Dal Burkina Faso ai supermercati Coop. Un progetto di sviluppo, che presto coinvolgerà altri paesi africani

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Un volo diretto Ouagadougou-Pisa, ed ecco che i fagiolini TerraEqua arrivano freschi nei supermercati Coop. È proprio nella capitale del Burkina Faso che viene inaugurato per la prima volta il marchio TerraEqua,il grande progetto di cooperazione internazionale di Coop Italia che prevede interventi di formazione e investimenti nei paesi africani in via di sviluppo. I fagiolini atterrano due volte alla settimana all'aeroporto di Pisa, il primo scalo aperto in Italia per l'interscambio commerciale con il paese africano. In precedenza si era costretti ad una "triangolazione" con Parigi: ora, grazie all'intervento della Regione Toscana, l'aeroporto di Pisa è diventato uno snodo strategico dove, in seguito, faranno scalo anche altri paesi africani e altri prodotti.
Acquistare i fagiolini TerraEqua nei supermercati Coop è un atto denso di significati. Facendolo, non solo ci si assicura un prodotto freschissimo e di buona qualità, ma si sostiene lo sviluppo delle piccole cooperative di produttori locali, per garantire alla popolazione un lavoro equamente retribuito e condizioni di vita migliori. Dopo i fagiolini del Burkina le prossime frontiere saranno le banane del Camerun. Accanto a Unicoop Firenze, Unicoop Tirreno e Coop Italia, i partner del progetto realizzato nel paese africano sono il Movimento Shalom, la Regione Toscana, l'Associazione nazionale delle coop di consumo (Ancc) e l'Adapa (Action pour le developpement agro-pastoral en Afrique), una ong burkinabè.

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Contadini associati

Sono ormai dieci anni che Coop fa produrre fagiolini verdi in Burkina, un prodotto autoctono del paese africano. Crescono al sole caldo dei tropici e secondo i test compiuti negli anni passati, sotto la supervisione di Coop Italia, sono risultati migliori di quelli coltivati, con analoghi programmi produttivi, in Egitto, Senegal ed Etiopia. Non sono poche le difficoltà organizzative e logistiche che Coop ha dovuto affrontare per l'interscambio con il paese africano. Solo dopo molto tempo è stato possibile mettere a punto un progetto di filierache consente di presidiare tutto il processo: dalla produzione alla vendita. Da qui è nato l'accordo siglato nei primi di gennaio del 2006 fra Coop Italia e la cooperativa Scoo.bam di Kongoussì, che dà lavoro a 4000 persone che vivono in 24 villaggi nella zona settentrionale situata a 100 km da Ouagadougou. Il raccolto proviene da quest'area collocata nelle prossimità di un bacino artificiale: 25 ettari coltivati nella savana, con il deserto ad alcune miglia. Uno dei problemi da superare, per garantire la massima qualità delle forniture, era la situazione estremamente complessa del paese dal punto di vista della logistica e dei trasporti interni. In Burkina l'operazione è stata resa possibile grazie anche alla Ong Adapa, che fornisce in affitto congelatori, trattori, camion per il trasporto, insomma tutta l'attrezzatura necessaria per una coltivazione e un'organizzazione logistica efficiente.

Non solo fagiolini
Nella lingua locale Burkina Faso significa "Terra degli uomini onesti", ed è una delle nazioni che più di ogni altra ha bisogno di solidarietà internazionale. L'accordo però non è solo questo: non porta assistenzialismo e non "droga" l'economia locale con regalie, ma getta le premesse per un vero e proprio sviluppo autoctono. Coop Italia si impegna ad acquistare l'intero raccolto di fagiolini per cinque anni: in cifre si tratta di 500 tonnellate di prodotti ogni anno, pari a un giro d'affari di 900 mila euro annui, con una tendenza a crescere fino a 1500 tonnellate verso la fine dell'accordo quinquennale. Si offre così continuità e sicurezza all'interscambio commerciale, concetti praticamente sconosciuti in uno degli stati più poveri del mondo. Con queste nuove certezze, il lavoro in questi mesi è già stato esteso ad altre cooperative (Sogcam/Projet610 nella valle del Sourou) e ad altri contadini organizzati in cooperative di villaggio. Complessivamente oggi i produttori hanno raggiunto quota 6000. La diversificazione produttiva messa in moto quest'anno comincerà a dare i suoi frutti con la prossima stagione e agli inizi del 2007 non ci saranno solo fagiolini, ma anche cipolle, meloni, agli e cocomeri.

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Dall'acqua alla pizza
In questi anni sono stati tanti i progetti di solidarietà verso il Burkina Faso messi in campo da Unicoop Firenze, Unicoop Tirreno e dal Movimento Shalom. Unicoop Firenze ne ha realizzati quattro. Il primo è stato la costruzione di pozzi per fornire acqua potabile a 13 scuole elementari della provincia Yatenga, a nord del Burkina. Poi è stata la volta della pizzeria di Loumbila, un luogo a pochi chilometri di distanza dalla capitale del Burkina, per dare cibo a 170 orfani. Non solo, l'attività va bene e sta dando anche un discreto contributo all'occupazione. Sono circa 25 le persone che ci lavorano, tra quelle occupate nella pizzeria e quelle che, grazie al mezzo di trasporto offerto da Unicoop Firenze, acquistano il pane per poi rivenderlo in città. Loumbila è diventata meta di visite da ogni parte del paese. Lo stesso governo del Burkina Faso propone la pizzeria come modello di sviluppo e di coesione sociale, un simbolo di riscatto per tutto il paese. E i numeri danno ragione: circa 500 presenze settimanali al bar, una panetteria che produce 5mila baguette alla settimana, la pizzeria con 250-300 coperti la settimana, oltre al cibo prodotto per i bambini dell'orfanotrofio. Ci sono poi le 3000 adozioni a distanza effettuate nel quadro della campagna Il Cuore si scioglie 2006, e la nascita di Laafi Roogo ("Casa della pace" nella lingua locale), la scuola che ha lo scopo di promuovere la qualificazione di giovani del Burkina e dell'Africa sahariana nei settori agro alimentare, turistico e alberghiero.
Unicoop Tirreno è impegnata invece nel sostegno all'ospedale pediatrico di Koupela e nel villaggio di Gorom Gorom, dove ad oggi ha costruito "Casa Matteo", una casa famiglia per 70 bambini orfani, nove pozzi per l'acqua, un dispensario farmaceutico, una sala parto e l'Hotel delle Dune: una foresteria che, affittando camere a volontari e turisti di frontiera, finanzia la gestione della casa famiglia e promuove il turismo responsabile.



SOLIDAL
Buoni e solidali

Ecco l'elenco dei prodotti del commercio equo e solidale presenti nella rete commerciale Coop. Abbiamo voluto indicare i produttori e il paese d'origine, per dare un'idea dell'ampiezza dei rapporti creati con i prodotti a marchio Coop-Solidal. Caffè: Asociación Chajulense (Guatemala), Villa Oriente (Bolivia), Ingruma (Colombia), La Florida (Perù), San Fernando (Chiapas - Messico).

Miele: Coop Tztetal-Tzotil (Mexico/Chiapas), Coop Copiasuro (Guatemala), Coop Apibo e Cosatin (Nicaragua).

Cacao, cioccolato, uova pasquali, crema spalmabile: Conacado (Repubblica Dominicana), Coopeagri (Costa Rica), Tcga (Belize), Appta (Costa Rica), Kuapa Kokoo Union (Ghana), El Arroyense Ltda (Paraguay), Coop Manduvirà Ltda (Paraguay), Coop Montillo (Paraguay).

Sorprese uova: Selyn (Sri Lanka), Gospel House (Sri Lanka), Sarvodaya (Sri Lanka), Pekerti (Indonesia), Mitra Bali (Indonesia).

Succo arancia: Acipar - Paranavaì (Brasile), Coagrosol - Itàpolis (Brasile).

: United Nilgiri e Ambootia (India), Stassen Natural Food (Sri Lanka).

Riso: "Nam Om" Sustainable Rice Farmers, Yasothorn Province (Tailandia).

Palloni: Tramondi (Pakistan).

Banane: Grupo Agrícola Prieto (Ecuador).

Zucchero: Cepicafe (Perù).

Ananas: Prudent (Ghana), Asoproagroin (Costa Rica).

Noci Amazzonia: Compaeb (Brasile), Coinacapa (Bolivia), Candela (Perù).

Polo cotone: Maikaal bioRe (India).

Camicie uomo: Tuskany Kerala Garments, Kerala (India).


Movimento Shalom, via Carducci 4, San Miniato (Pisa), tel. e fax 057142634, www.movimento-shalom.org