Guida alla lettura. Cosa dice la legge

Scritto da Andrea Santini |    Aprile 2002    |    Pag.

Dipendente di Enti pubblici ha svolto per molti anni attività ispettiva nel controllo degli alimenti. Ha partecipato a corsi e convegni anche in qualità di docente. Si è occupato in particolare del settore micologico dirigendo il servizio di vigilanza, formazione e certificazione dei funghi commercializzati nei mercati. Ha curato una pubblicazione per le scuole elementari di educazione ambientale e al consumo dei funghi dal titolo"I funghi dal bosco al consumatore". Collabora da vari anni con l'Informatore dell'Unicoop con articoli sull'igiene e la merceologia alimentare. Ha curato per l'Unicoop un sito sui funghi: "Di tutto un po', commestibili, non commestibili, controlli, leggi, ricette, letteratura. Si occupa, in generale, delle problematiche relative ai prodotti alimentari sotto l'aspetto legislativo.

L'etichettatura rappresenta lo strumento moderno per commercializzare i prodotti. Attraverso l'etichetta si rende trasparente e legalmente corretta qualsiasi operazione di vendita sotto il profilo dell'informazione. Questo strumento costituisce ormai un vero e proprio diritto acquisito dei consumatori, sia per i prodotti confezionati che sfusi. Potremmo dire, tanto per fare un paragone, che l'etichetta è la carta di identità del prodotto. Altrimenti siamo in presenza di un prodotto anonimo, privo di qualsiasi connotato di riconoscimento e perciò da respingere.
E' evidente che un'etichetta non può essere concepita arbitrariamente, ma deve obbligatoriamente contenere i requisiti previsti dalla normativa nazionale. L'obbligo di compilarla in forma corretta e comprensibile per chi legge spetta alla ditta produttrice. Scritta in lingua italiana, non deve trarre in inganno l'acquirente attribuendo all'alimento proprietà e caratteristiche merceologiche o terapeutiche inesistenti, ricorrendo a frasi pubblicitarie ingannevoli o esaltando talvolta in modo esagerato alcuni concetti, come "genuino", "naturale", oppure ricorrendo ad altre espressioni ambigue. Deve semplicemente informare chi compra, in modo tale da facilitare un acquisto consapevole e responsabile.
Con ciò il consumatore è tutelato sotto il profilo commerciale e igienico-nutrizionale, perché è in grado di conoscere esattamente che cosa acquista, il suo valore alimentare e talvolta anche quello nutrizionale. Anzi, egli può fare qualcosa di più, essendo anche un controllore della regolarità dei prodotti sotto l'aspetto legislativo, purché conosca sufficientemente le norme che regolano questo settore. In questa veste può denunciare direttamente l'irregolarità di una confezione alimentare al venditore, agli organi pubblici di controllo, alle associazioni dei consumatori, e perché no, perfino all'autorità giudiziaria.
Gli elementi caratterizzanti un'etichettatura alimentare che non possono essere ignorati da nessuno sono i seguenti:
- la denominazione di vendita, che indica il tipo merceologico del prodotto. Esempio: latte, vino, pasta, pane...
- l'elenco degli ingredienti presenti nel prodotto ed elencati in ordine di quantità decrescente
- il peso netto o il volume
- il termine minimo di conservazione o la data di scadenza. Per i prodotti facilmente deperibili diventa un dato tassativo, assoluto, una scadenza vera e propria: la dizione da usare in tali casi è: da consumarsi entro il..., altrimenti per gli altri prodotti è usata la frase: da consumarsi preferibilmente entro il...
- il nome, la ragione sociale, il marchio depositato della ditta produttrice o confezionatrice
- la sede dello stabilimento
- il lotto di appartenenza del prodotto
- la modalità di conservazione quando occorre.
La normativa di cui ci occupiamo non è sempre di agevole interpretazione, ed è tutt'ora oggetto di discussioni da parte degli addetti ai lavori, tuttavia la sua conoscenza è imprescindibile nella cultura di un consumatore attento e consapevole.
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