Un italiano e un francese che nuotano per chilometri a sostegno di un mare pulito

Scritto da Giulia Caruso |    Luglio 2012    |    Pag.

Giornalista Si è formata professionalmente come collaboratrice stabile della cronaca toscana de l'Unità, redazione cultura e spettacoli, dal '90 al '97, per la quale si è occupata di musica - in prevalenza rock - moda, costume e cinema. Attualmente collabora con il Corriere di Firenze per il quale è corrispondente per la cronaca locale da Empoli, e per il mensile Rockstar. Esperta di linguaggi e culture giovanili, di viaggi e turismo, è inoltre appassionata di enogastronomia.

Due uomini, Pierluigi e Lionel. Un unico amore, il mare. Che li ricambia con rispetto e comprensione. Una passione sbocciata sulla spiaggia di Chiessi, dove Pierluigi è nato, estremo occidente dell'Elba che guarda alla Corsica, e dove forte batte il vento di Ponente. Lionel, invece, arriva dalla Costa Azzurra. Sono due nuotatori nel senso più ampio del termine, e il mare, si sa, predilige uomini che affidano alle onde muscoli e fiato, energia e cuore. Da tempo i due hanno unito le forze, macinando chilometri di mare, per mostrare a tutti come si può amare la natura sentendosi parte di essa, proteggendola e rispettandola. Costa e Cardin hanno messo le braccia al servizio di un mare pulito, libero da ogni forma di inquinamento. Sono anche instancabili protagonisti di incontri con i ragazzi delle scuole. Come quello che si svolgerà a Marina di Pietrasanta, il 26 settembre al parco della Versiliana, dove incontreranno 300 studenti provenienti da tutta Italia.

In mezzo al mar

Nel 2011, una traversata mozzafiato li vede in azione da Bastia a Chiessi a sostegno del Santuario internazionale dei mammiferi marini. Nel 2005, nuotano da Marciana Marina a Chiessi, nel 2006 percorrono 30 km da Chiessi a Procchio, in balia delle correnti e tra branchi di meduse. «In undici ore - racconta Pierluigi - ci hanno punto almeno una ventina di volte». Nel 2009 affrontano il giro di Montecristo: «Un'isola maestosa che ti attrae e ti respinge allo stesso tempo, l'acqua è talmente profonda da apparire nera come lo spazio dell'universo privo di stelle».
«Nel 2003 - ricorda sempre Pierluigi -, nuotai da Lido di Capoliveri fino a Chiessi, dalle sei di mattina alle otto di sera per 40 km. A metà traversata, probabilmente a causa di quello che avevo mangiato, mi sentii appesantito a tal punto che pensai di interrompere. Ma, dopo aver nuotato affannosamente, sentii all'improvviso una rinnovata energia, a tal punto che percorsi le ultime sei ore in crescendo, e arrivai a Chiessi, al suono delle sirene delle barche che mi avevano accompagnato, accolto da centinaia di persone».

Di storie straordinarie
, Pierluigi ne ha da vendere. Come quella volta che, dopo un tuffo in pieno inverno, onde gigantesche lo sbatacchiarono a riva, strappandogli gli occhialini dal viso. Dopo due giorni di tempesta, decise di ritornare in acqua, e sulla battigia, come per incanto, ritrovò gli occhialini, appoggiati dolcemente «Come se il mare avesse avuto un occhio di riguardo nei miei confronti».
E di come, durante una traversata notturna dalla Corsica all'Isola d'Elba fu affiancato da un essere enorme, «probabilmente una balena. Ma in quel momento, non provai paura, ma grande rispetto e la consapevolezza di essere parte di questo immenso universo blu. La vera ricchezza - conclude con un sorriso -, non sta nel battere i record, ma nel sentirsi parte integrante della natura. Scriverò un libro in cui racconterò la straordinaria sensazione di sentirmi ogni giorno e ogni notte, sempre di più, figlio del mare».



L'intervistato: Pierluigi Costa