Dall’Officina Manutenzione Carrozze a Porta al Prato al nuovissimo stabilimento dell’Osmannoro

Scritto da Bruno Santini |    Settembre 2013    |    Pag. 40

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Osservando un treno non vengono mai (o quasi mai!) in mente tutte quelle persone che lavorano per renderlo sicuro ed efficiente. Un vero e proprio esercito di verniciatori, pannellisti, falegnami, tappezzieri… quelli che vengono definiti ‘ferrovieri in tuta blu’ ed ai quali nel 1990 venne dedicato un bel libro di Marco da Vela.

In quel volume (Editori Riuniti) si ripercorreva la storia dell’Officina di Firenze Porta al Prato dal 1905 al 1958 ovvero dalla nascita alla chiusura della sezione locomotive.

Adesso a distanza di quasi 25 anni, sabato 21 settembre (ore 10 – presso la nuova Omc – Officina manutenzione carrozze dell’Osmannoro), viene presentato, a completamento di questo viaggio a ritroso nel tempo, quello che è l’ideale suo seguito: Ferrovieri in tuta blu – Immagini e testimonianze (ed. Libreria Alfani).

Riparazione locomotiva officina manutenzione carrozze porta a prato firenzeLa firma è ancora quella di Marco da Vela scelto dal Comitato promotore storia e memoria (insieme al Dopolavoro ferroviario di Firenze) al quale viene, in questo modo, con la conferma, conferita la carica di  ‘ferroviere ad honorem’.

Un libro diverso dal precedente, per stessa ammissione del suo autore, dove le testimonianze di operai, tecnici, impiegati e quadri (raccolte tramite registrazioni audio e video) diventano prezioso materiale a disposizione del lettore. Non più quindi uno studio storico ma una narrazione attraverso la memoria delle sue maestranze.

Dalle nobili stalle all’Osmannoro

«Nel libro - ribadisce Renzo Manni (membro del comitato promotore) - si potrà rivivere tutto ciò che ha significato quest’officina nella difesa delle istituzioni e nella difesa del lavoro».

E proprio il successo di queste lotte ha fatto sì che l’officina di Porta al Prato (accanto alla stazione Leopolda, là dove un tempo c’erano le stalle della nobile famiglia Pazzi) nel 2008 fosse trasferita (per far posto al Polo musicale) all’Osmannoro in un aggiornatissimo impianto.

«Del resto questa era la nostra parola d’ordine - fa eco Mario Galli (ex verniciatore ora in pensione) - l’officina si chiuderà solo quando ne verrà costruita una nuova!». «Promettemmo che l’ultimo operaio entrato a Porta al Prato avrebbe consegnato le chiavi dell’officina al sindaco di Firenze per utilizzare questa area per la città - ricorda un altro membro del Comitato promotore storia e memoria, Fausto Fiorini - e così è effettivamente accaduto il 26 febbraio del 2008.». «Si lasciava una vecchia “Ferrari” - ci confessa Mauro Misuri (il quarto membro del Comitato) - per andare su una 500 nuova… con l’auspicio che diventasse presto una fuoriserie!».

Ferrovieri tuta bluIncontrando i 4 componenti del Comitato nelle stanze del Dlf in via Paisiello, si legge chiaramente negli occhi di tutti l’orgoglio di aver fatto parte della più grande officina fiorentina (che negli anni ’80 impiegava più di mille addetti): “Una grande famiglia che possa essere d’esempio alle nuove generazioni operaie”.

Il fiore all’occhiello dell’officina è quello che, più comunemente, viene definito col termine inglese di revamping e che nasce dalla rete di relazioni che lega operai e tecnici.

Si legge nel libro: “Il revamping consente di recuperare carrozze di prima classe di uso diurno, accantonate e destinate alla demolizione perché coibentate con amianto e trasformarle in carrozze notte climatizzate, con allestimenti interni dal design piacevole, attento ai colori, alle forme, alla diffusione luminosa e con applicazioni tecnologiche di avanguardia”, un processo di riqualificazione attento e di prim’ordine. Con grande vantaggio per l’azienda, perché i costi di realizzo sono molto inferiori a quelli per l’acquisto di una nuova carrozza.

Le lotte sindacali

E come non ricordare le lotte sindacali e quelle in difesa delle istituzioni. «Fummo i primi - racconta Manni - a raggiungere piazza della Signoria per manifestare la nostra solidarietà ed il fermo sdegno in occasione del rapimento di Aldo Moro».

Una compattezza che adesso i quattro membri del Comitato promotore storia e memoria ricordano con orgoglio e tenerezza. «Eravamo invidiati dagli altri ferrovieri - dice Manni - perché, all’Officina grandi riparazioni Ogr di Porta al Prato il problema di uno era il problema di tutti!».

Ferrovieri tuta blu marco da velaÈ questa lezione di vita che si può ritrovare nelle pagine di Ferrovieri in tuta blu – Immagini e testimonianze; in occasione della presentazione sarà possibile visitare il nuovo impianto di Trenitalia, il più grande e aggiornato del nostro paese. L’ingresso è gratuito. Per i ferrovieri e familiari è consentito esibendo la tessera ferroviaria; per i non ferrovieri è necessario prenotarsi tramite l’e-mail m.matteini@trenitalia.it.

Per informazioni: 3396206939 oppure 3138419453

Il libro: Marco Da Vela (nella foto a lato), Ferrovieri in tuta blu – Immagini e testimonianze, ed. Libreria Alfani.

La Stazione Leopolda di Firenze oggi, durata 2’


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