Fabbri etruschi
Importanti risultati sono emersi a Scansano,
in provincia di Grosseto, dagli ultimi scavi curati dal locale Museo archeologico nell'abitato fortificato etrusco di Ghiaccio Forte.
Negli anni scorsi sulla sommità di questa collina che domina il corso del fiume Albegna (nell'antichità un'importante via di transito tra la costa tirrenica e l'interno dell'Etruria) era stato ritrovato un deposito di offerte votive (bronzetti e terrecotte) che testimoniava la presenza di un importante luogo di culto. E proprio ai culti religiosi degli Etruschi che occupavano le terre comprese tra Roselle (vicino a Grosseto) e Vulci (provincia di Viterbo) è dedicata la mostra "Le vie del sacro. Santuari e depositi votivi nella Maremma etrusca e romana", in corso nei musei archeologici di Grosseto e di Scansano.
Oggi, dell'insediamento etrusco di Ghiaccio Forte, sorto nel IV sec. a.C. dove già esisteva il santuario, si conoscono l'imponente sistema difensivo e l'abitato, disegnato secondo i più avanzati modelli urbanistici dell'epoca. Si trattava in pratica di un presidio della potente Vulci a controllo dei suoi terrori settentrionali, che forse fu distrutto proprio nel 280 a.C., quando la stessa Vulci venne presa dai Romani.

Con la campagna di scavo appena conclusa si è riportato alla luce un ambiente coperto da un tetto di tegole e coppi e riparato a nord dalla tramontana con una parete di legno.
All'interno si conservavano fondi di grossi orci e un'area arrossata dal fuoco vicina a un accumulo di cenere con scorie ferrose: era questa l'officina di un fabbro alla forgia, come provano anche chiodi di ferro e lingotti di rame. Appena restaurati i materiali saranno inseriti nel Museo di Scansano.

Articolo da Archeologia Viva di gennaio/febbraio 2008