Breve guida ai medicinali più usati, anche d'estate

Scritto da Alma Valente |    Luglio 2007    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

La farmacia di casa 2
C'è chi è diffidente nel prendere i farmaci, e ne ha paura, e c'è chi li prende con troppa facilità, esponendosi al rischio di effetti indesiderati e di dipendenza. Sicuramente prendere i farmaci senza il diretto controllo del medico è un tema delicato della nostra società. Cerchiamo di valutarlo insieme in modo da aumentare le nostre conoscenze e fare delle scelte responsabili.
Da molto tempo si parla del problema dei farmaci che non richiedono la prescrizione medica per essere venduti e dei provvedimenti di legge che ne facilitano la distribuzione, ad esempio creando dei punti di vendita all'interno dei supermercati. Questi farmaci sono essenzialmente di due tipi: prodotti da banco (OTC) e senza obbligo di prescrizione (SOP).
I primi possono essere esposti sul bancone e pubblicizzati, mentre i secondi devono essere dispensati solo su consiglio del farmacista e non possono essere pubblicizzati. Questi farmaci devono essere considerati come sicuri a tutti gli effetti purché vengano assunti occasionalmente e da soggetti sani; maggiori cautele dovrebbero essere osservate da parte di persone con importanti problemi di salute, nei confronti dei bambini e degli anziani, ed inoltre da parte di donne incinte, che programmino una gravidanza o che stiano allattando.

La farmacia di casa 1
Il fatto che questi tipi di prodotti
siano adesso venduti anche presso appositi punti di vendita all'interno dei supermercati non rappresenta un fattore di rischio aggiuntivo in quanto un farmacista sarà sempre presente a sorvegliare la distribuzione e a consigliare i clienti sul loro utilizzo. Questo è peraltro il ruolo più importante che deve svolgere il farmacista nei confronti della popolazione generale, assistendo le persone che hanno bisogno di consigli ed educando i cittadini ad un corretto uso dei medicamenti.
In genere si ricorre a questo tipo di farmaci per la cura dei sintomi del raffreddore o dell'influenza, della stitichezza e del dolore, ma nonostante il più delle volte la soluzione dell'automedicazione risulti efficace, i sintomi possono persistere o addirittura peggiorare: in questo caso occorre evitare di aumentare la dose del farmaco, o associare un altro farmaco dello stesso tipo, e consultare un farmacista o il medico di famiglia appena possibile.
Tutti i farmaci possono presentare degli effetti collaterali o delle reazioni avverse, i primi sono effetti secondari causati dal meccanismo d'azione che provoca l'effetto benefico, le seconde sono delle vere e proprie reazioni nocive che non sempre sono attribuibili al farmaco stesso, ma anche agli eccipienti, e talvolta legate ad un'anomala sensibilità individuale. Ambedue le evenienze sono abbastanza rare e non devono suscitare eccessivo allarme, in ogni caso è opportuno sospendere subito il medicamento e sentire il parere del medico.

Per alleviare il fastidio del naso chiuso si può ricorrere ai decongestionanti per applicazione nasale. Le preparazioni in commercio sono tante, ma la loro efficacia è per lo più equivalente; i nebulizzatori (gli spray senza propellenti) sono i più pratici e danno un sollievo più rapido per la pronta dispersione del principio attivo a livello delle narici. I decongestionanti non devono essere utilizzati per più di 4-5 giorni perché il loro uso prolungato può provocare un danno a livello della mucosa dovuto al loro effetto sui capillari sanguigni. Questo tipo di medicamenti è controindicato nei cardiopatici, negli ipertesi e nei pazienti affetti da glaucoma o ipertiroidismo.
L'uso di antistaminici per via generale è sconsigliabile perché scarsamente efficace sulla congestione nasale e può provocare sonnolenza ed appannamento dei riflessi, molto pericolosi per chi guida l'auto.
Se è presente una lieve alterazione febbrile è di uso comune prendere dell'aspirina o se si associa un forte dolore alla gola un antinfiammatorio orale di libera vendita. Benché questi farmaci possano essere relativamente innocui, tanto che vengono comunemente usati anche per curare il mal di testa o i dolori mestruali, è prudente non assumerli per più di 3-4 giorni, in quanto il loro uso prolungato potrebbe provocare irritazioni o lesioni della mucosa dello stomaco, fino a determinare anche emorragie gravi che potrebbero richiedere un ricovero ospedaliero urgente.



CONSIGLI
Farmaci d'estate

In condizioni di temperature ambientali molto elevate particolare attenzione deve essere posta alla corretta conservazione domestica dei farmaci. Alcuni principi attivi terapeutici, qualora utilizzati in condizioni climatiche caratterizzate da alte temperature, possono provocare o potenziare i sintomi connessi all'ipertermia. I medicinali che possono potenziare gli effetti negativi del caldo sono in gran parte quelli assunti per malattie importanti. Nel caso di assunzione cronica di farmaci si consiglia di consultare il proprio medico di famiglia per adeguare eventualmente la terapia. Non devono essere sospese autonomamente terapie in corso; una sospensione anche temporanea della terapia senza il controllo del medico può aggravare severamente uno stato patologico.

Leggere attentamente le modalità di conservazione riportate sulle confezioni dei farmaci. Qualora non vi fossero descritte, conservare il prodotto a temperatura superiore ai 30°C solo per brevi ed occasionali periodi; conservare tutti i farmaci nella loro confezione, lontano da fonti di calore e da irradiazione solare diretta; durante la stagione estiva conservare in frigorifero anche i prodotti che prevedono una temperatura di conservazione non superiore ai 25°-30°C

(dal sito www.ministerosalute.it)