Mammamù e i percorsi musicali per i bambini della periferia fiorentina

Scritto da Sara Barbanera |    Maggio 2017    |    Pag. 29

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Gli allievi di Mammamù

Gli allievi di Mammamù - Foto M. Borrelli

Musica

Hanno iniziato in otto, fra clarinetti, corni e trombe, e oggi sono venticinque fiati, compresi flauti, sax e tromboni: un vero ensemble che dal 2013 è cresciuto per numero, qualità e varietà di strumenti grazie al progetto Mammamù, di Unicoop Firenze e della Scuola di Musica di Fiesole e realizzato con il sostegno della sezione soci Coop Firenze nord ovest. Fatto il bilancio e tirate le somme, è tempo di continuare il viaggio pensando a ulteriori sviluppi del progetto. È proprio per dare gambe alle nuove idee che Mammamù va in rete, come uno dei cinque nuovi progetti “Pensati con il cuore” che, dall’8 maggio al 16 giugno, saranno sulla piattaforma di crowdfunding Eppela per trovare sostenitori delle novità in cantiere.


Nati per le note

A unire il gruppo e spingerlo avanti è una passione, quella per la musica, dalla quale quattro anni fa è nata l’idea di proporre lezioni di strumento e di musica d’insieme gratuite per ragazzi, presso la sala soci, appositamente attrezzata, nel centro commerciale delle Piagge, per imparare a suonare, a stare insieme e a fare gruppo attraverso la pratica attiva della musica. Il progetto ha preso piede e, in questi anni, ha rappresentato un’idea e, al tempo stesso, un luogo che ha aggregato bambini e ragazzi in un quartiere, quello delle Piagge, periferico rispetto ai classici luoghi dell’offerta culturale, come spiega Viviana Quaglia, presidente della sezione soci Firenze nord ovest: «Abbiamo sostenuto fin dall’inizio questo progetto, attrezzando la nostra sala e occupandoci dell’accoglienza dei bambini durante le lezioni. Il progetto rappresenta un’importante occasione di crescita e incontro e continueremo a sostenerlo con varie iniziative, prima fra queste il concerto di maggio al centro Piagge che sarà l’occasione per lanciare il progetto con Eppela sul nostro territorio».

Mammamù ha dato risultati importanti, in termini di apprendimento musicale e non solo, come racconta Daniele Cantafio, docente e direttore dell’ensemble.


Cosa ha rappresentato in questi anni il progetto Mammamù?

«Per spiegare il progetto - afferma - mi rifaccio spesso alla storia di una delle partecipanti, che per i primi tre mesi ha seguito le lezioni seduta, in silenzio senza nemmeno prendere in mano lo strumento. Era diffidente, poi piano piano si è sciolta, ha iniziato a suonare con gli altri e ora si è appassionata e integrata nel gruppo. La musica trasforma: trasforma le persone e le loro relazioni, perché la musica è relazione e permette di superare diversità e disagi con un linguaggio che va oltre le parole. Quando poi si inizia a suonare insieme, si comprende bene anche il significato di collaborazione e di responsabilità: ognuno serve al gruppo e ha bisogno degli altri per raggiungere il risultato. Per i ragazzi questo è stato un viaggio, divertente e faticoso, in cui hanno accettato di mettersi in gioco per creare il suono più bello e diventare persone più ricche».


A dare voce all’esperienza dei quattro anni di Mammamù è anche Siria, allieva quasi tredicenne che frequenta i corsi di tromba dal 2013.


Come è iniziata l’esperienza di Mammamù e cosa è per te oggi la musica?

«Ho iniziato per curiosità e quasi per gioco e quando ho sentito il suono della tromba ho capito che era il mio strumento. Oggi suonare… è bellissimo! La musica mi fa compagnia, ogni giorno, quando studio a casa, quando vado a lezione, quando sogno che forse fra qualche anno andrò al conservatorio. La musica mi fa stare bene. In questi anni abbiamo fatto anche tante esibizioni; ogni volta mi sento un po’ imbarazzata, ma quando inizio a suonare mi dimentico di tutta la gente che ho di fronte. L’esibizione che ricordo più di tutte è la prima, al circolo di Brozzi, dove abbiamo suonato Fra’ Martino. Eravamo fiati e violini: all’inizio avevo paura, poi è andato tutto bene e quando è arrivato l’applauso ho avuto i brividi. Gli altri del gruppo sono ormai amici e dopo la musica, andiamo a mangiare la pizza, ci sentiamo. Insomma… amici di musica e nella vita».

Info:info@scuolamusica.fiesole.fi.it


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