Come aiutare il miglior amico dell'uomo a viaggiare in macchina

Scritto da Alma Valente |    Ottobre 2010    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).


(foto di Carlo Valentini)

Avevo un cane di nome Snoopy, un piccolo Beagle che mi ha accompagnato sin dall'infanzia. Però, quando partivamo per le vacanze, era una tragedia. Perché? Perché soffriva di mal d'auto. Ma il termine scientifico è cinetosi, puntualizza il dottor Giuliano Pellegrini, medico veterinario, e ne soffre anche l'uomo.

Ma parliamo dei "pelosi". I più colpiti sono i cuccioli, ma anche i soggetti adulti. La causa è il movimento irregolare del veicolo, associato a stimoli visivi ed olfattori. Questi combinati tra di loro, stimolano la parte dell'orecchio interno deputata alla percezione dell'equilibrio e del movimento nello spazio, detta labirinto, e il sistema nervoso parasimpatico; che controlla l'occhio, le ghiandole salivari, il cuore, lo stomaco e l'intestino.

Questo spiega molti dei sintomi dei nostri animali durante il viaggio: pupille dilatate, ipersalivazione, fino al vomito e alla diarrea. La brutta sensazione porta ad un comportamento ansioso del nostro amico, che si agita e respira velocemente.
Nel cane questo fenomeno è più eclatante con guaiti e bava, mentre il gatto manifesta la sua ansia rintanandosi in un angolino e respirando a bocca aperta affannosamente e velocemente.

La risposta allo stimolo del movimento non è assolutamente prevedibile; si suggerisce di portare i nostri animali in macchina fin da piccoli così da abituarli ad essere trasportati. Alcuni rimedi possono comunque alleviare i sintomi: è bene che l'animale sia digiuno o al limite che abbia fatto un pasto leggero; dopo due o tre ore fermarsi, far bere e far sgranchire un po' il cane, mentre al gatto basta offrire dell'acqua e coccolarlo un po'; le gabbie da trasporto devono essere ampie, ben areate e, specie per il gatto un po' chiuse per attutire la percezione dell'ambiente circostante.

Se queste cautele non bastano siamo costretti a usare dei rimedi. Questi possono essere sostanze naturali come lo zenzero o la belladonna, ma la loro efficacia è limitata. Si possono inoltre usare sostanze antistaminiche, tranquillanti od altre che rappresentano un intervento più complesso. Un farmaco nuovo, molto promettente, è il maropitant che agisce direttamente su recettori cerebrali impedendo vomito, nausea e gli effetti sgradevoli del mal d'auto. L'intervento con sostanze naturali o con farmaci, però, deve essere sempre eseguito dietro prescrizione del vostro medico veterinario.

 


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