Scritto da Laura D'Ettole |    Giugno 2004    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Fagiolini dal deserto
Arrivano dal Burkina Faso
in Italia in poco più di mezza giornata: al mattino vengono raccolti e imballati, la sera sono a Parigi e da lì vengono trasportati nei vari magazzini Coop.
Sono i fagiolini del Burkina Faso, presenti nei banchi dei supermercati Coop da dicembre agli inizi di aprile, in attesa del prodotto siciliano. Una semplice agricoltura di legumi su 70 mila ettari di terra a disposizione, grazie a cui hanno trovato lavoro ben 12 mila persone, considerando gli impianti di produzione e tutto l'indotto ad essi collegato.
Un esercito di individui che integra così i modesti proventi delle coltivazioni di miglio e riesce a guadagnare abbastanza per mangiare, far studiare i figli e procurarsi le cure sanitarie necessarie per sopravvivere in uno dei luoghi più inospitali del mondo.

Nella lingua locale Burkina Faso significa "Terra degli uomini onesti", ed è uno degli stati che più di ogni altro ha bisogno della solidarietà internazionale. E' una terra arida, dove manca l'acqua e il deserto minaccia continuamente di riprendersi anche i poveri campi coltivati a miglio. Questo antico mito di rendere produttive le terre desertiche ha preso corpo nel '96, come progetto congiunto di Unicoop Firenze e del Movimento Shalom.
La coltivazione di questi prodotti è stata resa possibile dal progetto di cooperazione internazionale "Acqua per il Burkina" che grazie all'irrigazione ha reso fertile un'ampia area di territorio. Secondo i test compiuti negli anni passati e condotti sotto la supervisione di Coop Italia, i fagiolini del Burkina sono risultati migliori di quelli prodotti con analoghi programmi agricoli in Egitto, Senegal ed Etiopia.

"Il nostro obiettivo a medio termine è quello di produrre per il prodotto a marchio Coop" dice Said Ouedrago, che dirige il lavoro dei coltivatori in Burkina e opera come consulente di Coop Italia.
Il primo passo, quello della tracciabilità, è già stato portato a termine. E poi entro il 2006, prosegue, sarà la volta del conseguimento della garanzia di produzione biologica, visto che questi fagiolini crescono su terre vergini e senza fertilizzanti chimici.