Scritto da Giuliano Vannini |    Gennaio 1999    |    Pag.

Direttore amministrativo Unicoop Firenze

Euro: vale ma non c'è
Il primo gennaio 1999, dopo aver stabilito il tasso di cambio fisso e definitivo della lira con l'euro, è iniziata la seconda fase di avvicinamento all'euro. Una fase in cui, dopo le sperimentazioni fatte dal primo maggio al 31 dicembre 1998, si comincia ad operare sul serio con la nuova moneta europea.
- I titoli di Stato (bot, cct, btp) sono emessi, quotati e contrattati in euro.
- Possono essere gestiti in euro i conti correnti bancari, si possono fare bonifici bancari ed emettere assegni in euro, utilizzare carte di credito e bancomat in euro.
- Si può tenere la contabilità ed emettere fatture in euro.
- Si possono tenere rapporti finanziari con la pubblica amministrazione in euro.
Tutto ciò tenendo presente il principio generale del "nessun obbligo e nessun divieto" ad operare in euro, nel senso che colui che compie l'azione (fatturazione, pagamento, emissione di assegno ecc.) sceglie se operare in lire o in euro.
Fanno eccezione i misuratori fiscali (registratori di cassa) dei negozi, che devono riportare i dati delle vendite in lire fino al 31 dicembre 2001; per cui non sarà possibile avere sullo scontrino l'importo dei singoli prodotti in euro.
Durante questa fase transitoria (fino al 31 dicembre 2001) l'Unicoop Firenze ha deciso di adottare alcune iniziative, per facilitare la conoscenza dell'euro e imparare ad operare con la nuova moneta:
- Gli scontrini riportano gli importi dei singoli prodotti in lire e la conversione del totale in euro.
- Le etichette dei prodotti indicano il prezzo in lire e la conversione in euro.
- Sono accettati i pagamenti in euro con assegni e bancomat, applicando le consuete regole per l'accettazione degli assegni.
- Le fatture emesse dai negozi indicano il "totale documento" anche in euro.
- Gli estratti conto del prestito sociale riportano il "saldo a nuovo" anche in euro, anche se il prestito sociale continuerà ad essere gestito in lire.
- Sul prestito sociale sono accettati versamenti di assegni in euro, con relativa conversione in lire.
- Le buste paga dei dipendenti riportano il "netto a pagare" anche in euro.
Il tasso di conversione applicato è quello stabilito al 31 dicembre 1998 dal Consiglio d'Europa e sarà applicata la regola dell'arrotondamento matematico stabilita dalle disposizioni per l'introduzione dell'euro. L'arrotondamento è riportato al centesimo di euro inferiore se dalla conversione risultano da 0 a 4 millesimi; al centesimo di euro superiore se dalla conversione risultano da 5 a 9 millesimi, senza tenere conto dei decimi di millesimo.
Insomma, da quest'anno bisognerà imparare a ragionarci su con tranquillità, pensando ai valori espressi dalla nuova moneta. Magari immaginando di essere in gita in un paese uguale al nostro, dove si parla la nostra lingua ma si ha una moneta diversa. Se riusciremo a farlo, quando ci saranno veramente le nuove monete avremo già familiarizzato a sufficienza con l'euro e saremo pronti ad essere ancora più euro-cooperatori.