In dieci anni un milione di euro per controllare l’assenza di diossine nei prodotti venduti alla Coop

Scritto da Claudio Mazzini |    Marzo 2011    |    Pag.

Stampa e tv hanno dedicato grande spazio alla possibile contaminazione da diossina di uova e altri alimenti, in particolare carni avicole e suine, prodotte in Germania. La contaminazione è stata causata da oli inquinati miscelati nei mangimi. Di conseguenza le autorità tedesche hanno chiuso precauzionalmente numerosi allevamenti (oltre 4.700) per verificare il livello di diossina presente nei prodotti. Al momento in cui scriviamo le analisi sono in corso.
Coop controlla il rischio diossine dal 1999 (quando ci fu la prima contaminazione su carni suine provenienti dal Belgio).
Da allora ha iniziato a richiedere ai propri fornitori, oltre a una selezione delle materie prime, escludendo le provenienze più a rischio, un piano di controlli condotti attraverso l'INCA (consorzio interuniversitario nazionale "la chimica per l'ambiente" uno dei principali laboratori in Italia che si occupano del tema diossine), ha effettuato migliaia di analisi su tutte le filiere più esposte al rischio (latte, carne, pesce, molluschi e crostacei), investendo, complessivamente, quasi un milione di euro. Siamo certi che pochi possano dimostrare nel concreto di avere fatto altrettanto per prevenire e controllare il rischio diossine quanto Coop.

Diossine
Con il termine "diossine" si fa riferimento a un gruppo di sostanze diverse che comprendono circa 210 composti. Tra questi ve ne sono alcuni (17) con caratteristiche di elevata tossicità per gli esseri viventi: si registrano effetti sulla pelle e sul fegato, soppressione delle funzioni immunologiche, effetti teratogeni sulla riproduzione e, non ultimo, manifestazione di cancro. Si tratta di sostanze praticamente insolubili in acqua e che danno luogo a fenomeni di accumulo, cosicché le maggiori concentrazioni si ritrovano negli ultimi anelli della catena alimentare, specialmente nei pesci e nell'uomo. Le diossine sono note al grande pubblico perché responsabili della tragedia avvenuta a Seveso nel 1976, nello stabilimento della Icmesa. Le conseguenze furono disastrose: casi di ustioni, aborti spontanei, aumento dei casi di cancro, migliaia di animali morti, ma quel tragico evento fu un incidente industriale con emissione in atmosfera di elevatissime concentrazioni di diossine.
La quasi totalità delle diossine si forma come sottoprodotto indesiderato di diversi processi industriali, quali l'incenerimento di rifiuti, l'emissione dai forni dei cementifici, dai processi metallurgici, ma anche dalle combustioni domestiche di legna o di biomasse.
Questi composti tendono a depositarsi nel suolo e raggiungono così gli organismi animali, risalendo poi la catena alimentare e concentrandosi ad ogni passaggio. Si calcola che l'uomo finisca per assumere le diossine, per circa il 90%, attraverso gli alimenti, soprattutto di origine animale. Ovviamente l'accumulo è legato all'ingestione prolungata di cibi contaminati.

Nei prodotti a marchio Coop, tutte le carni fresche avicole e di suino sono italiane.
Tutte le uova vendute alla Coop, sono italiane e da galline allevate a terra, sono da uova italiane anche le produzioni interne della gastronomia.

Nota: l'autore è il responsabile innovazione e valori di Coop Italia.