece le persone si trovano di fronte ad un flusso incessante di notizie che, se non adeguatamente pesate, possono confondere o, ancor peggio, creare delle false speranze».
E gli obiettivi di questa facoltà "rinnovata" sono veramente molti: da quelli logistici (realizzazione del nuovo Careggi, nuovo Meyer e trasferimento del Dipartimento di dermatologia all'interno della cittadella universitaria), a quelli sulla ricerca, alla didattica.
Ma attraverso quali strumenti? «Per iniziare - spiega il preside della facoltà - abbiamo pensato a degli "open forum" , cioè dei dibattiti aperti al pubblico che, con la partecipazione di due-tre esperti per volta, tratteranno temi di grande attualità come la clonazione e la terapia genica, senza tralasciare, ovviamente, temi di interesse quotidiano come le malattie cardio-vascolari, respiratorie e tutto il settore dei tumori». Appuntamenti che, partiti il 25 marzo sulla "Diagnosi precoce dei tumori", proseguiranno con cadenza mensile nei vari quartieri della città. Un'iniziativa tutta nuova, dunque, che non può che meritare un caloroso "in bocca al lupo"!