Scritto da Antonio Comerci |    Novembre 2002    |    Pag.

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

Porte aperte all'artigiano
Leggendo l'Informatore, tempo fa, trovai un articolo che riguardava una vetreria di Empoli e i suoi oggetti molto belli, chiedo: perché non inserite alla Coop in pianta stabile questi oggetti, quale il tira olio, la fiasca, l'acetiera, tutte rivestite in stiancia, come si usava un tempo? A Empoli producevano dei meravigliosi Napoleoni grandi e colorati, dei pesci di vetro tutti colorati, delle coppe dell'amicizia grandi e lavorate, erano una meraviglia da tenere in casa. Voi potreste farli rifare alle vetrerie e inserirli nella vendita come fate per il rame, i casalinghi, il vestiario, la Coop ne sarebbe molto avvantaggiata e i soci e non soci affluirebbero di più nel supermercato. Sono oggetti che sono molto belli e alla gente farebbe piacere comprarli.
Giovanna Boccacci - Colle Val d'Elsa

Ormai sono diverse le iniziative commerciali che vengono fatte, soprattutto dagli Ipercoop, con una certa periodicità per promuovere l'artigianato di qualità delle nostre zone: i vasi di terracotta, i ferri battuti, gli oggetti in vetro verde, i coltelli di Scarperia, l'alabastro di Volterra. Sono iniziative promozionali, fatte in accordo con artigiani qualificati. Più complicata sarebbe la vendita continua di questi oggetti: hanno bisogno di essere conosciuti, pubblicizzati, di vedere valorizzata la loro diversità da quelli industriali.

Solo uno e quando capita
Io e mia moglie siamo soci da tempo. Vorrei sapere se ci spetta l'invio mensile del giornale L'Informatore visto che l'arrivo è sporadico (un numero ogni due o tre mesi) e solo ad un socio, in questo caso a me.
Alessio Zatini - San Giovanni Valdarno

L'arrivo sporadico può essere spiegato solo con un errore (anche piccolo) nell'indirizzo o nel cap: il postino abituale consegna lo stesso il giornale, quello inesperto lo manda al macero. L'arrivo di uno solo, invece, è voluto: cerchiamo di mandare una sola copia del giornale per nucleo familiare. In questo modo si risparmia un terzo della tiratura: molte tonnellate di carta e centinaia di milioni che così non vanno a gonfiare le spese generali della cooperativa.

Carrelli e rifiuti
Sono un vostro cliente (la socia è mia moglie) e ogni volta che mi reco a fare la spesa, al momento di prendere il carrello, prima di caricarlo di ciò che acquisto, lo devo 'scaricare' di tutti quei residui che altri lasciano incuranti, come se il carrello facesse anche da 'cestino'. I guanti di plastica per il prelievo della frutta sono i più lasciati, poi vengono le liste della spesa, gli involucri delle confezioni, pubblicità sull'offerte, insomma un po' di tutto. Lo so che è un problema di non facile soluzione, bisogna contare sul buon senso delle persone, e allora sforziamoci un po' tutti a 'scaricare' il carrello di tutto ciò che ci abbiamo infilato!
Antonio Taddei - San Casciano in Val di Pesa

Per ripulire i carrelli il personale di pulizia dovrebbe sganciarli uno ad uno dalle rastrelliere. Speriamo che la pubblicazione di questa lettera induca molti soci ad una maggiore attenzione: in fondo basta poco, accanto alle rastrelliere c'è sempre un cestino per i rifiuti.