Palazzo Pretorio a Prato. Da poco restaurato, ospita opere di artisti che vanno dal Quattrocento fino al Novecento

Scritto da Andrea Schillaci |    Gennaio 2016    |    Pag. 10,11

Giornalista professionista, laureato in Scienze Politiche, è stato redattore de La Città e della Gazzetta di Siena, ha lavorato per l’Ansa, la Voce, il Classico, Toscana Qui. Negli ultimi quindici anni, ha collaborato con varie riviste dell’Editoriale Olimpia ed è stato vice caposervizio di Mondo Sommerso.

Salone delle opere di Filippo Lippi

Salone delle opere di Filippo Lippi

Musei da scoprire

È stato riaperto al pubblico da poco più di un anno, dopo un lungo restauro, e così finalmente Prato ha ritrovato un museo di rara bellezza: è il Palazzo Pretorio, un luogo che custodisce opere e collezioni che spaziano dal ‘400 al ‘900 con artisti come Bernardo Daddi, Filippino Lippi, Giovanni da Milano, Donatello, Lorenzo Bartolini e i più recenti Antonio Marini e Ardengo Soffici.

Un percorso lungo una linea ininterrotta che parte dal Rinascimento pratese che anticipò quello fiorentino, grazie all’Officina creatasi intorno al cantiere del Duomo, per arrivare all’intero Novecento.

Questo splendido palazzo fu realizzato alla fine del Duecento come sede comunale del tribunale, per essere abbandonato all’incuria a metà Ottocento. L’itinerario museale si sviluppa su tre piani in un allestimento che dopo l’ultimo restauro ha visto l’utilizzo anche di preziosi tessuti che sono il simbolo di Prato, della sua economia e della sua storia.

Salvato dalle bombe

Ai pittori e agli scultori rappresentati nel museo sono legate anche storie curiose, come quella che riguarda Filippino Lippi e il suo magnifico Tabernacolo.

«Il Tabernacolo del Mercatale – ci racconta la curatrice del Museo di Palazzo Pretorio, Rita Iacopino - fu affrescato da Lippi nel 1498. Già danneggiato dai ladri nel 1864, fu distrutto il 7 marzo del 1944, da un bombardamento. Lo straordinario recupero si deve al paziente e attento lavoro del restauratore pratese Leonetto Tintori che, affrontando il rischio di altri bombardamenti e della deportazione, riuscì a recuperare moltissimi frammenti dell’opera facendoli tornare al loro posto. L’affresco rivela una grande dolcezza e una particolare modulazione dei toni della luce che restituisce consistenza all’incarnato del Bambino».

Ma al grande artista è legata un’altra storia singolare, infatti, Filippino era figlio del frate carmelitano Filippo Lippi e della monaca Lucrezia Buti. I due si erano conosciuti quando il frate chiese alla madre badessa di poter ritrarre Lucrezia, e si erano innamorati, tanto che durante una processione Filippo rapì la monaca suscitando un grande scandalo.

Da lì in poi, però, vissero insieme, anche grazie all’intercessione di Cosimo de’ Medici presso papa Pio II, in una casa a Prato, dove poi nacque Filippino, che crebbe nell’ambiente artistico del padre al quale erano stati affidati gli affreschi del Duomo.

Tre piani, sei secoli

A Filippino Lippi, il più grande dei pittori pratesi, il Museo dedica una sala al primo piano insieme ad altri artisti del tardo Quattrocento e del primo Cinquecento, come Botticini, Raffaellino del Garbo e Luca Signorelli. Mentre al terzo piano la prima sala ospita una selezione dei disegni dello scultore di origini pratesi Lorenzo Bartolini e dei cartoni preparatori del pittore Alessandro Franchi.

Nel salone è esposta l’importante raccolta di opere di Bartolini: modelli di sculture, tra cui la Fiducia in Dio, ritratti in marmo e gesso. Vi trova collocazione anche una scelta di dipinti di autori dell’Ottocento, fra cui Von Sturler e i pratesi Luigi Mussini e Antonio Marini.

Il Novecento è rappresentato da Ardengo Soffici e dai pittori della Scuola di Prato. A Jacques Lipchitz è dedicato uno spazio particolare: alcune sculture selezionate dal nucleo di 21 modelli in gesso, e 43 disegni donati al Comune nel 2011 dalla Fondazione Lipchitz illustrano l’intero percorso artistico del grande artista di origine lituane.

Filippino Lippi,Tabernacolo del Mercatale,1498

Da Lippi a Warhol

Oltre alle collezioni permanenti, il museo ospita regolarmente anche esposizioni temporanee, l’ultima delle quali terminerà a giorni, il 10 gennaio, è “Synchronicity. Contemporanei, da Lippi a Warhol”, che accoglie alcune fra le ricerche artistiche più significative dal secondo dopoguerra, inserendole all'interno del suo percorso storico-artistico con nomi come Marcel Duchamp e Andy Warhol, Daniel Spoerri e Michelangelo Pistoletto, Matthew Barney e Vanessa Beecroft, per citarne solo alcuni.

In occasione della mostra sono stati organizzati appuntamenti per i bambini, uno dei quali è in programma il 6 gennaio alle 16: “Officina di Synchronicity. La mia casa ideale”: l’opera di Dan Graham, Homes for America, diventa il pretesto per sbizzarrirsi in un laboratorio divertente sulla casa ideale a partire da foto scattate sul momento con gli iPad del Museo. Il costo delle attività è di 4 euro oltre al biglietto d’ingresso (prenotazioni allo 05741934996). Nel mese di marzo, infine, verrà inaugurata la mostra “L’ombra degli etruschi”.


L’intervistata: Rita Iacopino, curatrice del Museo di Palazzo Pretorio di Prato


Tutti i sabati

Alle 9 e 30 visita guidata al museo per i soci coop. Con 15 euro biglietto, guida e spuntino (vedi box)

Visite Guidate

Musei da scoprire

Sono veri e propri scrigni con capolavori d’arte di grande valore estetico e storico. Musei di serie A a tutti gli effetti ma penalizzati dalla presenza di richiami turistici più forti (Firenze, Pisa e Siena) o dalla scarsa conoscenza dei tesori che racchiudono. Come “Informatore” dedicheremo, a partire da questo numero, un ampio articolo a ciascuno di questi musei.

Mentre Unicoop Firenze organizza una serie di visite guidate a gennaio e febbraio, in un periodo di scarsissimo flusso turistico, e quindi ideale per godersi in tranquillità e al meglio questi musei. L’appuntamento è il sabato mattina, alle ore 9.30, davanti ai musei; al termine della visita, uno spuntino in un bar alla moda della città.

Questi i musei:

  • Arezzo, Museo Ivan Bruschi
  • Firenze, Museo Nazionale del Bargello
  • Lucca, Museo Nazionale Villa Guinigi
  • Pisa Museo Nazionale di San Matteo
  • Pistoia, Museo Civico e Palazzo Comunale
  • Prato, Museo di Palazzo Pretorio
  • Siena, Pinacoteca Nazionale.

Le visite si svolgeranno sabato 9, 16, 23 e 30 gennaio, 6, 13, 20 e 27 febbraio. Il costo è di 15 euro comprensivo di biglietto, guida e spuntino al bar.

La prenotazione è obbligatoria presso le Agenzie di Toscana Turismo ctc Promoturismo c/o Parco Prato, 057442215