Scritto da Laura D'Ettole |    Settembre 2003    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Film a lieto fine
E' tutto un altro film.
Nel senso che Coop ha sperimentato una nuova pellicola protettiva senza pvc, e ha come obiettivo la sua utilizzazione in tutti i punti vendita. Per questo carne, verdura e formaggi preincartati nei supermercati e ipermercati di Unicoop Firenze hanno oggi una confezione innovativa, realizzata con un film morbido, elastico, che non contiene additivi plastificanti.
Quali sono le sue caratteristiche? E' un prodotto a base di polietilene (PE), una plastica stabile e facilmente riciclabile. Infatti nell'ambito dello smaltimento dei rifiuti per incenerimento, garantisce un consistente recupero energetico.
Inoltre non contribuisce allo sviluppo di acido cloridrico, uno dei fattori responsabili del fenomeno delle piogge acide. Ha un peso inferiore rispetto alle tradizionali pellicole, e dunque è minore la quantità di rifiuti da smaltire.
Tutto ciò corrisponde a quanto stabilito dall'Unione europea in tema di tutela dell'ambiente.

Film a lieto fine 2
Come alcuni ricorderanno,
la normativa entrata in vigore nel 2000 ha abbassato drasticamente la soglia degli ftalati che si possono immettere nelle normali pellicole usate per confezionare gli alimenti (il cosiddetto pvc, ovvero polivinilcloruro). Sia gli ftalati che gli altri plastificanti utilizzati sono additivi, che vengono aggiunti al pvc per renderlo morbido, come nel caso della pellicola trasparente utilizzata quotidianamente in cucina, ma possono migrare nei cibi, soprattutto se messi a contatto con sostanze grasse.

Coop è stato il primo gruppo della moderna distribuzione italiana ad aver aderito alla campagna degli ambientalisti contro l'uso degli ftalati, messo subito al bando nei giocattoli per la prima infanzia in vendita nei negozi della Coop di tutta Italia. E per prima ha scelto di eliminare il pvc e gli ftalati dalle pellicole per alimenti, ma i problemi da superare erano diversi.
In primo luogo il fatto che altri materiali, fino a poco tempo fa, non si erano dimostrati altrettanto efficaci come le pellicole pvc nel proteggere gli alimenti e mantenere inalterate le confezioni. Il secondo problema è che le macchine confezionatrici erano tarate sulle proprietà elastiche e sulla consistenza delle uniche pellicole fino a quel momento adoperate, e riconvertirle non è stata un'impresa facile.
Grazie ad un lungo lavoro di ricerca e di sperimentazione, Coop è riuscita a far confezionare prima il pollo a proprio marchio con film che non contiene pvc, e poi a inserirlo più estesamente, insieme alle nuove macchine per incartare con pellicole alternative, presso super ed ipermercati. Oggi il processo può dirsi concluso.